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A pochi giorni dall’esordio della “regina” due gare tengono alta l’attenzione a Pechino. E’ partito il conto alla rovescia per la finale dei 100 maschili, anche se il cuore dei cinesi è tutto per l’eroe di casa Xiang Liu.

Le avvisaglie per una grande Olimpiade ci sono tutte ed a pochi giorni dall’evento stanno arrivando anche i primi proclami di coloro che presumibilmente vestiranno i panni dei protagonisti nel “nido” di Pechino. Una pista dell’ultima generazione, creata su misura per le gare di sprint, e la qualità degli avversari, portano Tyson Gay a pensare che servirà un tempo sotto i 9”7 per aggiudicarsi l’oro dei 100 metri.

L’americano dopo l’infortunio patito ai Trials si dice completamente recuperato e pronto per correre al meglio. Ad attenderlo ci saranno i due pupilli di Giamaica, Asafa Powell e Usain Bolt, vale a dire i primatisti del mondo nell’ultimo anno.

Se per Powell si tratterà di una rivincita contro lo statunitense che gli fece mangiare la polvere ad Osaka un anno fa, per Bolt sarà l’esordio assoluto sui 100 in una grande manifestazione. Il fenomeno di Trelawny si è inserito prepotentemente tra i due sfidanti grazie alle prestazioni sensazionali della primavera culminate con il 9”72 di due mesi e mezzo fa. Le condizioni ambientali quella sera non erano delle migliori, pista bagnata e umidità, ma Bolt diede vita ad una progressione irresistibile per chiunque.

A quel crono ha risposto qualche settiman più tardi Tyson Gay dai Trials americani con un 9”68 molto ventoso, che è valso comunque come la gara più veloce mai corsa da un essere umano. Un exploit quello di Bolt avvenuto quasi per caso, tanto per provare una distanza più breve di quei 400 a cui vorrebbe indirizzarlo il suo allenatore. Ora il giamaicano è l’uomo da battere, seriamente candidato all’oro sia dei 100 che dei 200, che continuano a rimanere la sua distanza preferita, a coronamento di una stagione assolutamente impeccabile.

Discorso diverso va fatto per Powell, alla ribalta internazionale già da qualche anno, ma incappato proprio quest’anno in un infortunio primaverile che ne ha drasticamente ridotto il periodo preparatorio. Poche gare per lui, ma la consapevolezza di essere in crescita nelle ultime uscite. Ora bisognerà capire se nel frattempo sia arrivato il picco di forma, indispensabile per rimanere competitivo al cospetto dei due colleghi. Intanto il giamaicano fa sapere di essere stanco dei prelievi del sangue per i controlli antidoping, troppi da quando è arrivato a Pechino, tanto da risultare molto sgraditi.

Fantasmi di doping a parte, i tre proiettili monopolizzeranno dunque le prime due giornate allo Stadio Olimpico di Pechino, per quello che sarà uno dei due eventi principe di questa Olimpiade cinese.

L’altro, e non poteva essere altrimenti, sarà il 110 hs, regno indiscusso fino allo scorso anno dell’eroe di Cina Xiang Liu ed ora minacciato dall’ombra lunga del cubano Dayron Robles. Il campione olimpico di Atene 2004 nonché fresco campione del mondo dovrà infatti guardarsi da un Robles autore di una stagione strepitosa, condita anche dal record mondiale all’aperto e finalizzata proprio al successo olimpico.

Per il cubano sarà anche l’occasione giusta per far dimenticare il passo falso alle indoor di Valencia, a metà strada tra una calo di concentrazione ed un eccesso di sicurezza. Errori frutto di inesperienza se vogliamo, ma che Robles non dovrà ripetere a Pechino.

Liu dalla sua avrà il sostegno di una nazione intera, che se da una parte potrebbe mettergli le ali, dall’altra potrebbe pesare come un macigno sulla psiche del cinese. Dal punto di vista fisico invece il suo staff fa sapere che tutto procede per il meglio dopo il lungo periodo di lontananza dalle gare a seguito di un fastidioso infortunio.

Di certo non sarà facile trovare subito la grande prestazione al rientro dopo lo stop, ma un fenomeno del calibro di Xiang Liu ha le carte in regola per non fallire, rimanendo per forza di cose il favorito d’obbligo assieme al cubano. Un duello comunque che appare destinato ad entrare nella storia, per vincere il quale probabilmente servirà un tempo ai limiti del primato del mondo.

Una sfida cui potrebbe inserirsi anche lo statunitense David Oliver, il terzo incomodo capace quest’anno di scendere sotto i 13”00 e di battere lo stesso Robles. Chi vivrà vedrà…

Nella foto: Dayron Robles, lo “spauracchio” per i cinesi

fonte: Redazione
fonte foto: Simone Proietti

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