L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA: PAMELA JELIMO

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Nella stagione outdoor 2008, di fatto ormai conclusa, uno dei personaggi femminili più in evidenza è stata la kenyana Pamela Jelimo dominatrice assoluta degli 800mt. Nata a Kapsabet il 5 dicembre 1989, praticamente sconosciuta all'inizio dell'anno, il suo ingresso nell'elitè dell'atletica mondiale è stato dirompente. Inizia a maggio vincendo i Campionati Africani ad Addis Abeba in 1:57″71 battendo Maria Mutola, la mozambicana autentica icona della specialità. Dopo la vittoria con un misto di candore e sicurezza afferma: “Vincerò l'oro olimpico”. Il seguito della stagione è stato un crescendo “rossiniano”: una serie incredibile di vittorie con grandi distacchi e sorprendenti riscontri cronometrici fino ad arrivare al personale di 1:54″01, terza prestazione all-time, dopo i crono leggendari della ceca Jarmila Kratochvilova (1:53″28) e della sovietica Nadezhda Olyzarenko (1:53″43).

Vince le sei prove della Golden League aggiudicandosi l'intero jackpot, la finale del Circuito-WAT a Stoccarda e l'oro olimpico. A Beijing 2008 vince in 1:54″87, la seconda classificata è la connazionale Janeth Jepkosgei (campionessa del mondo ad Osaka2007) lontana, pur con un tempo notevole di 1:56″07!

La tribù di appartenenza della Jelimo sono i Nandi, che come molti ricordano, nel 2007 furono al centro di una rivolta sanguinosa contro i Kikuyo che aveva in mano la maggioranza governativa. Tanti i campioni della tribù dei Nandi: citiamo,in ordine sparso autentiche leggende dell'atletica mondiale quali Paul Tergat, Kipchoge Keino, Moses Kiptanui, Mike Boit, Martin Lel, Tecla Lorupe ecc…

Ma accanto alla parte sportiva ecco emergere incredibili (per chi proviene da altri mondi ed altre culture) particolari sulla sua infanzia e giovinezza. Pamela è la terza di nove figli di Roda Cheptoo, sua madre ed…anche suo padre! Infatti una regola della tribù dei Nandi contempla il fatto che in quei villaggi quando una coppia ha solo figlie femmine una delle ragazze è scelta come…maschio di casa. Questa, una volta designata, cura i propri famigliari, alleva il bestiame; insomma si prende cura di tutti i problemi quotidiani della casa. Può,inoltre accoppiarsi ma non sposarsi perchè è “un uomo”. I suoi figli sono solamente i suoi, non avendo un padre ufficiale, perchè è vietato dalle leggi tribali. Questo è accaduto a Roda Cheptoo, madre di nove figli tra cui appunto Pamela. Come ha raccontato ad un giornale Roda ha vissuto momenti difficili; in tali frangenti Pamela è stata di grande sostegno per la famiglia mungendo il latte e vendendolo: i guadagni rappresentavano di fatto l'unico introito famigliare.

Pamela ha affermato di considerare i suoi risultati una rivincita nei confronti delle difficili condizioni delle donne kenyane. Sebbene giovanissima, chi l'ha intervistata afferma di trovarsi di fronte ad una donna maturata in fretta da una vita difficile. Diplomata alla scuola superiore (la madre per poterla iscrivere vendette l'unico toro in suo possesso), ha iniziato a guadagnare e ad aiutare la famiglia come guardia carceraria. Poi l'incredibile cavalcata di quest'estate: vittorie, notorietà e parecchio denaro (quello dei meeting e del jackpot), che ha dato una svolta alla sua vita.

Il ritorno in patria è stato trionfale: ad attenderla all'aereoporto di Nairobi il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro ed una folla festante. Fra di essa sette uomini, che sostengono di essere il padre biologico e molti di più che vorrebbero sposarla. Pamela e la madre sulla vita privata tacciono. Il Governo, fra le altre cose, le ha concesso il passaporto diplomatico, fatto unico per uno sportivo.
Ora, sportivamente, Pamela Jelimo è attesa al varco: deve confermare nel 2009 quanto fatto per non essere considerata una delle tante meteore. L'obiettivo supremo saranno i Campionati Mondiali di Berlino e forse l'attacco a record più longevo dell'atletica mondiale quello stratosferico 1:53″28 della cecoslovacca Jarmila Kratochvilova risalente all'estate del 1983.

fonte: Gazzetta dello Sport
fonte foto: Gino Esposito – Atleticanet

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