SI FA BELLA L’ATLETICA CON LERYN FRANCO

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Lo stereotipo della giavellottista nell’immaginario collettivo potrebbe far pensare a donnoni di corporatura robusta, dalle braccia nerborute e magari un poco sovrappeso. In realtà non esiste un cliché predefinito del lanciatore di giavellotto: si può anche essere alti e longilinei, poiché nella riuscita del gesto svolgono un ruolo importante la tecnica e la velocità, oltre alla pura e semplice forza. 


La dimostrazione lampante viene fornita da un’incantevole paraguaiana, nata ventisei anni fa nella capitale Asunción.
Leryn Franco è l’emblema della femminilità: mani curate, unghie laccate di rosso, capelli corvini con vezzose treccine a contornare un dolce viso in cui spiccano profondi occhi scuri. E soprattutto un fisico da pin-up, che le consente di abbinare con successo l’attività di fotomodella alla carriera di atleta. Da qualche mese vive in Italia, dove sta preparando la sua seconda Olimpiade.

“Ho iniziato giovanissima a fare atletica e mi sono indirizzata al lancio del giavellotto, disciplina in parte affine al tennis, che avevo praticato in precedenza”. A diciassette anni partecipa ai Mondiali allievi di Bydgoszcz 1999, dove manca di poco l’accesso in finale.
“In tutto il Paraguay c’è solamente una pista omologata, è quindi naturale che i nostri migliori rappresentanti siano dei lanciatori, come ad esempio Edgar Baumann, che è stato il primo sudamericano a superare gli 80 metri nel giavellotto, oppure Ramón Jiménez Gaona, che ha detenuto per tredici anni il record continentale nel disco”.
La promettente Leryn difende i colori del suo Paese ai Mondiali di Parigi Saint-Denis 2003 e ai successivi Giochi Olimpici di Atene nel 2004, anno in cui vince il titolo sudamericano under 23.

Arriva a questo punto un periodo di infortuni alla spalla e alla schiena, che la tiene lontana dai campi di gara. Decide perciò di cimentarsi nei concorsi di bellezza: ottiene due secondi posti, a Miss Universo Paraguay 2006 e nell’edizione di Miss Bikini of the Universe dello stesso anno, svoltasi in Cina.
“Dopo queste due piazze d’onore ero un po’ delusa”, dice con la sua mentalità da agonista. Furono però sufficienti per iniziare a posare come modella per la pubblicità e in un calendario.

L’anno scorso Leryn riesce a tornare a buone misure nel giavellotto e migliora il proprio record paraguaiano, lanciando 55.38 al meeting internazionale di Fortaleza, nella gara che vede il primato nazionale anche per la statunitense Kim Kreiner. Conquista inoltre il bronzo ai campionati sudamericani e prende parte per la seconda volta ai Giochi Panamericani.

Ragazza tutt’altro che sprovveduta, con cui è molto gradevole conversare, decide di dare una svolta all’inizio della stagione olimpica, alla quale tiene molto. “Mi sono laureata in Economia, così ho in mano un diploma e mio padre non può rimproverarmi nulla. Ma la mia grande passione è l’atletica leggera: adoro l’ambiente, è bellissimo frequentare gli stadi. Impiego i guadagni del lavoro come fotomodella per finanziarmi la preparazione ai Giochi di Pechino”, a cui parteciperà in ogni caso, essendo già stata convocata dal suo Comitato olimpico, “però stavolta vorrei tanto avere la soddisfazione di arrivarci con il minimo B”, che è fissato a 56 metri esatti.

Sbarca in Italia nel novembre 2007, su iniziativa del procuratore sportivo Stefano Bartocci, ex velocista di discreto livello e poi frenatore della nazionale di bob a quattro.
“Abito a Bastia Umbra insieme ad altri atleti e ho trovato un ottimo allenatore in Domenico Di Molfetta, responsabile del settore lanci italiano, che segue tra le altre anche la migliore azzurra dell’ultimo quadriennio, Zahra Bani.
Tesserata per l’Assindustria Sport Padova, la splendida Leryn è diventata testimonial della Nike ed è già stata protagonista da noi di un servizio fotografico su un mensile maschile. Ma in questo momento è l’atletica la sua priorità.
“Le prime competizioni non sono andate benissimo, al Memorial Nebiolo di Torino e al Top Club Challenge di Firenze. Posso fare assai meglio e anche Mimmo”, come viene amichevolmente chiamato il tecnico Di Molfetta, “pretende di più da me. Spero proprio di dimostrarlo presto, cercando soprattutto di ben figurare dove maggiormente conta, cioè a Pechino”.

Questa è Leryn Franco: un’atleta vera, che si allena duramente per il massimo avvenimento sportivo, ma che in pedana sa farsi ammirare anche grazie al suo fascino indiscusso.

Nella foto: Leryn Franco ritratta allo Stadio “Luigi Ridolfi” di Firenze al termine del Top Club Challenge 2008

fonte: Redazione
fonte foto: Atleticanet – Luca Cassai

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