MISSILE SU STOCCARDA: SPOTAKOVA A 72,28!

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La giavellottista ceca sorprende nella prima giornata della finale dell’atletica mondiale conseguendo al primo lancio il nuovo record mondiale della specialità.

Quello che non ti aspetti in un pomeriggio rovinato dal maltempo ed un pò malinconico perché sarà l’ultimo weekend della regina degli sport in uno stadio, quello di Stoccarda, dove si è costruita l’atletica mondiale degli ultimi decenni.

La finale dei meeting IAAF per quanto artificiosa ed un po’ stantia nella sua formulazione non poteva regalare commiato migliore da un impianto così significativo, confezionando addirittura un record del mondo nonostante i tanti campioni esausti e reduci da una stagione interminabile.

Ci ha pensato Barbora Spotakova a far impazzire il pubblico in quella che sarebbe dovuta essere gara per le beniamine di casa Obergfoll e Nerius. La campionessa olimpica del giavellotto non solo ha trovato la spallata giusta al primo lancio, ma ha voluto strafare facendo atterrare il giavellotto lì dove nessuna donna ha mai saputo fare con il nuovo attrezzo: 72 metri e 28 centimetri, prima atleta al mondo a superare il limite dei 72 metri, demolendo il precedente record di 71,70 della cubana Osleydis Menendez, datato 2005. La gara è praticamente finita lì, tra lo stupore degli spettatori e la felicità di un’atleta che ora potrà gustarsi i successi di una stagione impeccabile ed i tanti denari guadagnati.

La Spotakova ha così smentito chi pensava ad una due giorni di gare sotto tono con molti atleti bolliti. Ma la ceca non è stata la sola a premere l’acceleratore per l’ultima “sgasata” di stagione.
Ne sanno qualcosa gli atleti impegnati nell’alto maschile, gara che significava anche l’ultima uscita di carriera per l’immenso Stefan Holm. Lo svedese divenuto il simbolo dell’esplosività, paragonabile nella sua azione ad una “pallina da tennis” scagliata con forza a terra e capace di volare in carriera fino ad una quota di 2 metri e quaranta centimetri, ha infatti deciso di lasciare il mondo dell’atletica. Decisione sofferta per lui ed anche per il sottoscritto, Holm chissà quanto avresti potuto dare ancora al salto in alto! Ne è la riprova la sua ultima gara che lo ha visto in corsa per la vittoria fino all’ultimo salto contro il nuovo “rampollo russo” delle pedane, il campione olimpico Andrey Silnov. Alla fine è stato proprio lui a vincere con 2,35, superando in extremis lo svedese secondo in 2,33. Tanto di cappello ad un grande uomo ed atleta, Stefan Holm ci mancherai.

Tornando al settore lanci, si è visto un grande Gerd Kanter nel disco, con un lancio oltre i 68 metri con pedana zuppa dalla pioggia, misura inavvicinabile dagli avversari. Nel martello femminile è stata la cubana Yipsi Moreno a fare il vuoto con un eccellente 74,09, mentre nel peso ha preso corpo una bella sfida fra il polacco campione olimpico Majewski e Christian Cantwell, terminata a vantaggio del primo con 20,88.

Nel pomeriggio tedesco a pagare di più in termini di prestazioni sono state le gare di corsa, un po’ perché nel mezzofondo la tattica ha prevalso fino all’eccesso, un po’ perché la velocità è stata penalizzata da una pista bagnata ed un clima più autunnale che estivo. Uno dei pochi a mantenere un livello superlativo nelle sue performances è stato Asafa Powell, vincitore dei 100 con un buon 9”87, crono che si aggiunge ai numerosi sub 9”90 di carriera.

Nelle altre gare di velocità buona vittoria nei 200 per Sanya Richards con 22”50, davanti alle specialiste Marshevet Hooker e Kerron Stewart. Duello spettacolare è stato poi quello nei 400 maschili fra Jeremy Wariner e LaShawn Merritt, dove solo gli ultimi centimetri del rettilineo finale hanno deciso la vittoria di un Merritt sempre più leader nel giro di pista. L’americano ha raschiato il fondo del barile per avere la meglio di Wariner, fino a lanciarsi sulla linea d’arrivo e cadere malamente a terra con conseguenti urla di dolore.

Per gli ostacoli bei successi in rimonta di Kerron Clement e Josephine Onyia, rispettivamente su 400 hs e 100 hs, mentre sulla pedana dell’asta la delusione del pubblico era tutta per l’assenza di Yelena Isinbayeva: la zarina pare abbia avuto problemi di stomaco, niente gara e successo alla ragazza di casa Silke Spiegelburg con 4,70, al termine dello spareggio con l’altra russa Feofanova.

Nel mezzofondo successo sui 3000 per Bernard Lagat e di Alfred Kirwa Yego sugli 800, mentre tra le donne sono tornate alla vittoria Maryam Jamal sui 1500 e Meseret Defar sui 5000. Tutto facile poi per Gulnara Samitova Galkina nei 3000 siepi, a precedere le keniane Jepkorir e Nyangau. Ultima citazione per i portoghesi Nelson Evora e Naide Gomes: il primo si è imposto nel triplo con 17,24, la seconda, grande delusa a Pechino, non ha fallito nel lungo con 6,71, sia pur insediata a vicino da un’ottima Balta (6,65) e da Tatyana Lebedeva.

Domani l’ultima giornata di grande atletica a Stoccarda, per ora gli onori sono tutti per lei e per il suo record, la Barbora Spotakova che non ti aspetti.

fonte: Redazione
fonte foto: Foto Colombo per Omega/Fidal

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