SEI ATLETE RUSSE E DUE RUMENE SOSPESE PER DOPING TRA QUESTE LA SOBOLEVA.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Non si arrestano le notizie sugli atleti scoperti positivi o con valori troppo alti che con trucchi da provetti prestigiatori come quello della sostituzione dell'urina cercano di far uso di sostanze illecite.
Controlli incrociati incriminano sei atlete russe e due rumene.
Tra queste due detentrici di record del mondo come la Soboleva e la Khanafeyeva, rabbia e sconcerto arrivano dai tanti esponenti dell'atletica che non facendo uso di sostanze dopanti si vedono puntualmente surclassare da chi usa il doping.

Dopo la notizia non ancora confermata di problemi analoghi per la rivelazione della stagione del doppio giro di pista la keniana misconosciuta fino a pochi mesi fa, Pamela Jelimo, arriva un altro fulmine a ciel sereno.

Le atlete incriminate dalla Iaaf sono: Yelena Soboleva, detentrice del record del mondo indoor sui 1500 metri con 3:57.71; Daria Pishchalnikova uno dei nomi emergenti del lancio del disco mondiale, Gulfia Khanafeyeva, detentice del record del mondo nel lancio del martello, Tatiana Tomashova, mezzofondista capace di correre i 1500 metri piani in 3:58.12; i 3000 metri in 8:25.56 ed i 5000 metri in 14:39.22 , Yulia Fomenko mezzofondista che sui 1500 metri riusciva a correre in 4 minuti e la Svetlana Cherkasova una delle pretendenti al podio olimpico con il suo primato sugli 800 metri di 1:56.93.

Il motivo della sospensione e' una convergenza sospetta nel Dna dei campioni prelevati in un controllo dell'anno scorso. La Soboleva e' primatista mondiale dei 1500 indoor.
Le due rumene sospese sono le mezzofondiste Elena Antoci e Cristina Vasiloiu, trovate con alte concentrazioni di emoglobulina nel sangue, la federazione rumena ha quindi deciso di lasciarle a casa in attesa di una decisione definitiva.

fonte: Varie
fonte foto: Iaaf

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *