CAMPIONATI ITALIANI DI BRESSANONE 2008. PENSIERI, SUSSURRI E GRIDA

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Mi è piaciuta questa edizione dei Campionati. Credo che Werter Corbelli abbia fotografato con la consueta lucidità la situazione: bella località, ottima organizzazione e pure bel tempo. Il calendario allungato su quattro giorni e la posizione all’estremo dell’Italia hanno invece causato parecchie assenze. Questo è argomento su cui confrontarci, e non dare per scontato che i campionati Master debbano per forza essere centrali e concentrati. L’aumento dei partecipanti, e la complessità delle categorie nelle gare tecniche, ostacoli, salti e lanci rischia di portare a ritardi e confusione. Mettere dei minimi sembra per il momento improponibile. Quindi direi che le alternative come queste, se spiegate in anticipo e condivise, possano essere valutate con interesse. Da parte mia riterrei molto utile invece spostare le prove multiple ad altra manifestazione, per evitare a parecchi di noi di fare una scelta se fare solo prove multiple o solo prove individuali, vista la contemporaneità. Ho sentito lamentele sulle serie fatte con i tempi dell’anno in corso. Direi che nel 2008 mi sembra il minimo utilizzare un sistema informatico per fare le serie. La cosa era nota e chi non aveva un tempo nell’anno non ha, a mio parere, da lamentarsi. Potrebbero valere i tempi dell’anno prima, ma ci sarebbe da gestire l’eventuale cambio di categoria. La regola era forse nuova, ma nota. L’atletica leggera non può ancora andare avanti con carta, penna e prestazioni non veriterie.

Per ricordare i bei momenti per chi c’era e per dare un’idea dell’atmosfera vissuta per chi è mancato, vi riporto qui qualche pensiero, sussurro e grido da Bressanone. Si lascia al lettore la cura, come si diceva nei miei libri di testo del’università, di individuare le persone e la modalità di espressione.

Il grillo:”Sempre bello Brixen e le sue montagne. Qui sulla Plose ho conosciuto mia moglie un’era geologica fa, e il posto per me ha un fascino speciale. Spero di farlo vivere anche ai miei amici”.

Le aste sono state ancora una volta caricate sul camper, ma questa volta il destino, la natura, o la meccanica si sono ribellate. Il camper si è rotto prima degli appennini e la rossa è senza aste. Tutti i magazzini dei campi di atletica della pianura padana sono rivoltati per trovare le UCS Spirit 4 metri, 135 e 140 libbre, sennò come farà a saltare. Si narra di auto che giravano in tondo in attesa di capire dove recuperare le bacchette magiche per la fata.

L’ostacolista: “ah, sono sette ostacoli nella mia gara?” E il decatleta, marito dell’avversaria, e aspirante giudice, conferma “Eh sì, sono proprio sette”. Qualche ora dopo un altro ostacolista racconta ”Ho fatto reclamo e ho vinto, perché il mio avversario ha vinto correndo con un ostacolo di meno, sette invece di otto”. Ma allora, dovevano essere otto gli ostacoli, anche i giudici sbagliano. E ora cosa si fa? Il grillo va dal Giudice d’appello, racconta il caso, viene prodotto il filmato, i tempi annullati e le posizioni confermate. Il record italiano, apparentemente battuto, alla prossima gara.

Qualcuno si fa prendere dal magone ”Qui tutti gli altri sono sposati, fidanzati o almeno in compagnia, eventualmente irregolare. E io?” Si narra di possibili principi/esse azzurri scartati.

Il grillo è richiesto: “Ho un dolorino al polpaccio”, “Io ho un dolorino al piede”, “Io ho un dolorino al costato”. Massaggi a nastro, danni sembra non farne…

Prima di una gara il grillo fa il pronostico. I risultati confermano a meno di due centesimi le previsioni. Ah, se avesse la stessa lucidità nelle gambe.

Troppe gare stancano: un pomeriggio a bordo piscina, in montagna, vista sulla valle, le dolomiti dietro, la birra fresca, le ragazze affascinanti. Bella l’atletica.

L’eptatleta manca ancora di esperienza, s’impegna nell’ottocento ma senza morire, e perde il titolo per pochi punti. I suoi commenti alla vostra immaginazione

Il presidente dei magnagatti vince quattro ori di cui tre individuali: veramente in grande spolvero. La pensione fa bene ai master, come anche altri dimostrano.

Salto in alto maschile, in pedana alle 8.15 della domenica mattina. Non è certo l’ora ideale per grandi risultati, lo pensiamo tutti. Ma i forti sono tosti, si svegliano e arrivano lo stesso a bei risultati.

Il lunghista cowboy s’infortuna per cercare la grande prestazione. Dalla Porsche volano moccoli toscani.

Visti begli atleti trentacinquenni: chiamarli master secondo me è un offesa, ma i risultati sono interessanti per il movimento.

Visti grandi ex-atleti che tra gli ostacoli non erano più facili come un tempo: allenarsi serve anche ai semidei, e accorciare la distanza non è detto che basti.

Due grandi gare sugli ostacoli. Non importa chi ha vinto, è stata appassionante per tutti, partecipanti, pubblico e tifosi.

Gara dell’asta nel decathlon maschile. Peccato non esserci. Gli astisti veri a dare consigli, i concorrenti che cercavano di imparare e migliorare. Tutti bravissimi, divertimento puro.

Chiodate o scarpe da riscaldamento? Per chi è infortunato ma non rinuncia a correre questo è l’interrogativo. Ma l’importante è esserci, e si può sempre andare forte, le bionde insegnano.

Le staffette sono sempre un bel divertimento. Alle due della domenica, 38 gradi all’ombra, il tartan scottava. Il ginocchio a terra sui blocchi si ustionava. Ad aspettare il cambio sotto il sole mancava il fiato, ma quando si riceve il testimone si va, sempre, anche se quattrocento metri sono lunghi per un saltatore e cento sono corti per una mezzofondista.

Vincere una gara non è difficilissimo, il bis più impegnativo, il tris a volte sfugge. Donne e uomini, biondi/e, rosse/i e more/i, sorridete, i vostri pensieri ci sono noti, siete comunque forti.

Nella foto di N.Prampolini la vittoriosa staffetta 4×400 M60 della MasterAtletica di Vicenza

fonte: Redazione
fonte foto: Archivio N.Prampolini

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