MEETING EEA PADOVA: BRILLANO LE PEDANE

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Missione compiuta; il 31 agosto per la città di Padova sarà ricordata come una giornata evento, un vero e proprio “contenitore” di sport di livello mondiale, proprio come titolava il cartellone del Meeting; Atletica Mondiale; si è vista tutta.
Un parterre di 166 atleti in rappresentanza di 29 nazioni tra cui molti reduci e medagliati degli ultimi Giochi Olimpici di Pechino hanno dato vita allo spettacolo sportivo nella cornice dello Stadio Euganeo, gremito di pubblico per l'occasione.
Facciamo prima un passo indietro; il meeting ha vissuto il suo prologo sabato 30 agosto allo stadio Colbachini di Padova, con le nuove tribune inaugurate per l'occasione ( stadio alla memoria dell'olimpionico patavino di Stoccolma 1912 e Anversa 1920) con una gara di lancio del disco dai contenuti tecnici rilevanti.
In pedana, a siglare il nuovo record del meeting niente meno che l'olimpionico il lituano Virgilius Alekna, capace di scagliare l'attrezzo a 68,02 metri dopo una serie impeccabile di lanci regolari su misure oltre i 66 metri. Due metri di altezza per 130 kilogrammi, serio e schivo il bronzo di Pechino ha dimostrato la superiorità su un campo avversari di livello; oro a Sidney 2000 e Atene 2004, campione mondiale ed europeo della specialità, tra i “peggiori” risultati in carriera conta il 4° posto di Osaka 2007 e il 5° ad Atlanta 96 agli esordi: una leggenda.
Dietro di lui l'estone Mart Israel con la misura di 63,35 e l'americano Ian Waltz con 61,07. Il campione italiano Hannes Kirchler è quarto poco sotto i 60 metri (59,58) davanti all'inossidabile Diego Fortuna (5° agli Europei di Budapest 98) fermatosi a 58,97.
24 ore dopo tocca alla pedana del salto in alto regalare emozioni; il brasiliano Jessè De Lima vola al record nazionale di 2,31 metri davanti all'eterno Dragutin Topic ( il serbo che ricorderete campione europeo a Spalato 90) e al campione italiano azzurro Filippo Campioli fermatisi a quota 2,24.
Pedane, Padova lancia e salta, il leit motiv della serata; ci si sposta poco più in là per vedere i coniugi Mikhnevich dominare le rispettive gare di getto del peso.
E' il bielorusso Andrei Mikhnevich, bronzo a Pechino a regolare gli avversari con un lancio atterrato a 20,43 mt.
Il canadese Dylan Armstrong è secondo con 19,75, davanti al giamaicano Dorian Scott (19,73) entrambi finalisti olimpici; quarto il veterano Paolo dal Soglio con 19,38 ( che ricordiamo giù dal podio anche ad Atlanta 96 per un solo cm).
Terminata la propria fatica Mikhnevich è andato a dar consigli alla consorte, argento a Pechino dietro l'inarrivabile Vili.
Natallia Mikhnevich vince con la gran misura di 19,86 davanti alla cubana Mysleidis Gonzalez (18,88) e all'idolo di casa, la pesista Chiara Rosa sostenuta calorosamente dal pubblico (vestito di rosa per l'occasione) fermatasi a 18,55; per lei alla fine ringraziamento finale ai suoi fan.
Prima di entrare in pista tocca al salto triplo donne che è affare dell'est con tre russe a occupare il podio; vince a sorpresa Oksana Udmurtova atterrata a 14,85, davanti alla connazionale Tatyana Lebedeva, altra stella della serata ( anch'essa icona della specialità e doppia medaglia d'argento di Pechino triplo e lungo oltre all'oro di Atene e i tre titoli mondiali in bacheca) con 14,77 e Anna Pyatykh a 14,74. L'azzurra Magdelìn Martinez chiude ottava con 13,70 una stagione che non l'ha vista protagonista con le migliori.
Entriamo in pista con le gare di corsa;
Nei 100 uomini è il jamaicano Michael Frater ( oro nella staffetta stellare di Pechino insieme a Usain Bolt e Asafa Powell ) a vincere in 10''28; tempo modesto ma viziato da un vento contrario di 1,5 mt al secondo e da un pre-gara nervoso con due false partenze; secondo l'azzurro Jacques Riparelli 10''41 ( camerunense di nascita ma patavino d'azione) e l'altro jamaicano Ainsley Waugh
(10''44) quest'ultimo a doppiare la distanza e imporsi nei 200 metri con il tempo di 20''78 davanti al connazionale Christopher Williams (20''93) e al brasiliano Sandro Viana (20''97).
Un 800 metri uomini che parla spagnolo, la nazione dominante in campo europeo per quel che concerne il mezzofondo veloce e prolungato. E' Manuel Olmedo, semifinalista deluso a Pechino, a imporsi in 1'47''18 davanti al keniano Ismael K. Kombich (1'47''27) e all'altro spagnolo Eugenio Barrios (1'47''37). Segnaliamo il decimo posto dell'atleta di casa Mattia Picello, campione italiano under 23 con il tempo di 1'51''95.
110 ostacoli che parlano bielorusso; Maksim Lynsha vince con 13''85 sull'azzurro Emanuele Abate (13''95) e il russo Evgeniy Borisov (14''04) gara e tempi condizionati da un vento di -2,5 mt/s!.
Il giro di pista con ostacoli è di un'altro illustre piazzato olimpico, il quarto, Danny McFarlane, atleta talentuoso nella corsa con un singolare stile nel passaggio della barriera, targato Jamaica, vincitore in 49''36 davanti all'atleta del Belize Jonathan Williams (50''46) e l'americano James Carter terzo in 50''51.
Le donne;
100 metri caratterizzati dal vento contrario (-1.1) sono a pannaggio dell'americana Me’Lisa Barber (11''54) davanti alla russa Yevgeniya Polyakova ( oro di Pechino nel quartetto della 4 x 100 ) e all'azzurra Vincenza Calì (11''62) a precedere la campionessa italiana Anita Pistone (11''72).
Mezzofondo che trova il tricolore; Elisa Cusma, la migliore esponente azzurra del doppio giro di pista degli ultimi tempi fà sua la gara con una progessione finale negli ultimi 150 metri (2'02''33 per lei) davanti al duo russo composto da Tatyana Andrianova ( finalista olimpica) 2'02''74 e Ekaterina Kostetskaya 2'03''78.
110 con ostacoli vinti da Candice Davis in 13''11 davanti alla polacca Aurelia Triwiasnka 13''26 e all'azzurra Micol Cattaneo terza in 13''34; anche in questa gara con vento contrario di 1.4.
Gara di salto con l'asta invece dai contenuti modesti vinta a 4,32 mt da Lacy Janson davanti alla brasiliana Joana Costa seconda con 4,22 mt e alla primatista italiana Anna Giordano Bruno fermatasi a 4,02. Deludono le attese della vigilia le americane Erica Bartolina e Stacy Dragila ( quest'ultima oro a Sidney 2000 prima dell'avvento dell'era Isimbayeva) non classificate.
A contorno della serata ottimamente organizzata da Assindustria Sport Padova c'è stato spazio per la Nike + Human Race corsa di 10 km disputata in contemporanea in 25 nazioni del mondo che a Padova ha avuto un ruolo dimostrativo; sono stati 2500 i partenti della prova non competitiva guidati dal maratoneta Ruggero Pertile ( 15° nella maratona Olimpica di Pechino) e dagli atleti del G.S Fiamme Oro Padova con a capo Rosanna Martin, (crossista azzurra capace di un 9° posto mondiale nel 2002) che si è conclusa nello scenario di Prato della Valle, suggestivo arrivo della celeberrima Maratona di Padova.

Nella foto la pluricampionessa russa Tatiana Lebedeva

fonte: www.assindustriasport.it
fonte foto: Atleticanet – Gino Esposito

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