GP DI OSAKA

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Il GP di Osaka, disputatosi sabato 10 maggio nella mattinata italiana, è stato sensibilmente penalizzato dalle cattive condizioni atmosferiche: pioggia e freddo hanno infatti condizionato il riscontro tecnico delle competizioni. In questo contesto non sono comunque mancati spunti interessanti, anche considerando la concorrenza del Super GP di Doha svoltosi il giorno prima.

In particolare gli atleti cinesi, capitanati dal campione olimpico e mondiale nonché recordman dei 110h Liu Xiang, hanno saggiato le forze a tre mesi dall’inizio dei Giochi di Pechino. Splendida la sua performance per tecnica e fluidità, conclusa in 13.19 con bava di vento contrario (-0.1) lasciando ben indietro avversari qualificati come il connazionale Shi Dongpeng (13.63) ed il veterano Wignall (13.84). Avesse corso nelle condizioni ideali di Doha, dove David Oliver ha ottenuto 12.95, il primato del mondo non sarebbe stato lontano.

Altri cinesi ben si comportano nella velocità maschile: Hu Kai vince i 100m in 10.54 e Liu Xiaosheng i 400m in 45.90. In campo femminile impressiona Huang Xiaoxiao (già 5.a ai mondiali di Osaka) che domina i 400H in 55.22, mentre le sue connazionali Li Meiju (18.46 nel peso), Song Aimin (60.38 nel disco) e soprattutto Zhang Wenxiu (notevole il suo 73.52 nel martello date le condizioni) vincono nei lanci confermando che la Cina intende recitare un ruolo da protagonista anche in atletica nelle sue Olimpiadi.

Naturalmente anche i giapponesi padroni di casa si sono fatti valere, in particolare con Kenji Narisako vincitore dei 400H in 49.00 e con la staffetta veloce prima in 38.94. Modesta ma significativa la partecipazione degli atleti americani che si impongono con due finaliste degli ultimi mondiali, Carmelita Jeter (bronzo mondiale) nei 100m in 11.30 malgrado una brutta partenza e Mary Wineberg (che l’anno scorso precedette Sanya Richards ai trials relegandola alla staffetta) nei 400m in 51.52 malgrado un rallentamento (voluto?) nel finale.

C’è anche un po’ d’Italia che brilla in Giappone per merito di Marco Lingua secondo nel martello con un ottimo 77.17 preceduto solo dal bielorusso Vadim Devyatovskiy (78.41 il suo lancio vincente). Ovviamente il maltempo ha penalizzato soprattutto i salti come l’alto maschile vinto dal giapponese Naoyuki Daigo con 2.18 (aveva fatto 2.27 pochi giorni prima) e l’asta dove il campione del mondo Brad Walker fa un salto a 5.40, vince la gara e saluta il pubblico (peraltro pochi spettatori bagnati e infreddoliti).

Come nota stonata del meeting possiamo sottolineare che le gare di mezzofondo sono state praticamente assenti, fatta eccezione per un 800 uomini e un 1500 donne: strano in un paese che ama le lunghe distanze e dove vivono diversi mezzofondisti africani di buon valore.

I risultati completi del meeting sono consultabili [cliccando qui]

fonte: IAAF

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