1° TAPPA GOLDEN LEAGUE – BERLINO 2008

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Solitamente nell’atletica fa notizia chi vince, invece questa prima tappa della Golden League 2008 di Berlino sovverte questa regola non scritta, infatti le notizie più eclatanti riguardano atleti che i pronostici della vigilia vedevano ampiamente come favoriti per la vittoria, si sono visti sopravanzare da rivali meno accreditati.

Iniziamo quindi con il resoconto partendo dalla prima di queste notizie sugli sconfitti di lusso che riguarda il campione olimpico e mondiale in carica Jeremy Wariner che, forse esagerando nel dettare il ritmo nei primi 200 metri , si ritrova ad essere affiancato in ingresso del rettilineo finale dal pimpante LaShawn Merrit che dimostra già un buono stato di forma e precede di 4/100 il connazionale (44.03 contro 44.07). Si interrompe così una striscia impressionante di vittorie di Wariner che durava da 2003 (se si eccettua un ritiro a Sheffield sotto la pioggia) e si infrange la possibilità per l’americano di concorrere alla vittoria del jackpot di 1 milione di dollari.

Altra notizia di spicco è la sconfitta nettissima del campione del mondo in carica Irving Saladino nel lungo, che dopo il meraviglioso salto settimana scorsa ad Hengelo (8,73 m) si piazza solo 7° con un mediocre (per lui) 7,92 m complici evidentissimi problemi nella rincorsa. Da notare però che al secondo salto (nullo) era atterrato molto oltre gli otto metri, ma sfiorando appena la plastilina. Vittoria che va al saudita Al-Sabee con un buon 8,21 m all’ultimo salto. Nello stesso concorso un incoraggiante 8,10 m al debutto stagionale outdoor per il nostro azzurro Howe, che si piazza 5° e ritrova così una misura che fa intuire che la strada intrapresa è quella giusta, dopo una stagione indoor davvero al di sotto delle aspettative.

Senza prestazioni di rilievo la gara dei 100 m maschili, che chiaramente viene un attimo oscurata da ciò che è successo a New York poche ore prima (record del mondo di Bolt), dove si impone il 23enne giamaicano Nesta Carter con il nuovo personale di 10.08 (+0.8) sorprendendo l’ex campione del mondo Kim Collins 10.12, Ivory Williams 10.13 e Churandy Martina 10.16. Un po’appannato è parso Derrik Atkins (vice campione del mondo) che dopo una pessima partenza non è riuscito ad esprimere il suo poderoso lanciato; per lui quinto posto in 10.18.

Bella gara dai contenuti tecnici interessanti i 1500 m uomini che vedono un netto dominio keniano, con cinque atleti nelle prime sei posizioni. La gara si risolve in una volata agli ultimi duecento metri che vede prevalere Augustine Kiprono Choge con 3’31.57 miglior tempo mondiale dell’anno e primato personale, secondo Daniel Kipchirchir Komen con 3’31.91 e terzo Shedrack Kibet Korir con 3’31.99.

Molto avvincente il concorso del giavellotto maschile che vede protagonisti, come da tradizione, atleti nord europei che si sono resi protagonisti di lanci di alto livello. La vittoria è andata al finlandese Tero Pitkämäki (campione del mondo in carica) con 85.20 m al primo lancio che però ha patito un infortunio durante il gesto e ha dovuto rinunciare ai successivi tentativi. Secondo è giunto il norvegese Andreas Thorkildsen che viene beffato dalla misura e per un solo centimetro non scalza il suo avversario dal primo posto. Terzo un altro finlandese Tero Järvenpää con 84.07 m

Per quanto riguarda le gare femminili non si può non impressionarsi per la prova negli 800 m della giovanissima keniana Pamela Jelimo che dopo avere stabilito settimana scorsa il nuovo record mondiale juniores, si ripete su dei livelli altissimi ed ottiene un nuovo primato mondiale di categoria con il tempo di 1’54.99 guidata dalla lepre Tatyana Andrianova che effettua un velocissimo passaggio ai 400 m. Seconda e staccatissima Yuliya Krevsun con 1’58.98. Bene in questa prova l’azzurra Elisa Cusma che all’esordio stagionale si comporta bene e chiude 7° sotto i 2 minuti con 1’59.90.

Un’altra atleta azzurra esordiva oggi nel salto in alto e lo ha fatto senza brillare troppo anche se hanno fatto meglio di lei solo tre atlete. Stiamo parlando di Antonietta Di Martino vice campionessa mondiale che si piazza al 9° posto con 1,93 m in virtù degli errori commessi, infatti con la stessa misura la belga Tia Hellebaut è 4°. La gara è stata vinta dalla solita Blanka Vlasic che supera l’asticella a 2,03 m. Giunge seconda la sorprendente atleta di casa Ariane Friedrich che migliora il personale ben due volte arrivando fino a 2,00 m entusiasmando così i propri tifosi. Terza la russa Anna Chicherova con 1,97 m.

Si sono avuti buoni risultati anche nei 100 ostacoli dove a sorpresa si è imposta la giovane spagnola di origine nigeriana Josephine Onyia con 12.50 (+0.8) nuovo record nazionale che ha preceduto le avvenenti Susanna Kallur svedese campionessa europea (12.54) e l’americana LoLo Jones (12.57).

fonte: IAAF
fonte foto: Atleticanet – Gino Esposito

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