WELTKLASSE CON UN PO’ DI STANCHEZZA

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Ripartono i meeting con Zurigo per la penultima tappa della Golden League 2008, contrassegnata mediamente da buoni risultati e da una costante: la stanchezza. Era d'altronde facilmente prevedibile che a pochi giorni dalla conclusione dei Giochi Olimpici anche i grandi protagonisti avrebbero dato segno di umana fatica. Si può spiegare anche così perché alla fine gli organizzatori del Letzigrund devono accontentarsi di sole due migliori prestazioni mondiali stagionali ad opera di Bekele sui 5000 e di Jelimo sugli 800 donne.

Tutta l'attesa mediatica era concentrata sul tre volte campione olimpico e primatista mondiale Usain Bolt, che sui 100m sfidava il meglio del mondo (Asafa Powell escluso). Il giovane giamaicano non ha deluso il folto pubblico zurighese, vincendo nettamente in 9.83 davanti ai medagliati di Pechino ad ordine inverso (2° Dix in 9.99 e 3° Thompson 10.09). Il record resta piuttosto lontano, vuoi per il vento contrario (-0.5 m/s), una pista non così performante come quella pechinese, e, appunto, un po' di umana stanchezza.
Altra gara in odore di record erano i 110hs, dove l'olimpionico Dayron Robles parte bene, esibisce la consueta tecnica sopraffina, ma non prende il largo come previsto, anzi deve spremersi fino all'ultimo per contenere il ritorno di un tenace Oliver, piegato per un solo centesimo. Per il cubano un comunque ottimo 12.97, sesta gara in stagione sotto i 13 secondi (questo si un record!).

Jeremy Wariner ritrova lo smalto dei giorni migliori e si prende una (piccola) rivincita sul connazionale LaShawn Merritt, che lo aveva nettamente battuto nella corsa all'oro olimpico. Pur svantaggiato dalla corsia esterna, rispetto al rivale, il bi-campione del mondo corre con determinazione, ma senza strafare, i primi 300m, sempre in testa, e nel rettilineo conclusivo schianta la resistenza di Merritt concludendo col suo miglior tempo dell'anno (43.82). Tornano al successo anche altre deluse dal risultato olimpico: Lolo Jones (12.56 nei 100H), Allyson Felix (22.37 sui 200) e Sanya Richards (49.74 sui 400). Da notare però l'assenza delle olimpioniche Campbell-Brown e Ohuruogu, mentre la sorpresa Dawn Harper ritorna subito nell'anonimato (6a in 12.73).

Buone conferme arrivano invece da Thorkildsen (90.28 nel giavellotto), Angelo Taylor (48.07 nei 400H), Isinbayeva (4.88 nell'asta e poi dice stop, stanca pure lei) e dal citato Kenenisa Bekele.

Il risultato di maggior spessore tecnico lo centra indubbiamente la kenyana Jelimo sugli 800m, un favoloso 1:54.01 ennesimo record mondiale juniores nonché 3a prestazione mondiale all time dopo Kratochvilova (1:53.28 nel 1983) e Olizarenko (1:53.43 nel 1980). Rispetto alla vittoriosa gara di Pechino, la giovane Pamela distribuisce meglio lo sforzo seguendo la lepre di lusso Klyuka fin quasi ai 600 dove transita in 1:25.12 (1:24.03 a Pechino) e trova quindi maggiori risorse negli ultimi 200m. Come di consueto vince per distacco (2a una rediviva Jamal al personale in 1:57.80).

Resta in corsa per il jackpot finale anche Blanka Vlasic, vincitrice nel salto in alto con 2.01, faticando non poco a piegare Chicherova e Howard che la precedevano in classifica alla misura di 1.98, quota valicata dalla croata solo alla 3a prova.
Buon ritorno alle gare di Andrew Howe dopo la delusione olimpica: secondo con 8.06 alle spalle del saudita Al-Sabee autore di un ottimo 8.35 e bravo Lukas Rifesser a vincere la batteria u23 dei 1500 in 3:49.54. Non bene le altre italiane Cusma (ritirata negli 800) e Grenot (ultima nei 400). Appuntamento a Bruxelles venerdì 5 settembre per la 6a e ultima prova della GL.

I risultati del meeting sono disponibili all'indirizzo www.iaaf.org/gle08/results/eventcode=3920/index.html.

fonte: Redazione – IAAF
fonte foto: Gino Esposito – Atleticanet

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