CERUTTI E CLARETTI BRILLANO AGLI ASSOLUTI

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Dopo il prologo di venerdì, dedicato all’inizio delle prove multiple e alle gare del classico meeting “Terra Sarda”, i Campionati italiani assoluti 2008 sono davvero entrati nel vivo con la seconda giornata, che ha regalato risultati di notevole spessore, soprattutto nella velocità e nel lancio del martello.

Infatti nei cento metri è stato Fabio Cerutti a far sussultare il pubblico che gremiva la tribuna del rinnovato Stadio Comunale di atletica leggera a Cagliari, ottenendo già in batteria un sensazionale 10.13, con vento praticamente nullo (-0.1), che gli consente la partecipazione olimpica nella gara individuale. Il giovane finanziere ha centrato una partenza perfetta, grazie a un tempo di reazione di 0.102, mettendo poi in mostra anche un bel lanciato. Si insedia così al terzo posto nella lista italiana all-time, dietro soltanto a Pietro Mennea, che corse in 10.01 a Città del Messico nel lontano 1979, e a Carlo Boccarini, 10.08 nel 1998 a Rieti.
Cerutti si è poi confermato in finale, dove si è imposto con un ottimo 10.21, agevolato nuovamente da un avvio rapidissimo (0.104) e realizzato senza neppure spingere al massimo a causa di un piccolo risentimento all’inguine.

Non ancora ventitreenne, la nuova stella dello sprint nostrano risiede a Borgaretto, frazione di Beinasco, nell'hinterland torinese.
”Ho iniziato a fare atletica a 6 anni e fino ai 12 mi divertivo con il mezzofondo. Poi mi sono dedicato al lungo, con buoni risultati nelle categorie giovanili, in cui mi confrontavo spesso con il coetaneo Andrew Howe. Da allievo ho saltato 7.38 e un 7.50 ventoso. A 19 anni però, anche a causa di problemi al bicipite femorale, ho deciso di cambiare e mi sono rivolto ad Alessandro Nocera, che seguiva Daniela Graglia e mi ha indirizzato alla velocità. Il nostro è un connubio felice, sono riuscito a progredire costantemente, malgrado gli infortuni che mi hanno spesso tormentato e che cerchiamo di tenere sotto controllo con l’aiuto di un osteopata”.
Già nel 2006 sono venuti positivi riscontri nelle indoor, ma l’esplosione è stata l’anno successivo, accompagnata da una crescita fisica grazie a specifici lavori di forza. ”Fino ad allora non pensavo proprio che avrei mai vestito una maglia azzurra in nazionale assoluta, invece agli Europei indoor di Birmingham sono entrato in una finale importante. Poi a Osaka mi sono fatto male due giorni prima della staffetta e anche quest’anno, sia a febbraio che a fine aprile, ho avuto qualche problema fisico. Dopo una lunga serie di infortuni avrei addirittura potuto mollare, ma le motivazioni erano troppo forti, sono andato avanti e oggi ho dimostrato che, se riesco a lavorare bene con il mio allenatore, posso correre veloce. Il 10.25 di Lugano non era certo frutto del caso, lì ho capito che ero sulla strada giusta. La condizione è salita man mano e qui a Cagliari sono giunto sereno e riposato. Adesso a Pechino mi pongo l’obiettivo di superare due turni per approdare in semifinale”.
Studente di Medicina all’Università di Torino, era in pari con gli esami fino all’anno scorso, nonostante gli impegni sportivi. ”I miei genitori non mi hanno mai imposto nulla, ho sempre potuto scegliere ciò che più mi piace. In passato ho avuto proposte dal calcio, ma non le ho mai prese in considerazione. Mio padre Carlo, velocista da ragazzo, ora fa il collaudatore di macchine agricole alla New Holland, mentre la mamma Maria Grazia si occupa di contabilità in un’altra ditta del settore automobilistico. La famiglia è completata dalla sorellina Arianna, ha 12 anni e mi segue con grande affetto, ma per ora non si è cimentata nell’atletica praticata”.

Sulla pista di Cagliari pure gli altri velocisti si sono comportati bene, offrendo segnali incoraggianti per la staffetta in prospettiva olimpica. Emanuele Di Gregorio è andato al nuovo personale di 10.28 in batteria, per poi giungere quarto in finale con 10.34 dove è stato preceduto da Jacques Riparelli (10.29) e da Simone Collio (10.31), che sarà a Pechino sui 100 insieme a Cerutti ed è contento per ”essere costante su tempi di valore, la forma sta arrivando”.

Il martello femminile era una delle gare più attese di tutta la rassegna, con tre atlete in possesso del minimo A pronte a darsi battaglia per il titolo italiano.
Clarissa Claretti ha vinto nettamente, stabilendo il primato personale con 72.46. La sua gioia è amplificata dal fatto che l’annata sembrava compromessa da una protrusione alla schiena, emersa in febbraio. ”Facevo fatica a compiere perfino i gesti più banali, come vestirmi o lavarmi. Poi a maggio, quando tutto sembrava risolto, si è presentato un problema all’anca, proprio il giorno precedente al meeting di Doha. Non avevo mai avuto seri infortuni in carriera, non è stato facile gestire la situazione. Con il mio allenatore Gino Brichese abbiamo cercato quindi di razionalizzare la preparazione, iniziando in pratica la stagione vera e propria al Top Club Challenge di Firenze. Il grande lavoro svolto in inverno sta comunque dando i suoi frutti, ringrazio tutte le persone che non mi hanno mai abbandonata nei momenti di difficoltà”.
La gara di Cagliari è stata un crescendo continuo, fino alla grande misura uscita all’ultimo tentativo. ”Ho dato il meglio di me stessa nei tre lanci di finale, in cui mi sentivo molto carica. Puntavo ai 71 metri, sono felicissima di essere andata ben oltre. Ora mi aspetta una settimana di raduno a Forma prima di partire, voglio che questa sia la mia Olimpiade”.

Secondo posto per Silvia Salis, che si conferma nuovamente intorno ai 70 metri, stavolta 69.72 per l’esattezza: ”Spero di trovare presto un lancio che superi la media fin qui consolidata… magari proprio a Pechino”, dove purtroppo rischia di non andare Ester Balassini, terza con 65.57. Aveva le carte in regola, con il minimo A ottenuto in inverno, ripetuto in maggio a Doha e avvalorato dal 67.71 di due settimane fa, però ha mancato la prova di efficienza fisica che le veniva richiesta dai tecnici federali. ”Stava andando tutto bene, quando a fine maggio la schiena si è bloccata. Adesso sono in ripresa, contavo che mi venisse data fiducia ma probabilmente non sarà così”, afferma dispiaciutissima Ester, che comunque è in grado di accettare la decisione molto dignitosamente. ”Sono la prima a riconoscere che oggi non ho disputato una buona gara, però questa è la mia ultima stagione agonistica e volevo chiudere in bellezza, uscendo dalla porta principale con una partecipazione olimpica che potevo meritare”, ricordando che l’anno scorso fu lei stessa a scegliere con grande onestà di rinunciare ai Mondiali.

Nei 10 chilometri di marcia su pista, Ivano Brugnetti ha dimostrato di essere in forma, chiudendo in 39:12.33. ”Si è trattato di un test soddisfacente, condotto su buoni ritmi, pur essendo carico di lavoro. Proseguirò la preparazione a casa, a Milano, per poi andare con le giuste ambizioni a difendere il titolo olimpico”.
Si è ben comportato anche Jean-Jacques Nkouloukidi, mentre confortante è la prestazione di Giorgio Rubino, reduce da un brutto infortunio. ”Ho subìto una microfrattura al ginocchio sinistro durante lo stage ad Albuquerque nel mese di marzo, ma ora è tutto a posto e parto con discrete speranze”.

Filippo Campioli, modenese dell’Esercito, ha concluso vittorioso nell’alto un estenuante spareggio con Nicola Ciotti, terminato alla quota di 2.21 dopo che entrambi avevano saltato 2.25, con il carabiniere a chiedere l’asticella ai 2.31 del minimo A, mancati di poco.
Scarso feeling con la pedana per Andrea Bettinelli, non classificato con un nullo a 2.10 e gli altri due a 2.16. ”Avevo problemi di tenuta nell’affrontare in velocità la curva della rincorsa, il nuovo manto gommoso sembrava cedere sotto i miei piedi e non ho voluto forzare, per evitare rischi inutili. La condizione è ottima, probabilmente farò un'ultima uscita a Bochum-Wattenscheid il 1° agosto”.
Spareggio pure nell’asta, dove Giorgio Piantella ha saltato 5.20 imponendosi su Sergio D’Orio.
Stefano Tremigliozzi ha vinto il salto in lungo superando di poco Ferdinando Iucolano. Nel peso si è distinto Paolo Capponi, assai vicino al personale con 19.27, battendo nettamente Paolo Dal Soglio e prendendosi la rivincita rispetto a Firenze.

Lukas Rifesser ha conquistato i 1500 metri, beffando in volata Marco Salami, così come Daniele Meucci sui 5000 ha avuto la meglio allo sprint su Stefano La Rosa.
Negli ostacoli alti, i successi vanno a Emanuele Abate e Micol Cattaneo, che confermano i titoli dell’anno scorso.

Anche Anita Pistone ha bissato sui 100 la vittoria di Padova 2007, correndo in 11.45 nella finale dopo aver fermato il cronometro su 11.40 in batteria. Alle sue spalle, brave Manuela Grillo in 11.51 e la promettente Martina Giovanetti in 11.63, quest’ultima dopo aver migliorato il personale con 11.51 nel primo turno.
Magdelín Martínez si è accontentata di un modesto 13.57 nel triplo: ”Mi sono trovata a disagio con la pedana, che non è abbastanza lunga e mi ha costretto ad accorciare la rincorsa. Sono un po’ preoccupata per le condizioni di salute del mio allenatore Gianni Tucciarone, che si trova in ospedale. Questa era l’ultima gara prima dei Giochi, dove posso senz'altro far bene”.
Dietro di lei hanno ben figurato la quasi trentenne Silvia Cucchi e la junior Federica De Santis, che si è migliorata.

Nei 1500 femminili si è imposta l’outsider reggiana Maria Vittoria Fontanesi, classe 1974, che in passato si è dedicata anche al triathlon, davanti alle più note Tschurtschenthaler e Costanza; sui diecimila, titolo alla maratoneta Rosalba Console.
Maglia tricolore nel disco per Laura Bordignon e nel giavellotto per Claudia Coslovich, in una competizione a cui non ha preso parte Zahra Bani.
Le prove multiple hanno visto primeggiare Francesca Doveri nell’eptathlon e Paolo Mottadelli in un decathlon orfano di William Frullani, infortunatosi nel corso del salto in lungo.

Gli Assoluti, per la prima volta ospitati dalla Sardegna nella loro storia ultracentenaria, si concluderanno nella serata di domenica, in cui c’è attesa per vedere all’opera tra gli altri Fabrizio Donato nel triplo, Antonietta Di Martino nell’alto, Chiara Rosa e Assunta Legnante nel getto del peso e inoltre Andrea Barberi sui 400 avrà un’ultima possibilità di centrare la qualificazione olimpica.

Nella foto: Clarissa Claretti soddisfatta dopo la gara di Cagliari, dove ha conquistato il titolo italiano migliorando il primato personale

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fonte: Redazione
fonte foto: Atleticanet – Luca Cassai

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