E’ TORNATA LA NOTTURNA DI MILANO: DI MARTINO, CUSMA, OBRIST E NAVA OK.

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Dopo qualche anno di astinenza, anche Milano riabbraccia la grande atletica dei meeting estivi: mercoledì 2 luglio è ritornata infatti la celeberrima Notturna. Qualcosa è migliorato (leggasi la pista, una delle migliori al mondo) qualcosa è peggiorato (il prato dell'Arena, in condizioni disastrose) qualcosa è migliorabile (il “cast” di stelle al via, nel quale ci sono state diverse defezioni all'ultimo minuto).
Buona cornice di pubblico e avvio di serata dedicato alle gare giovanili, con i 1500m allievi e allieve e gli 800m maschili, in memoria del compianto tecnico Giuseppe Volpi della gloriosa Forti & Liberi Monza. Si entra nel vivo poi con un insolito 5000m di marcia di cui le immagini più belle sono l'arrivo di Ivano Brugnetti in ottima efficienza (lui stesso confermerà di vivere un grande periodo da molti punti di vista) seguito a poca distanza da un affaticato (e piangente?) Schwazer, soddisfatto anch'egli ma nettamente a disagio su distanze così brevi (“ero in acido lattico dopo qualche giro”).
Il triplo femminile, assente la fortissima Lebedeva, è vinto dalla rientrante Martinez (14,33, che si lascia alle spalle la temibile Aldama, ex concittadina cubana.
Nell'asta femminile, ti aspetti Feofanova e trovi Scarpellini. Assente la rossa ex primatista mondiale, a dispetto della vittoria della russa Shvedova (4,65m) la protagonista è stata di sicuro la giovane bergamasca (ora alla Fondiaria Sai) Elena Scarpellini, capace di ritoccare a 4,35m il proprio personale, finendo 4^. La primatista italiana invece, Anna Giordano Bruno, pasticcia un po' troppo con la rincorsa e si ferma a 4,20.
Una delle gare più attese era senza dubbio l'alto femminile con Antonietta Di Martino impegnata su una pedana a lei molto cara. La campana appare estremamente concentrata ed entra in gara ad 1,82m, per poi seguire una progressione molto fitta ed immacolata da 1,91 a 1,97 che le permetterà di vincere la gara. A quest'ultima quota si intravede qualche mezzo sorriso finalmente) ma poi all'atacco dei 2m sembra di colpo alzarsi l'asticella e la sua gara finisce, comunque con una buona soddisfazione.
Corsia vuota nei 100hs femminili dove Micol Cattaneo rinuncia all'ultimo e vince la turca Nevin Yanit con un ottimo 12″79; gara di basso profilo invece nei 110hs maschili dove naufragano un po' Mainini e Alterio (Abate adirittura ritirato) e vince Andy Turner in 13″68.
Dai 1500m uomini provengono alcune tra le note migliori della serata. Gara molto veloce lanciata dalle lepri e vinta dall'etiope Deresse Mekonnen in un grande 3'34″02 ma quello che più conta sono i risultati dei nostri azzurri. Christian Obrist, al quale pare che i recenti problemi asmatici abbiano dato tregua, conferma di poter partecipare alle Olimpiadi correndo in 3'38″01 (4°) e dietro di lui, in marcatura stretta dall'inizio, si registra il grande progresso del lombardo Goran Nava che conferma di prediligere i grandi appuntamenti. Dopo aver ben figurato al memorial Primo Nebiolo, infatti, giocando in casa a Milano scende prepotentemente a 3'38″35 (vecchio PB 3'42″). In scia e comunque positive le prove di Salami (3'41″36) e Lalli (3'43″36).
Seconda nel peso femminile la capitana dell'Italgest Assunta Legnante con 18,22m alle spalle di Tarasova (18,45) e secondo di un solo centesimo nei 100m maschili Jacques Riparelli in 10″28 (PB di 1/100) alle spalle del britannico Williamson.
I 100 donne sono stati vinti da Rakia Al Gashra (quat) che sfoggia un body integrale per motivi religiosi ed è capace di portare il proprio personale ad 11″12 migliorandolo di ben 15/100. Brava anche la nostra Vincenza Calì (3^) che sigla il PB anch'essa a 11″35 e va vicina al proprio record anche Manuela Grillo (11″59).
Nei 400m donne, la cubana di nascita e italiana per matrimonio Libania Grenot, conferma l'ottimo momento i forma, rischiando addirittura di portarsi via vittoria della gara e nuovo primato italiano a distanza di pochi giorni. Distribuendo bene la gara corre in 51″16 cedendo solo negli ultimi metri a Nicole Sanders (50″87).
I 400m maschili, fose erano l'evento che catalizzava la maggior quantità di sguardi. Non nella batteria migliore, vinta dal britannico Rooney in 45″44 ma nella “national” nella quale il “fenomeno mediatico” Pistorious era al via.
In questa appunto, i risultati non sono stati pari alle attese con il sudafricano che sembrava in netta rimonta ed invece ha pagato lo sforzo nel rettilineo finale e per i nostri colori nessuno ha centrato un risultato di rilievo. Il migliore azzurro è stato nella prima batteria Andrea Barberi con 46″51.
Tutto apparentemente facile negli 800 uomini per l'inglese filiforme Rimmer che vince in 1'46″10, 4° Livio Sciandra in 1'47″12 e dietro di lui Rifeser in 1'47″27. Conferma poi il suo valore internazionale Elisa Cusma, capace di un 2° posto in 1'59″22 a soli 5/100 dalla vincitrice, la bella inglese Jemma Simpson. In un 5000m maschile orfano del'atteso Haile Gebreselassie, 13'11″36 per James Kwalia (ken) e poi una lunga scia di concorrenti sotto i 14', entro i quali per poco non entra Stefano La Rosa, con 14'01″72.
I risultati su www.notturnadimilano.it

fonte: Redazione Atletica Net

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