44. EDIZIONE DEL “PALIO CITTA’ DELLA QUERCIA” A ROVERETO

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Al termine dei mille appuntamenti della stagione dell’atletica mondiale il “grande circo” si è trasferito in Italia, a Rovereto, Stadio Comunale, per la 44. edizione del “Palio Città della Quercia”, ultima prova in grado di attribuire punti per il Grand Prix Iaaf, le di qualificare per le World Athletics Finals che si svolgeranno il prossimo weekend per il terzo anno consecutivo a Stoccarda.

L’atletica italiana ha confermato anche in quest’ultima occasione che, al di là delle prove su strada (marcia più che maratona come ben sappiamo), la sua posizione nel ranking mondiale è al momento piuttosto mediocre. Unica eccezione, la brillante gara della modenese di Piumazzo Elisa Cusma sugli 800 femminili. La 27enne dell’Esercito ha condotto una gara di testa sprintando ai 200 finali ed accumulando un vantaggio di tranquillità sul lotto delle forti avversarie, tutti nomi di valore mondiale (seppur non eccelso). Il tempo alla fine è stato per l’ennesima volta (l’ottava nella stagione) sotto i 2’: 1’59”84. Alle spalle della Cusma, ecco la spagnola Nuria Fernàndez (2’00”35 e personale), la bionda americana Alice Schmidt (2’00”48), l’esperta slovena Brigita Langerholc (2’01”12), la giovane russa Yekaterina Kostetskaja (2’01”50) e la vincitrice di Coppa Europa ad Annecy, la britannica Jennifer Meadows (2’00”51). Niente male come campo di avversarie, e crediamo che Elisa sarà a questo punto una delle poche italiane che saranno presenti a Stoccarda. Da segnalare anche il nuovo personale della giovane trentina (classe 1984) Lorenza Canali, del G.S. Valsugana, ottava in gara e scesa ad un bel 2’03”66, che abbassa di 3” il suo precedente limite stagionale.

Tra gli uomini italiani, da segnalare, anche perché non capita tutti i giorni, un successo nella velocità. L’aviere padovano Jacques Riparelli si è imposto nella serie A con 10”24 (vento + 1,8), sfiorando di un centesimo il personale conseguito sempre in Trentino, a Pergine, in luglio. Alle sue spalle l’inglese Aikines-Aryeytey, che aveva stabilito un bel personale in 10”10 domenica scorsa a Rieti, con 10”28, precedendo a pari tempo l’americano Mike Rodgers, uno degli atleti che ha più gareggiato in assoluto quest’anno. Discreta anche la serie B (vento + 0,7), con la vittoria del britannico Rikki Fifton in 10″30 (terzo il trentino Roberto Donati con 10”50).

Dobbiamo poi dedicare la controapertura alla gara di livello tecnico più elevato. Gara un po’ annunciata, perché il lotto delle concorrenti era davvero di grande spessore (purtroppo con due italiane a far solo da comprimarie). Se parliamo di triplo femminile, non stupirà sapere che ancora una volta ha avuto la meglio la vicecampionessa olimpica e mondiale in carica, nonché duplice ex-campionessa mondiale: stiamo parlando, se non l’avete capito, di Tat’jana Lebedeva, capace di arrivare a 14,85 (vento nullo) al quinto salto per battere la brava kazaka Ol’ga R’ipakova, quarta ai Giochi di Pechino col record asiatico, arrivata al secondo ad un buon 14,73 (+0,8). Sul podio è salita anche la graziosa compatriota di Tat’jana, Anna P’iatikh, con un 14,42 (+0,2) non eccezionale (lei vanta un personale superiore ai 15 m, ottenuto però in stagioni migliori di questa). Dietro, altri grandi nomi con risultato un po’ al di sotto del loro standard (comprensibilmente, visto che la stagione volge al termine): Oksana Udmurtova, settima alle Olimpiadi nel lungo e reduce dal personale di 14,81 ottenuto a Padova (14,39), il bronzo di Pechino, la greca Chrisopiyi Devetzi (14,32), la serba naturalizzata slovena per matrimonio Marija Martinovic-Sestak, sesta a Pechino col record sloveno di 15,03 (14,27), l’altra russa Viktorija Gurova (14,17), l’ucraina Ol’ga Saladuha, anche lei avvicinatasi ai 15 m quest’anno (14,02). Decima e prima delle italiane la simpaticissima reggiana delle Fiamme Oro Silvia Cucchi, un po’ sotto il suo standard dell’annata (solo 12,64) ma penalizzata da un piccolo infortunio avuto al primo salto.

Il resto delle gare non ha brillato, ma si è trattato pur sempre di un meeting di buon livello tecnico, tale da meritare la qualifica di IAAF Area Permit Meeting. L’asta uomini si è chiusa molto presto, perché nessuno ha saputo far meglio di 5,40. La vittoria, per aver valicato la misura alla prima prova (unico!) è andata addirittura al 41enne americano Jeff Hartwig, capace ancora quest’anno di qualificarsi ai trials per Pechino, dove però, come molta compagnia illustre, non ha saputo superare le qualificazioni. Dietro, sempre a 5,40 e con più errori in gara, a scendere il tedesco Lars Boergeling, gli ucraini Maksim Mazur’ik e Sergei Yurcenko (bronzo olimpico), il russo Pavel Gerasimov. Nessun italiano in gara, e ci siamo già spiegati.

Sui 400 uomini, la serie A è andata al giamaicano Sanjay Ayre, capace di emergere dalla sesta corsia nel rettilineo finale con un discreto 45”67 davanti al russo bronzo olimpico in staffetta Anton Kokorin (arrivato al personale di 45”77) ed al trinidegno Ato Stephens (45”85). Italiani in gara nella serie B, dove Luca Galletti (Carabinieri) è arrivato secondo con 47”36, dietro il polacco Kedzia (46”91).

Nel giavellotto uomini, vittoria di un soffio per il tedesco Alexander Vieweg con 79,34, avvicinato di un soffio all’ultimo lancio dal finnico Esko Mikkola (79,30). Solo sesto con 69,32 il lombardo Roberto Bertolini, migliore in Italia quest’anno.

I 1500 maschili sono stati una gara interamente disputata tra italiani, con una bella lotta finale tra il lombardo Merihum Crespi (ex-argento agli Eurojunior), primo col personale di 3’47”41, ed il trentino del GS Valsugana Francesco Nadalini, secondo in 3’48”20.

Negli 800 uomini, la serie A è stata dominata per una volta dagli atleti bianchi: primo il rossiccio americano Nick Symmonds in 1’46”14 davanti al polacco Marcin Lewandowski (1’46”40), terzo il keniano Ismael Kombich davanti allo spagnolo Diego Ruiz a pari tempo (1’46”68). L’altoatesino dell’Esercito Lukas Rifeser è arrivato sesto in 1’47”42, ottavo il trentino finalista ai Mondiali junior Giordano Benedetti (1’48”77); entrambi hanno gareggiato oltre 1” sopra i rispettivi personali. Nella serie B, al terzo posto si è rivisto il padovano Maurizio Bobbato (1’49”22), che ha preceduto il concittadino Mattia Picello (miglioratosi a 1’49”44).

L’alto donne ha visto la vittoria di una delle più belle atlete in assoluto del momento, la giovane russa Svetlana Shkolina, capace di qualificarsi per le Olimpiadi salendo ad 1,98 ai combattutissimi Trials di Kazan. Svetlana a Rovereto si è fermata ad 1,91, davanti all’altissima canadese di colore Nicole Forrester ed alla connazionale Irina Gordeeva, entrambe arrivate ad 1,88. Elena Brambilla e Stefania Cadamuro si sono fermate molto prima ancora, ad 1,70.

I 3000 donne sono state un’altra gara di buon livello. Si sono involate in quattro negli ultimi due giri, ed ha avuto la meglio in una serratissima volata la tanzaniana Zakia Mrisho, prima in 8’44”78 davanti alle keniane Jane Kiptoo (8’44”78 e personale) e Sylvia Jebiwott Kibet (quarta sui 5000 sia ai Mondiali che alle Olimpiadi, 8’45”36) ed all’etiope Ayalew Wude (8’46”53). Dopo un’altra fila di bei nomi del mezzofondo mondiale, tra cui la bella Anna Al’minova, finalista olimpica dei 1500 e scesa al personale, e la fresca campionessa mondiale junior dei 1500, l’inglese Stephanie Twell, al 12° posto troviamo la sudtirolese della Forestale Agnes Tschurtschenthaler, specialista delle siepi (9’02”05 e personale), addirittura a cavallo dei 9’30” chiudono l’ordine d’arrivo Ilaria Di Santo ed Adelina Di Soccio.

Nei 100 femminili (vento +1,1), la serie A ha visto il successo di Mechelle Lewis in 11”32 davanti alle britanniche di colore Douglas ed Ania ed alla nostra Vincenza Calì, reduce dal bel personale di Rieti sui 200, capace di fare 11”56 davanti alla quotata russa Pol’jakova ed alla giovane trentina Martina Giovanetti (11”62), reduce da un pesante lutto familiare durante le Olimpiadi di Pechino. Un complimento comunque a Martina per la forza di volontà dimostrata nell’aver voluto gareggiare davanti al pubblico della sua provincia. La padrona di casa Doris Tomasini ha vinto la serie B in 11”70 (+0,9).

Il peso donne si è svolto con una formula innovativa. La gara si è svolta in quattro lanci, ma al termine dei primi tre si è stilata la classifica e si è svolto un ultimo, decisivo turno di lanci in ordine invertito. La classifica finale è stata interamente determinata dal quarto lancio (malgrado quanto successo nei primi tre turni)! Comunque la campionessa olimpica e mondiale neozelandese Valerie Vili-Adams non ha avuto problemi, sbaragliando con 19,73 la concorrenza (in precedenza aveva fatto 19,31). Dietro di lei, la cubana Misleydis Gonzàlez con 18,69 e la nostra Chiara Rosa, ancora una volta al di sotto delle aspettative con 17,58.

Sul giro di pista con ostacoli, si è imposta tra le donne l’americanina Christine Spence in 55”97 davanti alla quotata russa Yevgenija Isakova (56” netti) ed all’umbra Benedetta Ceccarelli, brava comunque ad avvicinare lo stagionale, che non le era bastato per andare a Pechino, con 56”10; tra gli uomini, il bianco britannico David Greene ha vinto agevolmente con il nuovo personale di 49”53 davanti ad uno degli ex-grandi della specialità, l’americano vicecampione mondiale di Helsinki James Carter (quasi mai sotto i 50” quest’anno! Anche a Rovereto solo 50”34) ed a Jonathon Williams del Belize con 50”68. L’aviere Nicola Cascella è giunto quinto in 51”07: in linea con il livello attuale.

Le ultime due gare della serata (entrambe maschili: davvero le donne non hanno avuto troppo spazio a Rovereto) hanno avuto un bel livello di partecipazione ed hanno fornito due discreti risultati tecnici. Nel triplo si è imposto il vicampionemondiale in carica, il simpaticissimo brasileiro Jadel Grégorio con 16,93 (+0,2) al quarto salto, solo avvicinato dal russo Igor’ Spasovkhodskij (già bronzo ad Edmonton 2001) al quinto salto con 16,91 (-0,9) e poi al sesto con 16,89, seguito dal bronzo olimpico, il bahamense Leevan Sands, con 16,88 (+0,1) e dall’americano Brandon Roulhac con 16,82. Il comasco Fabrizio Schembri è giunto 7° con 16,20 (vento nullo), in mezzo a due ex-campioni del mondo, Walter Davis (16,43) ed il 37enne tedesco Charles Friedek (16,04).
Infine, nei 5000, si è sfiorato il record del meeting (13’14”02), con vittoria nella volata finale tra giovanissimi keniani di Silas Kipruto in 13’14”19 su Matthew Kisorio (13’16”31). Molto staccato l’ex-connazionale ed ora qatariano James Kwalia Chepkurui (13’31”02). Il migliore degli italiani è stato ancora una volta Daniele Meucci, giunto nono e capace di migliorare il personale con 13’45”40, mezzo secondo esatto meglio di quanto fatto al Golden Gala. Una piccola nota di speranza per la nostra cara e non sfavillante atletica.

fonte: www.usquercia.it
fonte foto: Gino Esposito

ALLEGATO: ANet_news_Tutti_i_risultati_11.9.2008.txt (23 Kb)

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