BENTORNATO GIBI!

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A pochi giorni dalla sentenza favorevole del TAS, Giuseppe Gibilisco concede un'intervista esclusiva a Simone Proietti per Atleticanet. I momenti difficili, le speranze, la gioia di un campione che torna patrimonio dello sport italiano.

Finalmente con la sentenza del TAS tutto sembra tornato a posto. Sei tornato un atleta “libero” di gareggiare. Ci credevi che sarebbe arrivato questo momento?
Sì. Credetemi, sono stati 8 mesi terribili. Ma ero sicuro che la verità, alla fine, avrebbe messo fine al mio caso. E quella del Tas è stata la quarta assoluzione dopo quella del pm di Latina, del gip e della Fidal.

Cosa hai fatto per celebrare la notizia? Di sicuro sarà stata una bella iniezione di fiducia…
Ho urlato di gioia. In due giorni ho ricevuto centinaia di messaggi.

Qual è stato il momento più buio nell’ultimo anno?
Quando gli altri erano a Osaka, al Mondiale. E io ero a casa, fermato dalla squalifica.

Hai sempre detto di continuare ad allenarti in prospettiva olimpica. Ora qual è la tua condizione di forma? Quanto pensi di valere?
Mi sono sempre allenato, perché sapevo di essere innocente e continuavo a credere nella giustizia. Adesso salto 5.50 con la rincorsa breve di 12 passi. Il lavoro invernale c’è. Devo lavorare su agilità e sulla parte finale della rincorsa, su quei 4-5 passi “cattivi” prima del salto, per arrivare al top. Però mi serve un allenatore vero che mi segua. Vorrei ricostruire il gruppo di lavoro che avevo formato nel 2007 con Mariani e Margesin.

Probabilmente la prima gara la sentirai in modo particolare: come pensi sarai accolto da pubblico e media?
La gente, in tutto questo periodo, è stata fantastica. Mi fermavano per strada, tutti con la stessa domanda. Del perché di questa squalifica di 2 anni, nonostante i miei valori sempre nella norma e nonostante i 54 controlli cui mi hanno sottoposto in carriera. Sapete qual è uno dei miei più bei ricordi prima dello stop? Il boato del pubblico di Padova quando mi sono presentato in pedana, quando il Coni aveva già chiesto i 2 anni. Devo dire che anche la stampa e i media hanno seguito la vicenda con grande obiettività. Si è sempre parlato di Caso Gibilisco e mai di doping Gibilisco.

Tutta questa vicenda ha ridisegnato qualche rapporto tra te ed il mondo dell’atletica, c’è chi ti ha abbandonato, chi ti ha accusato, chi ha sempre creduto in te. Gibilisco in pedana avrà tanti motivi per salire il più in alto possibile…
Io voglio salire più in alto possibile solo per la gente, per gli appassionati. Vengano a Formia a vedere i miei allenamenti, il mazzo che mi faccio. Io il doping l’ho sempre schifato, come dimostrano i fatti, i controlli e… le sentenze.

Come pensi sarai accolto da Federazione e Fiamme Gialle? E’ stata una brutta parentesi e tornerà tutto come prima?
Il Tas ha chiuso la vicenda con la quarta assoluzione. Penso che io meriti di essere trattato da atleta e non da appestato o furbetto.

Quali saranno le prossime tappe di Gibilisco? Quando la prima gara? Ti aspetti a breve una chiamata in Nazionale, magari per la Coppa Europa?
Guarda, il calendario non l’ho nemmeno visto per scaramanzia. Presto vi farò sapere.

A Pechino ti dovrai guardare da diversi avversari di valore: gli americani, gli australiani, i russi etc. Chi ti impensierisce di più?
Rispetto tutti, non temo nessuno.

Circa un anno fa ti vedevamo pensieroso in pedana, assorto tra i tuoi pensieri. Tornerà il Gibilisco radioso e solare di Parigi 2003 o che sfreccia in moto al Golden Gala?
Spero di sì. Io ce la metterò tutta. Per me e per i miei tifosi. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare tutti, ma proprio tutti, gli appassionati del nostro sport. Se sono qui a rispondere alla vostre domande e grazie anche al calore che mi avete sempre dimostrato. Stavolta sono io che mi alzo in piedi ad applaudirvi. Siete stati grandi.

fonte: Redazione
fonte foto: Simone Proietti per Atleticanet

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