TRITTICO DI MEETING NELL’EST EUROPA – GRANDE LICCIARDELLO A VARSAVIA

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Tra i mille appuntamenti dell’atletica mondiale di questo frenetico mese di giugno non sono da tralasciare i tre meeting svoltisi tra domenica 15 giugno e lunedì 16 nell’Europa Centro-orientale, tutti con una notevole storia e tradizione.
Ha aperto (per ragioni di fuso orario, la Russia è due ore avanti la Polonia) il Memorial Znamensky, tenutosi nello stadio di Zhukovskij, poco lontano da Mosca, dove già martedì 10 c’è stato un importante meeting internazionale, cui avevano partecipano molti dei protagonisti odierni. Il Memorial Znamensky (o Znamenskikh secondo la grafia originale russa) festeggiava il 50. compleanno ed è servito ai selezionatori russi per chiarire gli ultimi dubbi per preparare le due competitivissime squadre maschile e femminile (logica favorita, quest’ultima) per l’imminente Coppa Europa del prossimo weekend ad Annecy, l’ultima edizione della formula “tradizionale” ideata da Bruno Zauli negli anni ’60.
Chi probabilmente non aveva bisogno di conferme ma ha comunque realizzato la miglior prestazione del meeting è stato senza dubbio l’astista 23enne Evgenij Lukjanenko, capace di issarsi al primato personale e miglior prestazione europea dell’anno di 5,91 alla seconda prova, dopo aver valicato 5,41 alla 1., 5,66 alla 2., 5,76 e 5,86 (già nuovo record personale) sempre alla prima.
Alle sue spalle Pavel Gerassimov a 5,66, solo terzi a 5,56 l’australiano Burgess ed il tedesco Otto.

Dove invece serviva un chiarimento, visto l’altissimo numero di concorrenti ad alto livello per una maglia, era il salto in lungo femminile. Ebbene, ancora una volta ha avuto la meglio la campionessa olimpica e mondiale in carica, nonché ex-campionessa mondiale del triplo, che resta pur sempre la sua gara preferita, visto che nel 2005 le valse il jackpot della Golden League tutta da sola: stiamo parlando, se non l’avete capito, di Tatjana Lebedeva, capace di arrivare allo stagionale di 6,88 al terzo salto per battere la Simagina (6,77), la campionessa europea ed argento mondiale Kolchanova (6,75), l’eterna seconda Tatjana Kotova con 6,66 (che non potrà quindi tornare ad Annecy, dove nel 2002 stabilì il primato del terzo millennio con 7,42), la bielorussa Cernushenko-Stasiuk (6,56) nonché la bellissima lettone Ineta Radevica, ex-atleta del Cus Cariparma (6,54).

C’era molta incertezza anche sui 400 femminili. La gara A si è disputata mentre stava scemando un violento acquazzone, ed ha avuto la meglio la russa asiatica Anastasja Kapacinskaja (ex-campionessa mondiale dei 200 poi squalificata due anni per doping) in 50”45 (primato stagionale europeo), poi la sorprendente Lyudmila Litvinova, al personale di 50”69, e la graziosa bionda Tatjana Veshkurova (argento europeo a Goeteborg dietro la bulgara Stambolova, poi squalificata per doping) in 50”84. Scoppiata la bionda duecentista Gushchina, in testa fino ai 300 finali e poi solo quarta in 51”01. Nella gara B disputata in precedenza sotto un violentissimo temporale si era imposta Elena Migunova in un ottimo 50”86.

Un altro che non aveva bisogno di conferme era il campione olimpico in carica degli 800, l’ex-bambino prodigio Iurij Borzakovskij, vincitore in scioltezza in 1’45”40 sul temibile Bogdanov (1’46”05) e sul forte lettone Milkevics (1’46”41). Sempre in campo russo, bella vittoria nei 100 femminili per Evgenija Poljakova, prima nella finale con 11”21(+0,4 m/s) sulla giovane connazionale Murinovich (11”26), sulla stagionata panamense Ferguson-Mc Kenzie (11”26), prima in conclusione del meeting sui 200 con 22”88, e sull’inglese Kwakye (11”29), che per completare il tour de force (3 gare in due ore) ha poi anche vinto la serie B dei 200 con un tempo oltre i 23”.

Poi vengono i risultati degli stranieri non russi. Palma d’onore, naturalmente, all’imbattibile croata Blanka Vlasic, che, dopo un errore a due m, ha valicato sia i 2.00 che i 2.03 alla prima prova, fallendo poi per tre volte i 2,06. Lontanissima alle sue spalle tutta la concorrenza, con l’uzbeka Radziwil (campionessa mondiale junior uscente) ed il bronzo mondiale di Osaka Savcenko a 1,93.

Bravissimo nel triplo lo slovacco ex-bielorusso Dmitrij Valukevic, arrivato allo stagionale di 17,46 al terzo salto dopo un secondo a 17,33. Lontanissimi i russi, con Petrenko a 16,72.
Gloria anche per Kim Collins, che bissa il successo di Mosca in 10”11 (vento + 0,3) sul qatariano Samuel Francis (10”20) e Fasuba (10”25), che ancora non riesce ad ingranare.

Infine, nel giavellotto maschile, buon rientro in patria per l’ex-campione mondiale Sergei Makarov, secondo con 81,36 al secondo lancio, ma la vittoria è andata con un ottimo 85,78 al sesto lancio al lettone Vadims Vasilevskis, argento olimpico ad Atene.

Buone notizie per l'Italia dal meeting di Varsavia. In un contesto di gare di discreto livello ma non troppo, tra i migliori risultati spicca la bellissima vittoria di Claudio Licciardello nella serie principale dei 400, dove con 45″52 abbassa il proprio personale stabilito a Ginevra nel 2006 di 7/100. Con questo risultato, che conferma e migliora quello di Ginevra di quest'anno, il posto di miglior quattrocentista italiano del momento non può che essere suo. Dietro Licciardello, si piazza col proprio personale di 45″95 il polacco Piotr Kedzia, che per la concorrenza interna per Annecy batte Dabrowski (46″04) e Wieruszewski (46″45).

Un altro italiano era in lizza per la Coppa Europa nel meeting polacco: si tratta di Marco Lingua, che nel martello non fa meglio di 77,25 e del quarto posto in una gara di alto livello, vinta dallo sloveno Kozmus con 80,07, davanti all'ex-campione olimpico di casa Ziolkowski (78,36) ed al bielorusso Devjatovskij (77,50). Ora per Marco vedremo se si apriranno le porte della squadra azzurra per Annecy, o se si preferirà l'esperienza di Nicola Vizzoni.

Il miglior risultato tecnico della manifestazione arriva nel martello femminile, dove l'ex-campionessa olimpica Kamila Skolimowska (vinse l'oro a Sidney a 17 anni) arriva a 73,50 (suo record stagionale) superando una agguerrita concorrenza. Altre tre superano i 70 m: la croata Brkljacic (72,48), la novità francese Falzon (71,91) e l'altra polacca, esplosa quest'anno, Anita Wlodarczyk (71,48). La francese Montebrun si piazza poco sotto a 69,55.

Altre grandi gare di lancio nel disco, dove la campionessa europea Darija Pischalnikova stabilisce il proprio personale con 66,12 superando la brava ucraina Semyonova con 64,30 e le veterane Gradinaru-Grasu (63,76) e Pospisilovà-Cechlovà (62,15), mentre tra gli uomini il padrone di casa Malachowski con 64,67 mette in riga l'ispanico-cubano Frank Casanas (64,66), l'estone Israel (64,54) e l'ungherese Maté (64,46). Quattro atleti in 21 cm!

Da segnalare anche il 4,65 di Anna Rogowska nell'asta (stagionale) davanti all'ucraina Kushch ed alla russa POlnova-Zaykova (4,50 per entrambe), mentre la rivale Pyrek è uscita di scena senza segnare misura, il 20,85 del bielorusso Lyzhin nel peso davanti a Majewski con 20,74 (Paolo Capponi settimo con 18,37) ed il secondo posto del giamaicano Beckford (finalmente a buone misure quest'anno) nel lungo con 7,90, soli 4 cm dietro il polacco Marcin Starzak.

A Praga risultati mediamente di livello più basso che a Varsavia. Partiamo subito dal martello maschile, dove il nostro Marco Lingua si migliora di quasi due m rispetto al meeting polacco, chiudendo terzo con 79,22, suo miglior risultato di sempre dopo il personale di 79,71 stabilito a Savona il 27 maggio. E con questo risultato il piemontese legittima sicuramente il posto in squadra per Annecy. Lingua era in testa fino al quarto lancio, quando è stato superato dall'argento mondiale, lo sloveno Primoz Kozmus con 79,60, poi nel quinto è stato superato di soli 2 cm anche dal bronzo mondiale, lo slovacco Libor Charfreitag. Dietro di lui comunque nomi illustri, come l'ungherese Pars (77,55), il bielorusso Devjatovskij (76,80), l'ex-campione olimpico Ziolkowski, più volte da lui battuto in questa prima parte di stagione (76,33). Nel complesso un'ottima prova e la conferma che il nostro martellista è ormai inserito nell'élite mondiale.

Il miglior risultato tecnico è venuto dall'unica gara femminile di spessore, il giavellotto, dove la campionessa mondiale di casa Barbara Spotakovà ha dato ancora una volta spettacolo con un 68,85 al quinto lancio che le è valsa il record del meeting. Al secondo lancio era già arrivata ad un buon 65,73. Dietro di lei la tedesca Stahl con 59,81 e la polacca Madejczyk con 59,34.

Nel lungo maschile altra vittoria per il saudita Hussein Al-Sabee dopo la Golden League di Oslo con 8,14 davanti a Garenamotse del Botswana con 8,04. Non bene i due britannici in gara, con Rutherford quarto a 7,82 e Tomlinson quinto a 7,82.

Per il resto da segnalare un'ottima gara di 110 hs, con l'ucraino Demidyuk allo stagionale di 13″36 (vento + 0,9 m/s) davanti al ceko Svoboda con 13″43 al personale e all'americano Payne con 13″47. Nei 200 m il mauriziano Buckland s'impone con lo stagionale di 20″40 (vento + 0,9) davanti a Brian Dzingai dello Zimbabwe con 20″53.

fonte: www.russianathletics.com
fonte foto: ATLETICANET-SIMONE PROIETTI

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