MEETING DI RIETI E NON SOLO, PARLA GIOVANNELLI

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Sandro Giovannelli, Direttore del famoso meeting nel capoluogo sabino e Responsabile del circuito di meeting WAT della IAAF, concede un’intervista esclusiva per Atleticanet. Le Olimpiadi, Andrew Howe ed una promessa: a Rieti porterò ancora una volta Asafa Powell e la grande atletica.

Prof. Giovannelli innanzitutto come va? Siamo ad una decina di giorni dalla 38esima edizione del “suo” meeting come procedono i preparativi?
Negli ultimi 12 mesi la macchina organizzativa del Meeting, basata su una struttura ricca di volontari, non si è mai fermata. Il comitato organizzatore ha impostato e programmato le attività cercando di perfezionare e potenziare i servizi offerti nella straordinaria edizione del 2007.

Lei era di persona all’Olimpiade di Pechino, come giudica l’organizzazione cinese e nel complesso lo spettacolo dell’atletica nello stadio “Bird’s Nest”?
Sono stati dei Giochi Olimpici ad altissimo livello, sia organizzativo che tecnico. Si pensava che il clima potesse influire negativamente sulle prestazioni. E invece abbiamo avuto dei record davvero fenomenali.

Se dovesse indicare i tre atleti simbolo delle Olimpiadi per l’atletica chi sceglierebbe?
Usain Bolt, Yelena Isinbayeva, Tirunesh Dibaba

Come giudica la spedizione azzurra?
Un’ ottima marcia

A suo giudizio, cosa manca all’atletica italiana per tornare ai livelli di qualche decina di anni fa? Quali margini di miglioramento ci saranno da qui ai prossimi anni?
La volonta’ o la capacita’ di integrarsi nell’atletica internazionale

A Pechino una delle maggiori delusioni è stato, suo malgrado, Andrew Howe atleta simbolo per Rieti. Quale messaggio vuole mandare al vice-campione del mondo?
A Rieti potra’ dimostrare a se stesso e a chi ha sempre creduto in lui che Pechino e’ stato un episodio non bello, da non dimenticare, ma pur sempre un episodio, sicuramente il piu’ negativo, di un’annata negativa culminata con una occasione persa. La gara del lungo, come era da prevedersi, e’ stata infatti, di livello tecnico inconfutabilmente mediocre. Andrew e’ ancora giovane ma non puo’ aspettare oltre; lui e chiunque altro gli e’ vicino, devono valutare a 360 gradi quanto fin’ora fatto e decidere poi per il futuro che, deve essere quello di un vero campione.

Lei riveste anche una carica importante per la IAAF, secondo lei quali sono i problemi più urgenti da risolvere per l’atletica mondiale? E’ contento dell’attuale organizzazione del circuito di meeting IAAF?
L’atletica a Pechino ha dimostrato di essere vitale sempre piu’ universale. Si sente pero’ la necessita’ di meglio organizzare una attivita’, quella dei meeting, non sufficientemente controllata, disegnando un calendario internazionale piu’ razionale che possa meglio regolare l’attivita’ agonistica degli atleti.

C’è un qualche aneddoto particolare, simpatico o curioso, da ricordare in tanti anni vissuti da organizzatore?
Ce ne sono tanti che mi passano spesso per la testa e mi risulta difficile scriverne solo di alcuni. Mi piacerebbe poter essere seduto tranquillo in una poltrona chiudere gli occhi e far scorrere gli anni, i tanti anni passati, in questa attivita’. Ora pero’ non e’ possibile. Un giorno, forse.

Nelle ultime stagioni il meeting di Rieti ha contribuito, assieme al Golden Gala, a lanciare l’Italia ai vertici del panorama atletico mondiale, raggiungendo i primi posti nel ranking IAAF riservato ai meeting. Quali sono gli ingredienti per organizzare un grande meeting di atletica leggera?
Conoscenza e amore per lo sport, conoscenza degli atleti, di chi li allena, di chi li gestisce.

Lo scorso anno si era lamentato del poco sostegno finanziario ricevuto dagli enti locali alla sua manifestazione, è migliorato qualcosa da quel punto di vista?
Non mi sono lamentato dellla mancanza del sostegno finanziario degli Enti, ho solo detto, come ho fatto molte volte e lo ripeto anche in questa occasione, che essi sono in grado di poter intervenire, di sensibilizzare, di indirizzare chi ha la possibilita’ di decidere di fondi propri. E’ stato fatto e viene fatto per manifestazioni che, sicuramente, non sono dello stesso livello del Meeting di Rieti IAAF Grand Prix.
Aspettiamo che, dopo lunga gestazione, nel mese di ottobre la “Fondazione Meeting di Rieti” da noi promossa, venga formalizzata per poter avere la garanzia di un futuro senza difficolta’ e sacrifici personali.

Quest’anno sarà un’edizione particolare del suo meeting, che cade ad un paio di settimane dalla kermesse olimpica appena conclusa, con il conseguente incremento di interesse da parte del pubblico. Cosa si aspetta da questa edizione?
Quello che il mondo dell’atletica e’ ormai sicuro di poter avere da Rieti: una giornata di grande spettacolo atletico, tecnico, umano. Rieti Meeting e’ ormai una garanzia.

Col programma orario davanti agli occhi, quale gara ci consiglierebbe di seguire?
Mi viene in mente quella del triplo femminile: con tutto il podio di Pechino presente. Sarà una bella rivincita da seguire a pochi metri di distanza per gli spettatori della tribuna Terminillo.

Ci può fare un’anticipazione su qualche stella che sarà presente quest’anno al Guidobaldi?
Posso anticipare il ritorno di Asafa Powell, che tornerà per festeggiare il primo anniversario del suo record di 9”74 sulla stessa pista che lo ha incoronato nel 2007.

In alcuni casi le grandi prestazioni a Rieti sono state accolte con ironia, riferendosi a misurazioni errate della pista etc. Cosa vuol rispondere a chi mette in dubbio l’abbondanza di prestazioni sulla pista del Guidobaldi?
La pista ha tutte le carte in regola. Le misurazioni ufficiali IAAF addirittura la certificano come leggermente più lunga. Quella polemica è acqua passata.

Rieti è ormai divenuto uno dei siti più ambiti dagli atleti per ottenere prestazioni di rilievo: perché si va così forte su questa pista?
Dipende, sicuramente da vari fattori: dal microclima particolare, dal fatto che le gare sono sempre confronti stimolanti tra interpreti di alto livello e, per quanto riguarda le gare di mezzofondo, dalla costruzione di corse nei minimi particolari con “lepri” in grado di lanciare i migliori verso il grande tempo.

Per concludere, se la sente di promettere che anche quest’anno il meeting di Rieti regalerà il solito grande spettacolo?
Sicuramente. Abbiamo tutte le carte in regola per regalare grandi emozioni ai tanti che riempiranno il “Guidobaldi” e a chi ci seguirà alla tv in Italia e all’estero.

Nella foto: Sandro Giovannelli festante dopo il 9”74 di Asafa Powell a Rieti lo scorso 9/09/2007

fonte: Redazione
fonte foto: Simone Proietti

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