MASTERS CHE VOGLIAMO FARE?

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Il mondo dell’atletica master da troppo tempo si sente bistrattato dalla F.I.D.A.L. Fatti vecchi e recenti sono presenti un poco a tutti quelli che frequentano l’ambiente. Tant’è che l’opinione negativa verso la Federazione si può dire sia ormai generalizzata. Apparentemente ciò non sembra preoccupare più di tanto gli organi ed i personaggi che dirigono la F.I.D.A.L. Nazionale ed anche tanti Comitati Regionali. In tal senso nell’ultimo quadriennio non è sostanzialmente cambiato niente. Ciò nonostante l’atletica master italiana è significativamente cresciuta sia grazie ai risultati raggiunti e sia per il peso quantitativo acquisito nella Federazione (tesserati, società, quote versate) …ma non nel peso di rappresentanza. Si avvicinano le assemblee elettive (a Torino quella Nazionale il 30 novembre) e il mondo master si accorge di restare completamente al di fuori dalla stanza dei bottoni. Da qui alcune voci tentano di spezzare lo status quo. E allora diamo voce a Gianni LOLLI avviando un dibattito pubblico da questi spazi di comunicazione e libera espressione; pronti ad ospitare altre voci.

Ormai da parecchi anni sono tornato a partecipare nel mondo master, dopo tutti gli anni da atleta assoluto dal futuro molto promettente, ma purtroppo sfortunato. Ci vorrebbe un discorso lungo e complesso per spiegare il perche e onestamente credo che interessi solo a pochi. Desidero invece focalizzare il discorso su noi master e vorrei poter aprire un serio dibattito su quest’argomento coinvolgendo molti. Cominciamo con un poco di statistiche: i masters sono circa 74.000 su un totale iscritti alla FIDAL 140.000 unità; di cui 58.000 uomini, 7.000 donne, 9.000 amatori; con un totale di circa 1.800 società affiliate a questo settore, su un totale di 2.400 società affiliate. Diciamo approssimativamente che i masters sono più del 50% del movimento dell’atletica leggera in Italia. Non ostante ciò siamo l’ultima ruota del carro della FIDAL, quella che porta nelle casse della Federazione circa 1.000.000 (unmilione) di euro.

E cosa ci da la nostra bella Federazione in cambio? Niente!!! Anzi noi dobbiamo anche pagare le divise ufficiali per gareggiare nelle competizioni internazionali. Le problematiche che si presentano durante queste manifestazioni debbono essere il più delle volte risolte dagli atleti stessi e non dai responsabili FIDAL presenti. Ora io non pretendo che tutti i partecipanti alle competizioni internazionali debbano essere trattati da Campioni, pero… Io credo che a tutti coloro che vincono medaglie debbano essere rimborsate in parte o addirittura integralmente quelle che sono le spese sostenute per la trasferta. Ancor più dovrebbe avvenire ciò dato che la FIDAL ottiene i contributi del CONI anche in base ai risultati internazionali di questi “poveri vecchietti”. Vorrei verificare quante delle giovani promesse riescono ad ottenere i risultati internazionali dei vecchietti!

In proposito ho provato ad ipotizzare uno schema per applicare i rimborsi ai master medagliati applicando uno schema con percentuali a scendere da una medaglia d’oro ad una di bronzo; e con un premio nell’eventualità di record del mondo o europeo. Per i rimborsi penso alle spese sostenute individualmente dai master. Approssimativamente a Clermont Ferrand “l’operazione rimborso” alla FIDAL sarebbe costata sui 100.000 euro; a Lubiana circa 60.000 euro. Vien da dire pura utopia fin tanto che il pensiero prevalente a Roma è: ”…spendere questi soldi per questi poveri vecchietti, chi se ne frega!” Ed invece questa politica federale deve essere sfatata!!! Potremo discutere sui meriti e le percentuali delle tabelle di rimborso. Però quando si ha a disposizione UNMILIONE di euro il tema rimborsi è più che fondato. Tanto più che nessuno lo ha fatto, ma potrebbero aggiungersi anche risorse provenienti da sponsors …e magari i contributi del CONI .

Allora non vedo perché restare in una Federazione sorda e spocchiosa verso di noi. Abbiamo una forza enorme e moltissime persone capaci di organizzare e gestire in modo brillante il Settore Master. Perché non facciamo nascere una nostra federazione indipendente?!! …e sicuramente molto più democratica. Personalmente non punto a vendermi, ma voglio essere dirompente per migliorare le condizioni di questo Settore. E sono sicuro che tantissimi master sono con me e la pensano allo stesso modo. Se questo significa aprire un dibattito serio ed intelligente e organizzare eventualmente un’assemblea per discutere di quest’argomento, sono anche disposto a farlo; se il feedback da parte vostra sarà sulla mia stessa frequenza.

Siamo in prossimità delle elezioni federali, a fine novembre. Di promesse ne ho sentite tante e se ne sentiranno ancor dippiù in vicinanza delle assemblee regionali. Io vorrei un Presidente ed un Consiglio Nazionale che venisse eletto democraticamente da tutta la base, che significa dagli iscritti tesserati della Federazione. E non più eletto da questo meccanismo contorto e clientelare di poche società e pochi comitati regionali, che scelgono i delegati per l’Assemblea Nazionale tra i soliti noti, amici degli amici, per i soli interessi personali e non per la Regina degli Sport. Aspetto fiducioso le vostre considerazioni e spero di essere sommerso di email perché è giunto il tempo di fare cambiamenti radicali. Questo non esclude di poter collaborare con la FIDAL, ma certamente in condizioni ben diverse e sicuramente meglio organizzate. Grazie!

Gianni Lolli
giannilolli@yahoo.com

fonte: Gianni Lolli
fonte foto: G. Lolli

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