DONATO SALTA LONTANO E FA SPERARE

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Si è concluso ieri sera (5 luglio) il 26° “Meeting de Atletismo” di Madrid.
Le cose migliori del meeting sono state offerte dalle pedane dove arrivano ottime notizie per l'Italia dal salto triplo, dove si sono sfiorati dei mondiali stagionali, dove si è attaccato un record del mondo.

Iniziamo proprio dal tema caldo.
Fabrizio Donato, dopo il recente esordio non oltre i 17 metri di pochi giorni fa a Firenze, ci ha regalato una prestazione di pregiata fattura: 17.29 viziati da 2.9 m/s di vento a favore battendo tanti specialisti fortissimi.
Nonostante l'assenza di Christian Olsson, la gara presentava molti tra i migliori triplisti.
Il finanziere si è dovuto arrendere soltanto al campione del mondo Nelson Evora e al fortissimo cubano Osniel Tosca entrambi a 17.40 ventoso, ma ha tenuto a bada nomi importanti come il talentuoso cubano David Giralt 17.24 (unico non ventoso degli atleti oltre i 17), un altro cubano Yoandris Betanzos 17.23, Julien Kapek 17.14 e Nathan Douglas 17.08.
La coscienza dei mezzi c'è e, dopo il quarto posto di questo inverno a Valencia, tanti blocchi da gara importante sono stati superati. L'anno è quello olimpico, perché non sognare?

Continuiamo con le pedane roventi.
Quella del salto in alto è stata sede di una delle gare più belle del meeting.
La croata Blanka Vlasic ha attaccato con decisione per tre tentativi il record del mondo di 2.10 ma anche stavolta s'è dovuta accontentare di uno stratosferico 2.06.
Dopo Madrid Blanka sale a quota 54 competizioni oltre i 2 metri: nella storia soltanto Stefka Kostadinova ha fatto meglio di lei.
Altra nota statistica: è da 31 gare che la longilinea croata non perde una gara.
Dietro di lei ha fatto il personale stagionale la spagnola Ruth Beitia con 2.01 e con la stessa misura si è confermata su altissimi livelli anche la russa Slesarenko.

Fa la seconda prestazione mondiale dell'anno la brasiliana Maurren Higa Maggi nel salto in lungo con un impressionante 6.95 con l'aiuto di un vento nella norma di +1.5 m/s e si candida come una delle atlete da non sottovalutare per le medaglie pregiate di Pechino.
Dietro di lei tanti buoni salti da parte delle altre atlete in gara: Naide Gomes 6.93 ventoso, Anna Nazarova 6.75 ventoso, Yelena Sokolova 6.74 (+1.4 m/s di vento e quindi nuovo personale per la 22enne russa), Keila Costa 6.72 ventoso.

Impressiona il monopolio russo nel salto con l'asta femminile dove, nonostante l'assenza della zarina Isi, si è assistiti a misure di tutto rispetto: la vittoria è andata a Svetlana Feofanova con 4.75 (personale stagionale e seconda prestazione mondiale dell'anno da condividere con la Pyrek) seguita da Tatyana Polnova 4.65 e Yuliya Golubchikova 4.60.

Per un solo centimetro ma pur sempre pesante sconfitta per la leggenda Virgilijus Alekna che si è dovuto arrendere all'eroe di casa della serata Mario Pestano vincitore con 67.01 nel disco. Dopo le recenti sconfitte contro Kanter e Hadadi, molti iniziano a dubitare del fenomeno lituano ma molti sanno anche dei colpi di classe capace di tirare fuori quando meno ce lo si aspetta.

Nel giavellotto femminile da segnalare solamente il 63.84 della cubana primatista del mondo Osleidys Menéndez; gara da dimenticare per Zahra Bani sesta con 55.87.

Esaurite le pedane passiamo ora alla pista dove troviamo anche la nostra Elisa Cusma alle prese con una gara molto difficile.
Serata magari non brillante come quella della Notturna di Milano ma comunque di tutto rispetto per lei: questa volta non è riuscita a scendere sotto i due minuti tagliando il traguardo in 2:00.09.
La gara è stata vinta dalla marocchina Hasna Benhassi in 1:58.54, seguita dall'ottima corsa dell'inglese Marilyn Okoro molto vicina al suo record personale in 1:59.02, dalla cubana Zulia Calatayud 1:59.74 e dalla Mutola in 1:59.85.

Gara avvincente quella degli 800 uomini: Mbulaeni Mulaudzi ha quasi eguagliato il suo stagionale chiudendo la gara in un ottimo 1:43.64; dietro di lui il ventenne Abraham Chepkirwok ha migliorato il suo personale fino a 1:43.72; altro personale anche per l'altissimo sudanese Ismail Ahmed Ismail con 1:44.47.
Ottima la gara degli spagnoli Manuel Olmedo e Arturo Casado che hanno chiuso la gara rispettivamente in quarta e quinta posizione (1:45.20 e 1:45.69).

Sui 100 metri abbiamo assistito a una bella sfida prima in batteria e poi in finale fra Churandi Martina e Francis Obikwelu; nella batteria si è imposto Obikwelu con un buon 10.09 (da tenere in conto i 2 m/s di vento in faccia) contro i 10.11 di Martina, mentre in finale quest'ultimo si è preso la rivincita con 10.03, contro i 10.08 del portoghese (stavolta -1.1 il vento). Kim Collins completa il podio con 10.16.
Sui 100 donne ha dimostrato un ottimo stato di forma l'atleta delle Isole Vergini LaVerne Jones-Ferrette che ha vinto la competizione con un 11.28 non molto lontano dal suo record personale di 11.24, se si tiene conto dei -1.1 m/s di vento contro.

Dopo un anno di assenza dalle gare torna ai livelli del personale il belga Cedric van Branteghem vincendo la gara dei 400 con un buon 45.13, davanti ad Ato Stephens (una volta si chiamava Ato Modibo) 45.15 e l'australiano Sean Wroe 45.57.

Serata poco esaltante per la nostra staffetta 4×100 battuta dalla squadra svizzera: il quartetto italiano composto da Emanuele Di Gregorio, Jacques Riparelli, Massimiliano Donati e Maurizio Checcucci non ha fatto meglio di uno scarso 39.04.

Da segnalare infine la vittoria Josephine Onyia sui 100 ostacoli con 12.94 (-2.6 m/s), il personale stagionale eguagliato da Alwyn Myburgh sui 400 ostacoli (48.99), il discreto 3:33.99 sui 1500 dell'etiope Deresse Mekonnen e un lentissimo 14.15 del ligure Emanuele Abate sui 110h.

Ecco i risultati completi
http://www.iaaf.org/gp08/results/eventcode=3924/index.html

fonte: iaaf.org
fonte foto: Simone Proietti

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