BEIJING 2008 – 4° GIORNATA: CLARISSA CLARETTI IN FINALE

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La quarta giornata dell'atletica ai Giochi di Pechino si apre con una bella soddisfazione per l'atletica italiana: Clarissa Claretti si qualifica per la finale del martello con un ottimo 71.82 al secondo lancio, oltre il limite fissato a 71.50 e quinta misura complessiva.
Dopo una prima prova poco soddisfacente a 67.15, la ventisettenne fermana ha sfoderato la sua proverbiale grinta. “Avevo voglia di gareggiare, ero molto determinata. Nei giorni precedenti sentivo un po' di farfalle allo stomaco, ma entrando nello stadio mi sono sciolta, ho trovato una bella pedana e non ho avuto nemmeno i brividi, mi sentivo davvero tranquilla”, ha dichiarato la portacolori dell'Aeronautica al microfono Rai di Elisabetta Caporale. “Anche se forse non sembra, il risultato ha un valore enorme per le difficoltà che ho dovuto superare in questa stagione: in inverno non riuscivo neanche a mettermi i calzini ai piedi, tanto era forte il mal di schiena. Ringrazio in particolare il mio allenatore Gino Brichese, che mi è sempre stato vicino. In finale cercherò di fare del mio meglio, come sempre”.
L'appuntamento è per mercoledì 20 agosto, con inizio alle ore 13.20 italiane.

Si erano presentate ben cinquanta martelliste per i dodici posti in finale, tra loro c'era anche Silvia Salis che ha pagato lo scotto dell'esordio olimpico: in rete il primo lancio, scappa sulla destra anche il secondo che urta la gabbia (non mostrato dalla regia Rai, lo si è visto sulla tv francese), al terzo non è andata oltre un 62.28.
“Era la prima esperienza di livello mondiale, purtroppo in gara ho perso l'assetto e la stabilità tecnica, specialmente dopo i primi due nulli”, ha detto la genovese, che quest'anno si era sempre dimostrata costante su misure tra i 69 e i 70 metri, anche in ambito internazionale come ad esempio in Coppa Europa.
Convicono la cubana Moreno e la cinese Wenxiu Zhang, entrambe oltre i 73 metri; si qualifica per il rotto della cuffia la bielorussa Menkova, mentre è eliminata la croata Brkljacic.
Dispiace non aver potuto vedere Ester Balassini, che è stata lasciata a casa pur avendo sulla carta il diritto di partecipare, dopo aver conseguito più volte i minimi richiesti.

Bravissimo anche Claudio Licciardello che supera una impegnativa batteria dei 400 (vinta da LaShawn Merritt): precede al fotofinish il belga Jonathan Borlée per il terzo posto e migliora di ben 27 centesimi il personale, portandolo a 45.25, a soli 6 centesimi dal primato di Barberi e secondo crono italiano di tutti i tempi, davanti anche al 45.26 di Zuliani che è stato record per quasi 25 anni.
“Sono contentissimo, l'obiettivo era questo e l'ho raggiunto. Ero reduce da un anno di stop, ho dovuto rincorrere il minimo olimpico, ma ce l'ho fatta e qui ho passato il turno migliorandomi, nonostante la corsia esterna”.
Il miglior tempo assoluto è di Chris Brown in una seconda batteria dove in quattro sono scesi sotto i 45 secondi; buona impressione dei britannici Rooney e Steele, mentre è già fuori il campione mondiale indoor Tyler Christopher.

Nel triplo eliminato Fabrizio Donato: prima 16.10, poi nullo, infine un 16.70 che non rende giustizia alle qualità del finanziere, condizionato quest'anno da un'ernia inguinale.
“Avevo comunque ottimi riscontri in allenamento dopo un'ottima stagione indoor, non nascondo che ci credevo. Al primo salto ho voluto strafare, al secondo sono arrivato troppo lontano allo stacco”.
Impressionante Idowu con 17.44, molto bene anche Evora e l'inatteso cinese Yanxi Li. In dodici superano la qualificazione automatica posta a 17.10, al punto che il cubano Copello è rimasto escluso con 17.09.

Usain Bolt è tornato sulla pista in cui ha compiuto la storica impresa di vincere l'oro olimpico dei 100 a suon di primato mondiale.
Sempre più showman, ha controllato con irrisoria facilità la sua batteria dei 200 e ha chiuso in 20.64, lasciandosi superare nel finale dal carneade Rondell Sorrillo di Trinidad e Tobago (20.58), che alla fine di questi Giochi potrebbe essere l'unico atleta capace di mettere il petto davanti al nuovo re della velocità.

Il pubblico cinese attendeva trepidante le batterie dei 110 ostacoli e ha gremito gli spalti sin dal primo mattino per ammirare l'eroe nazionale Liu Xiang, che però si è presentato estremamente sofferente ai blocchi di partenza. L'olimpionico aveva vissuto un approccio problematico ai Giochi, con due sole gare disputate nella stagione all'aperto e la rinuncia a ulteriori test agonistici per un infortunio muscolare.
La folla incredula osserva le smorfie di dolore del proprio beniamino. Quando poi l'olandese van der Westen commette una falsa partenza, Liu Xiang si rende conto che non riesce a spingere, non può competere così menomato e si ritira, prendendo la strada degli spogliatoi.
Il problema sembra essere al tendine di Achille destro, come affermato da Colin Jackson alla BBC, e potrebbe anche mettere a rischio la carriera del campione del mondo.
La Cina tutta riponeva su di lui le speranze di un oro nell'atletica leggera, dopo averne vinti tanti negli altri sport, e lo aveva caricato di una enorme pressione, costruendo una massiccia campagna promozionale: doveva essere il personaggio simbolo dell'Olimpiade.
La batteria si disputa in un silenzio irreale, con la vittoria del greco Douvalidis e il pubblico che lascia lo stadio ammutolito.
Il primo turno è servito per eliminare soltanto 11 atleti su 43 iscritti, ma un altro degli esclusi è Terrence Trammell, anch'egli infortunato. A questo punto la strada è spianata per Dayron Robles, l'unico in grado di impensierirlo potrebbe essere David Oliver.

La sessione serale vedrà ben sei finali, tra cui quella dell'asta femminile di Yelena Isinbaeva, con la possibilità di veder migliorato un primato mondiale per la terza volta nel corso di questi Giochi.

fonte: Redazione
fonte foto: Atleticanet – Elisa Schena

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