COPPA DEL MONDO DI MARCIA: AZZURRI VICECAMPIONI

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Storico argento mondiale della marcia azzurra alla Coppa del Mondo di Cheboksary, in Russia, secondi solo ai padroni di casa che vantavano una squadra di livello elevatissimo con diversi primatisti mondiali.

A livello individuale l'altoatesino Alex Schwazer ha conquistato la medaglia di bronzo nei 50 km con l'ottimo tempo di 3h37'04″, l'argento di squadra è stato ottenuto grazie ai prestigiosi piazzamenti degli altri italiani in gara, in particolare Marco De luca al nono posto in 3h49'21″ e un eccezionale Diego Cafagna al diciannovesimo con il nuovo record personale di 3h53'46″. Proprio a Cafagna va tributato l'onore di essere il principale artefice dell'argento azzurro, grazie alla prodigiosa rimonta di ben otto posizioni negli ultimi quindici chilometri che gli è valsa l'appellativo di “uomo del miracolo”.

Negli ultimi due giri l'azione dell'atleta triestino dei carabinieri è parsa incontenibile guadagnando posizioni determinanti per il brillante risultato di squadra, un bel pezzo di questo argento mondiale è sicuramente da attribuire a lui: “Con questa prestazione spero di aver convinto tutti per i Giochi – dice raggiante Cafagna – credo di aver dimostrato di meritare questa convocazione”.

E' finalmente felice anche Alex Schwazer, che invece aveva accolto con rabbia il bronzo mondiale di Osaka, il podio di questa Coppa del Mondo lo soddisfa pienamente anche perché questa 50 km è stata una delle più grandi gare di sempre, con il russo Denis Nizhegorodov a polverizzare il precedente record mondiale coprendo la distanza in 3h34'14″, 1 minuto e 33 secondi in meno, mentre l'altro russo Vladimir Kanaykin, già primatista mondiale dei 20 km di marcia, ha stabilito la nona prestazione mondiale di sempre.
Ecco il motivo per cui il terzo posto di Schwazer non può certo lasciare l'amaro in bocca, ma è anzi frutto di un'ottima gara conclusa con un'imponente frazione finale che lo ha portato a soli nove secondi dalla medaglia d'argento.

Il marciatore altoatesino ha scelto di non seguire Nizhegorodov quando si è lanciato in fuga, “ho preferito continuare al ritmo previsto- dice Schwazer – buttarsi al suo fianco sarebbe stato letteralmente un suicidio. E credo di aver avuto ragione. Kanaykin invece mi ha un po' sorpreso, non credevo riuscisse a finire”.

A completare la prestazione italiana la 35.a posizione di Dario Privitera (4h02'32″) e la 57.a di Matteo Giupponi (4h20'10″).
L'oro a livello di squadra è andato naturalmente alla fortissima squadra russa, mentre l'Italia è riuscita a portarsi davanti al Messico, distanziato di un solo punto, ed alla Spagna, con due punti di ritardo, risulta evidente come la rimonta prodigiosa di Cafagna abbia permesso alla squadra italiana di recuperare dei punti fondamentali per salire sul podio e guadagnare addirittura la medaglia d'argento.

Il prossimo appuntamento è ora con i Giochi Olimpici con la marcia italiana che ha dimostrato di poter interpretare un ruolo da protagonista e Schwazer seriamente intenzionato a giocare le sue carte migliori per puntare finalmente all'oro.

fonte: Alessandro Parlante

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