BEIJING 2008 – 10° GIORNATA: LA MARATONA VA AL KENIANO WANJIRU

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Si è conclusa con la Maratona maschile la 29° edizione dei Giochi Olimpici, che ha lasciato dietro di se molti commenti entusiasti ma anche molte perplessità. Chi si attendeva il successo del nostro campione in carica Stefano Baldini sarà rimasto sicuramente deluso, anche se già dai giorni scorsi erano note a tutti le sue non ottimali condizioni di forma. Alla fine ha vinto a sorpresa il keniano Samuel Kamau Wanjiru con il tempo di 2:06:32, nuovo record olimpico, davanti al più quotato marocchino Jaouad Gharib.

Nonostante l'elevata umidità alla partenza, il ritmo iniziale è stato subito infernale, con il solito gruppetto di keniani a fare l'andatura e tutti gli altri dietro a cercare di non perdere terreno. Il passaggio del primo gruppo ai 5Km è stato di 14:52, mentre Baldini già perdeva attorno ai 50 secondi e, come dirà al termine della prova, diventava sempre più consapevole dell'impossibilità di confermare il suo titolo olimpico.
Dopo il passaggio ai 10 km in 29:25 con lo spagnolo Martinez a guidare il gruppo, formato da una decina di atleti, il vantaggio dei battistrada è andato ad aumentare sempre di più, chiudendo la lotta per la vittoria ai soli corridori di testa, appartenenti solamente a Kenia, Etiopia, Marocco ed Eritrea.
A metà gara già molti dei protagonisti iniziali hanno accusato evidenti difficoltà a tenere il ritmo, mentre Wanjiru consolidava sempre di più la sua forza sulla concorrenza etiope.
Dietro, invece, era gara a parte, con il gruppetto di Baldini sempre pronto a raccogliere coloro che non riuscivano più a reggere l'andatura indiavolata dei battistrada. Qui, però, è iniziata la rimonta del nostro azzurro d'eccellenza, che lentamente ha si è portato sempre più anvanti grazie alla sua condotta di gara molto attenta soprattutto nella prima parte, segno di una maturità ed intelligenza tattica senza confronti.

A questo punto davanti si sono trovati i due keninani Wanjiru, Martin Lel, l'etiope Merga e il marocchino Gharib e l'eritreo Kifle, che non hanno nemmeno per un attimo pensato di rallentare per studiarsi a vicenda, come spesso avviene in gare di questo tipo. Quasi un minuto dietro è passato il duetto formato dall'eritreo Yared Asmerom e dall'etiope Tsegay Kebede. Il primo che sembrava dire addio alle speranze di medaglia sembrava essere Gharib, staccato attorno al 30° chilometro. Ma si sarebbe trattato solo di una condotta di gara un po' più accorta, dato che davanti Merga aveva cominciato ad incrementare il ritmo in modo molto deciso ed il solo Wansiru riusciva a tenergli testa. Gharib lentamente riconquistava il terreno perso riprendendo la coppia di testa nel giro di un paio di chilometri.

Attorno al 38°km è arriva l'attacco decisivo di Wanjiru e solo Gharib riesce a tenere non tanto il contatto quanto il passo del battistrada. Dietro, invece, l'etiope Merga iniziava la sua caduta fuori dal podio, visto che il connazionale Kebede lo sorpasserà a pochi metri dal traguardo. Metri passando, il vantaggio di Wansiru è andato aumentando, mentre Gharib alzava bandiera bianca e cercava di tenere salda la sua seconda piazza.

Sull'arrivo Samuel Wanjiru fa segnare uno straordinario 2:06:32, nuovo record olimpico e quasi un minuto avanti a Gharib, che ha chiuso in 2:07:13. Molto dietro è giunto per il bronzo l'etiope Tsegay Kebede, che ha approfittato della crisi dell'altro etiope Deriba Merga. Al quinto posto è finito il keniano Martin Lel con il tempo di 2:10:24. Primo degli europei, o meglio dei non africani, è stato lo svizzero Victor Rothlin, sesto in 2:10:35. Il nostro Stefano Baldini è finito in dodicesima posizione in 2:13:25 ed ha così onorato fino in fondo il suo titolo olimpico. Gli altri italiani sono stati Ruggero Pertile, quindicesimo in 2:13:39, e Ottaviano Andriani, 23° in 2:16:10.

Alla fine della gara Stefano Baldini ha anche annunciato pubblicamente il suo ritiro dalle competizioni internazionali, per potersi dedicare d'ora in avanti solo alla promozione della sua fantastica esperienza con la maratona e portare sempre più persone ad avvicinarsi a questa specialità. Tuttavia il suo non è ancora un addio all'atletica in modo definitivo, poichè il fondista di Rubiera si dedicherà ancora a questo sport per il proprio divertimento. Da tutti noi va un caloroso augurio per il futuro e un grandissimo ringraziamento per tutte le emozioni che ci ha regalato nella sua lunga ed intensa carriera.

fonte: Redazione
fonte foto: Gino Esposito

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