BEIJING 2008 – 3° GIORNATA: ANCORA RECORD PER GRENOT ED UNO SPLENDIDO OBRIST IN FINALE

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La terza giornata dell'atletica olimpica inizia presto con la maratona femminile ma i veri numeri da circo sono tutti riservati alla sessione pomeridiana. Un record mondiale nei 3000 siepi donne, una finale dei 100 donne praticamente non valida e due concorsi, triplo donne e martello uomini con numeri da paura. In tutto questo un gruppo azzurro che si è comportato piuttosto bene. Ecco il dettaglio.

Alle 7.30 ore locali parte lo sparuto gruppo di maratonete per correre i fatidici 42km e 195metri. C'è l'incognita Paula Radcliffe ma poco prima della metà di gara, le vere protagoniste iniziano a scoprire le carte. La rumena Costantina Tomescu inizia la sua azione a 1h08 e poi allunga di nuovo proprio prima del passaggio a metà gara. Da qui in poi inizia a crearsi il divario che raggiungerà il minuto e dieci al 35esimo chilometro. Definito con chilometri d'anticipo l'oro e con la Radcliffe fuori gioco, ad inseguire una medaglia restano le keniane Catherine Ndereba e Martha Komu, le cinesi Zhou Chunxiu e Zhu Xiaolin, l'inglese Mara Yamauchi, la russia Irina Timofeeva e la romena Lidia Simon. Il gruppo delle inseguitrici rimane compatto fino in prossimità dell'arrivo dove si scatena la lotta per le due medaglie rimanenti. Entrano nello stadio la Ndereba con subito dietro la cinese Zhou sorretta dal boato del pubblico presente che la spinge a sorpassare l'africana. Ma un argento è un argento e con le poche forze rimaste Catherine Ndereba si produce nell'allungo definitivo che le consente di arrivare davanti alla cinese pur con un solo secondo di vantaggio. Da rilevare in questa gara la presenza di tre atlete azzurre: la Incerti, la Genovese e la Sicari. Meglio di tutte fa Anna Incerti che con una gara accorta ed intelligente riesce a giungere 14 sul traguardo col suo nuovo personale migliorato di oltre 2 minuti (per altre dettagli sulla incerti cliccare qui).

Ma come detto in apertura il bello delle gare arriva nel pomeriggio. Si parte con il primo turno dei 100hs donne dove in prima batteria c'è Micol Cattaneo. Arriverà quinta in 13”13 senza possibilità di superare il turno. Pochi minuti dopo scendono in pedana i giganti del martello che danno vita ad una gara di alti contenuti tecnici. Vince annichilendo gara ed avversari al secondo turno lo sloveno Primoz Kozmus con un lancio da 82.02. Argento e bronzo per la Bielorussia rispettivamente per Vadim Devyatovskiy e Ivan Tsikhan. Per loro bordate da 81.61 e 81.51.

Segue la semifinale dei 100 donne dove inziano a vedersi i valori in campo per la finale. Particolare impressione la desta la giamaicana Kerron Stewart mentre, eliminate illustri sono Chandra Sturrup e Kim Gevaert.
In finale risultano andare 3 giamaicane, tre americane, una bahamense e un'inglese. Sul pronti della gara quasi tre ore dopo le semifinali avviene un piccolo giallo. L'americana Torri Edwards si muove piuttosto visibilmente sul blocco ma subito dopo arriva lo sparo dello starter e – sembra – anche lo sparo della falsa. La gara invece continua regolarmente con alcune atlete in grave ritardo nell'uscita dai blocchi. Approfitta della situazione la giamaicana Fraser che corre veloce verso la vittoria. A rincorrerla le due connazionali Simpson e Stewart con quest'ultima uscita dai blocchi in grave ritardo (0,234). Sull'arrivo, dietro la Fraser che vince in 10”78 giungono le altre due giamaicane con lo stesso tempo di 10”98 ma con due corse completamente diverse: regolare la Simpson, in fortissima rimonta la Stewart. Passano i minuti per leggere il fotofinish dell'arrivo e alla fine viene dato un secondo post ex-aequo alle due atlete giunte alle spalle di Shelly Ann Fraser. Della falsa partenza nemmeno una parola… E' probabile che l'argento sarà mal digerito dalla fortissima Stewart che partiva come favorita nella finale.

Ancora azzurri, tre, nelle eliminatorie del salto in alto. A fronte di una finale di semplice accesso (si entrava con 2.25) solo Campioli riesce ad accedervi. Fuori Talotti che passa 2.20 alla terza e fallisce i 2.25 e fuori Bettinelli che salta 2.25 ma solo alla seconda prova. Una grande occasione di colorare di azzurro una finale di salti…sarà per la prossima volta.

Quasi alla fine della giornata di gare arrivano gli acuti azzurri di cui parliamo con maggior piacere. Nelle semifinali dei 400 donne l'italiana Grenot sigla un 50”83 che non le consente l'accesso alla finale ma le regala il secondo record italiano in due giorni dopo il 50”87 di ieri. Questa ragazza ha grandi possibilità, speriamo in una gestione accorta ed equilibrata.
Corre la finale dei 3000 siepi Elena Romagnolo dando lezioni di equilibrio e senso tattico. Senza gettarsi nella bolgia delle prime, corre con attenzione al cronometro sapendo che con una corsa ben distribuita si può raggiungere un buon piazzamento. Così accade e la ragazza tesserata per il C.S. Esercito giunge undicesima al traguardo con un ottimo 9'30”04 dopo che due giorni fa aveva corso il nuovo record italiano con 9'27”48. Nella stessa gara vince con il nuovo record mondiale di 8'58”81 e un sorriso raggiante la russa Gulnara Galkina-Samitova.

La ciliegina sulla torta per gli azzurri arriva con l'altoatesino Christian Obrist nella semifinale dei 1500. L'italiano corre ma soprattutto pensa durante la gara. Guadagna fin da subito la corda e ci rimane per tutta la durata del 1500 risparmiando energie preziose. Si sforza anche di correre regolare tanto che dopo l'accelerazione in partenza la sua azione rimarrà sempre molto controllata fino al trecento finale. Qui, dove c'è da tirar fuori carattere e attributi l'atleta azzurro non si fa pregare e si butta dentro senza paura. Arriva quarto (i primi cinque in finale) col tempo di 3'37”47 (ulteriori dettagli qui) e regala all'Italia una finale olimpica che, nei 1500 uomini mancava da quasi 25 anni.

Ancora grandi emozioni con la finale del triplo femminile. Vince un po' a sorpresa l'atleta del Cameroun Francoise Mbango Etone che, senza apparente sforzo vince l'oro siglando record olimpico e record africano con la misura di 15.39 a soli 11 centimetri dal record del mondo. Va detto che nonostante un grazioso completino a gonnellina la Etone sfoggia muscoli possenti che, in una specialità come quella del triplo fanno più che comodo. Seconda un'attonita Tatiana Lebedeva con 15.32 e terza la greca Hrysopiyi Devetzi con 15.23. Una finale davvero di altissimo livello tecnico.

La giornata si chiude con la finale dei 10.000 uomini che più che un'olimpiade è sembrato un campionato continentale. Per trovare in classifica un atleta non africano bisogna scendere oltre la decima posizione. Vince la gara in 27'01”17 il grandissimo etiope Kenenisa Bekele seguito dal connazionale Sileshi Sihine (27'02”77) e dal keniano Micah Kogo che giunge sul traguardo con lo stesso tempo dell'altro keniano Moses Ndiema Masai ma con un bronzo al collo in più! Molti i nomi eccellenti in classifica tra i quali ci piace ricordare quello del sesto posto della classifica che risponde al nominativo di Haile Gebrselassie.

fonte: Redazione
fonte foto: Atleticanet – Elisa Schena

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