LA CONFERENZA STAMPA DI YELENA ISIMBAYEVA

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Un attrice. Anzi, una protagonista assoluta; questa la parte che ieri sera ha recitato la regina del santo con l’asta.
Chiedete a Yelena Isimbayeva. Per sua stessa ammissione, così si è sentita dopo aver abbattuto ancora una volta i suoi limiti; è salita a 5,05 metri per vincere il suo secondo oro olimpico e realizzare il suo 24esimo record mondiale, perchè ciò che ama più di tutto è mettersi alla prova e mettersi in mostra per il suo pubblico.
“Mi piace così tanto, mi sento come un’attrice. In quei momenti, quando salto, la folla è lì solo per me. Vogliono un record mondiale, mi spronano a realizzarlo ed io cerco di fare del mio meglio. Ed oggi ero fiduciosa, ho veramente voluto fare tutto il popolo felice per il mio risultato”, le parole della campionessa olimpica.

“Non avevo paura di questa altezza; ci sono dei momenti che 4,50m mi sembrano come 6,00m, ma questa sera no, questa sera sentivo che ce l’avrei fatta! E ora sono felicissima di aver raggiunta quota 24 record!” prosegue la giovane russa.

Questa dichiarazione ha sollevato la questione inevitabile sulla sua volontà di raggiungere la quota di 36 record mondiali e battere così il primato fermo a 35 di niente meno che un ragazzo ucraino (oggi membro Iaaf) che porta il nome di Sergey Bubka.
Ma Yelena non è caduta nella trappola, ha fatto una bella faccia scioccata (potrebbe veramente avere un gran futuro da attrice, cosa che potrebbe anche rientrare nei suoi piani del dopo-atletica) e ha risposto, modesta, che “No, non potrò mai battere il mito di Bubka, lui è un mito, il migliore in assoluto. Io potrò eguagliarlo come record ma non superarlo! Ma come sempre cercherò di fare del mio meglio!”

Nonostante sia felice ed esuberante e l’atmosfera sia gioiasa, si ritorna sulle dichiarazioni poco felici dell’americana Jennifer Stucinsky, esternate prima dei Giochi; purtroppo l’americana, argento ieri con la misura di 4,80m, non ha potuto essere presente ieri alla conferenza perché impegnata ai controlli antidoping.
La russa Isimbayeva resta sorridente, ma la risposta tagliente non si fa attendere: ”Mi ha fatto arrabbiare, non capisco come abbia potuto parlare così; dicendo che ero finita atleticamente parlando, forse mi voleva dimostrare di essere migliore. Non è stato piacevole, credo che il rispetto sia molto importante, come lo è conoscere la proprio posizione: e ora lei la conosce!”.

Il giovane talento russo è arrivato alla ribalta assoluta nel 2002 agli europei di Monaco (dove fu seconda, riconfermandosi poi l’anno successivo, terza ai mondiali di Parigi 2003), prima di affermarsi quattro anni fa alle Olimpiadi di Atene con la vittoria condita dal record mondiale (4,91m); da allora sempre vincente: agli europei indoor di Madrid (2005) riconfermatasi poi ai mondiali all’aperto di Helsinki (2005) e Osaka (2007) passando per gli europei, sempre all’aperto, di Goteborg, nel 2006 e i mondiali indoor di Mosca (2006) e Valencia (2008). Quattro anni di vittorie assolute.
Ma non vanno dimenticati anche i successi ottenuti nelle categorie giovanili: prima ai mondiali allievi nel 1999 a Bydgoszcz (Polonia), prima ai mondiali juniores di Santiago del Cile (2000) e prima agli europei juniores di Grosseto nel 2001.
Un curriculum da paura per questa ragazza russa nata a Volgograd (ex Stalingrado) da madre russa e da padre di provenienza della Repubblica del Dagestan.
Si è laurata all’Accademia di Stato di Fisica a Volgograd e nelle pause dagli allenamenti sta conseguendo un master. E’ tenente dell’Esercito russo, e vive tra Montecarlo (dove ha la residenza) e Formia, dove proprio quest’anno è stato ufficializzata l’apertura del Centro Mondiale di Salto con l’Asta, gestito dal suo allenatore, l’ucraino Vitaly Petrov.

Contenta di partecipare alla conferenza stampa, per gratificare l’attesa che hanno sopportato i giornalisti ma anche per farsi una sorta di “pubblicità” mondiale, non ha dimenticato di ringraziare il direttore del centro sportivo di Formia, il cuoco e il fisioterapista che proprio nella cittadina laziale la seguono. Ed è proprio dal cuoco Giovanni, che a fine conferenza brama di andare a mangiare un bel piatto di spaghetti!

Il suo ultimo saluto è benaugurate e non lascia scampo a cattive interpretazioni: “ Ci vediamo a Londra 2012..” e si allontana sorridente…come era arrivata…

fonte: www.iaaf.org
fonte foto: www.trabajadores.cu

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