MEETING HERCULIS A MONTECARLO: ISINBAYEVA REGINA.

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Montecarlo è terra di principi e principesse e, nella splendida cornice dello stadio Louis II, martedì 29 luglio a -9 giorni da Pechino,
il meeting Herculis ha vissuto probabilmente la migliore edizione di sempre, incoronando ancora una volta Yelena Isimbayeva sul
trono mondiale del salto con l'asta, grazie al nuovo primato di 5,04m.
La serata non sembrava delle migliori per lei; entrata a 4,83 ed errore alla prima prova, salita a 4,93 con un altro errore alla prima prova, faticava a trovare il feeling giusto con la pedana. Tra lo stupore generale però, la bellissima russa, indicava ai giudici di sistemare l'asticella a cinque e zero quattro. I primi due tentativi poco convincenti lasciavano credere che fosse un assalto al record mondiale più dedicato alla scena che legato ad una effettiva possibilità di superarlo.
Di colpo però, yelena ha acceso la luce: l'intero stadio aveva occhi solo per lei e pareva spingerla fisicamente su verso il cielo con un
boato assordante che dettava il ritmo della rincorsa. E 5,04 fu.
La gioia dell'allieva di Petrov, col quale a lungo ha confabulato in tribuna tra un salto e l'altro, è stata incontenibile, con tanto di giro d'onore prima a piedi poi con l'auto appena vinta grazie al meraviglioso salto.

L'Herculis non è stato però solo salto con l'asta, ma ha portato una raffica di migliori prestazioni mondiali stagionali e di altre gare stratosferiche. Ho cominciato quasi dalla fine a raccontare la serata vissuta in diretta ma l'antipasto si era già dimostrato particolarmente gustoso, con la giamaicana Melanie Walker capace di 53″48 nei 400hs, seguita da ben altre due atlete (statunitensi) sotto i 54″. Sempre per l'isola del reggae, Asafa Powell ha dato una straordinaria prova di efficienza mettendo in guardia il connazionale Bolt. I 100m saranno di sicuro la gara più seguita alle imminenti olimpiadi, visto che al mondiale di Bolt (9″72 ndr) risponde qui Powell appunto in 9″82 con vento totalmente nullo. In altri tempi avrebbe fatto più notizia la presenza di un altro atleta sotto i 10″, tale Darvis Patton, con 9″98, ma vista la superiorità schiacciante del giamaicano tutto si riduce alla mera cronaca. Uscito bene dai blocchi Asafa ha iniziato una progressione apparentemente facile ai 50m che lo ha portato a staccarsi nettamente dal pacchetto di avversari per poi concludere in decontrazione.

Ancora dalle pedane sia dalle gare maschili che da quelle femminili, escono altri acuti, quali il grandioso 7,12 nel lungo della portoghese dal fisico statuario Naide Gomes, oppure il 17,42m nel triplo maschile di Randy Lewis, originario delle Grenadine, capace di battere Nelson Evora atterrato a 17,24. Il russo Andrey Silnov, già recordman del meeting, si ferma a 2,33 nel salto in alto dopo il 2,38 della scorsa settimana.
Tornando alla pista, impressionante il duello negli 800 tra Yuri Borzakovsky e Yussuf Kamel che ha portato alla miglior prestazione mondiale dell'anno: 1'42″79 per entrambe con i millesimi a favore del primo. Mulaudzi e Reed, completano l'ordine dei primi 4, tutti sotto ad 1'44″. Nei 3000 al femminile ancora una m.p. dell'anno con la novità etiope Ymer Ayalew che corre in 8'35″50; nella gara maschile Joseph Ebuya con 7'34″62 batte Isaac Songok e Abraham Chebii con una volata finale mortifera dopo aver corso su ritmi non impressionanti per la caratura
di questi atleti.
Nei 100hs ancora Giamaica. Brigitte Foster manda un chiaro messaggio alla leader mondiale stagionale Lolo Jones (che ha 12″45), dicendo che per una medaglia in Cina c'è anche lei: vince in 12″49 precedendo Sally McLellan in 12″53 e Joanna Hayes in 12″67. Nei 400m maschili prende il largo a 150m dalla fine il bianco inglese Martin Rooney e vince in 44″72.

Per i colori azzurri nessuna nota particolarmente positiva proviene dale staffette 4×100 uomini e donne in gara.
Le ameriecane vanno forte (42″33) ma le nostre ragazze (Giovanetti-Calì-Grillo-Alloh) sono arrivate quinte ed ultime con 43″92.
Migliore (di poco) il piazzamento (terzi su 4) ma decisamente peggiore l'aspetto tecnico (dei cambi) per gli uomini. Italia che schiera Di Gregorio-Collio-Checcucci-Riparelli che corrono veloce ma i cambi penalizzano tutto (nel 2° incredibilmente Collio stringe alla corda e Checucci allarga in curva).

Per il completamento dei risultati http://www.herculis.com/_herculis/_liveresults/index.html

fonte: redazione Atleticanet
fonte foto: Marcello Scarabelli

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