THUNDER BOLT: 9”72!!!

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Usain Bolt,il fulmine giamaicano, brucia la pista di New York ed ottiene il nuovo record mondiale sui 100 metri, al termine di una gara sensazionale. Staccato Tyson Gay.

Un terremoto ha scosso la pista di New York: il Reebok Grand Prix regala addirittura il record del mondo dei 100 metri, in un meeting che era atteso soprattutto per la sfida fra la rivelazione dei 100 di questa primavera, Usain Bolt, e colui che ha dominato la distanza la scorsa stagione, Tyson Gay, campione del mondo in carica.

Mancava Asafa Powell, il primatista del mondo, ancora in fase di recupero, e allora ci ha pensato Bolt a tener alti i colori della Giamaica. Il ragazzo prodigio della velocità, salito all’onore delle cronache già quattro anni orsono quando corse i 200 metri in 19”93, primato mondiale junior, sta finalmente conquistando la sua posizione di merito nel panorama atletico mondiale.
Non sui 200, ma sui 100 (almeno per ora), distanza si dice poco adatta ai “molto alti”, a causa delle difficoltà in fase di partenza, ma che Bolt, nonostante la sua statura di 1,96, sembra apprezzare parecchio. Il primo indizio era arrivato già con il 9”76 di un mese fa, poi il 9”92 dopo una partenza bislacca, ora il record del mondo.

Il 9”72, ottenuto sia pur con un vento sostanzioso ma regolare di 1,7 m/s a favore, non solo vale come nuovo record mondiale sulla distanza, cancellando il 9”74 del connazionale Asafa Powell, ma decreta anche la sua superiorità sul rivale più accreditato, Tyson Gay, secondo in 9”85. L’americano pur conseguendo la sua miglior prestazione di sempre, ha dovuto inchinarsi alle falcate incisive dell’avversario. Neanche l’efficacia della sua fase lanciata è riuscita a ricucire il gap accumulato nella prima porzione di gara da un Bolt impeccabile: buona uscita dai blocchi, fase di accelerazione già in testa, fase lanciata senza eguali.

Pensare poi che tale prestazione è maturata in una giornata non proprio ideale per lo sprint, con una fitta pioggia ad inzuppare la pista fino a poco prima della partenza, verrebbe anche da pensare che questo ragazzo abbia ancora margini di miglioramento per alimentare i sorrisi dei suoi connazionali.

Sembra proprio che il record dei 100 sia ora questione giamaicana: Powell al rientro dovrà sudare non poco per giocarsela fianco a fianco con Bolt, e chissà dove riusciranno a portare ancora lo sprint mondiale. Di sicuro avranno ottime probabilità di portare la 4×100 giamaicana in cima al mondo, gli States sono avvisati.

Intanto la curiosità è tutta per i 200, cosa riuscirà a fare Bolt in quella che può definirsi la sua distanza naturale? Prossima gara sarà ad Ostrava poi Bolt dovrà fare due calcoli con gli ingaggi, ora è il momento buono anche per raccimolare un bel po’ di denari. E se fino a ieri la sfida da sogno era Powell-Gay, da oggi chi sarà il primo direttore di meeting ad assicurarsi tutti e tre i mostri della velocità?

Torniamo “sulla terra” per dare un occhio anche al resto delle gare svoltesi a New York peraltro con risultati piuttosto interessanti.A cominciare proprio dalla velocità. Nei 200 Wallace Spearmon si è imposto su tutti correndo in 20”07, vincendo con netto distacco sul connazionale Rodney Martin. Si è rivisto X-man Carter sui 400 dove ha realizzato un buon 44”70. Nei 100 femminili finiscono addirittura in tre sotto gli 11”, Campbell-Brown, Hooker e Lee, con la prima ad imporsi sulle altre in 10”91. La giovanissima Bianca Knight continua a vincere e convincere sui 200: per lei 22”43, in una gara che ha comunque sentito la mancanza di sua maestà Allyson Felix, impegnata solo sui 100 peraltro con un non entusiasmante 11”13.

I 400 donne hanno applaudito l’ennesima vittoria di Sanya Richards correndo al limite dei 50” (50”04), nettamente meglio di Novlene Williams seconda in 50”70.
Buon Terrence Trammell sui 110 hs, con un 13”11 di tutto rispetto, mentre Kerron Clement fa ancora meglio nel giro di pista con barriere, coprendo la distanza in un buon 48”40. Poco appariscente Lashinda Demus nei 400 hs, con un modesto per lei 55”17.

Non solo velocità a New York: nel mezzofondo si fa applaudire quel piccolo grande uomo di Paul Kipsiele Koech, giunto ancora una volta a ridosso della barriera degli 8 minuti: 8’01”85. Ancora Kenya, stavolta travestito di Bahrein, con Saad Kamel e Mayam Jamal primi negli 800 rispettivamente in 1’45”53 e 2’00”42.

Concorsi spettacolari soprattutto per merito di due personaggi: Reese Hoffa, che nel peso supera la barriera dei 21 metri, con 21,29, e la graziosa Jenn Stuczynski che nell’asta vola sino a 4,80, tentando i 5,02 da primato del mondo ma senza riuscirvi. L’americana comunque conferma di esserci, a quelle quote c’è solo Isinbayeva. Astista avvisata…

fonte: iaaf
fonte foto: AthleCAC

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