25ª FIRENZE MARATHON, VINCONO KIPRONO E VOLPATO

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Firenze ha celebrato le sue nozze d'argento con la maratona in una domenica fredda e piovosa. Su novemila iscritti, quasi 7800 hanno preso il via da piazzale Michelangiolo nonostante il maltempo e ben 7200 di questi sono arrivati in piazza Santa Croce, dopo aver corso su un tracciato impegnativo, ricco di curve, all'interno di uno scenario incomparabile nel centro storico.

La gara maschile è passata in 1:05:37 alla mezza maratona, con un gruppo di nove atleti: le due lepri John Kanyiri e Elijah Nyabuti, gli altri keniani John Birgen, Paul Kipkemboi Ngeny, Jackson Kirwa Kiprono, Stephen Kibiwott e Nicodemus Biwott, l'azzurro Migido Bourifa e il giovane etiope Sefu Fekene.
Al 30° chilometro, il vincitore dell'anno scorso Ngeny prova un allungo, con Bourifa pronto a rispondere, seguito da Birgen, Kibiwott e Kiprono.
L'andatura è irregolare, Bourifa si porta in testa, poi Kiprono attacca al 36°. Birgen ritorna sul battistrada al 39° per dettare la cadenza nel finale, prima di un'entusiasmante volata decisa all'ultima curva, dove Kiprono chiude in 2:12:37, superando il connazionale per un secondo.
“Ero al debutto in maratona, meglio di così non poteva andare, a parte le condizioni atmosferiche…”, ha detto il ventiduenne Jackson Kirwa Kiprono, che ha un personale di 60:52 sulla mezza maratona, ottenuto l'anno scorso a Lilla. “Il mio allenatore è il torinese Gabriele Nicola, vivo a Eldoret e sono sposato, con un figlio di tre anni”.
John Birgen, che vinse a Milano nel 2003, ammette: “Ho sbagliato l'ultima curva, non conoscevo il tortuoso arrivo”.
A quasi un minuto (2:13:36) il terzo classificato, Paul Kipkemboi Ngeny: “Ho preso l'iniziativa, ma stavolta qualcun altro è andato più forte di me. Da ultimo ho avuto problemi di stomaco e non ho retto il ritmo”.

Migido Bourifa ha dovuto accontentarsi del quarto posto, in 2:13:44. “Si era capito sin dall'inizio che oggi non potevano esserci ambizioni cronometriche. La gara è stata molto dispendiosa e si è svolta a strappi”, anche perché uno dei pace-maker, Elijah Nyabuti, si è dovuto fermare due volte per riallacciarsi le scarpe. “Quando Ngeny ha attaccato al 30° chilometro, ho risposto subito perché pensavo solamente alla vittoria, poi ho rallentato e gli altri sono rientrati. Al 34° sono andato in testa per tenere alta la velocità, ma poi non ho potuto far di meglio, complice la fatica e il vento contrario nel Parco delle Cascine, anche se mi sarebbe piaciuto scendere sotto le 2:12”, ha detto il bergamasco. “Era la mia prima volta a Firenze, mi ha impressionato la partecipazione del pubblico. Il bilancio è comunque positivo, sono stato protagonista fino alla fine e ho dimostrato che a 39 anni posso ancora essere competitivo”.

La gara femminile, che alla vigilia ha visto la rinuncia di Ornella Ferrara, si è decisa al 25° chilometro, quando Giovanna Volpato ha saltato un rifornimento per tentare di staccare le avversarie: la marchigiana Mancini e l'etiope Elfnesh Melaku.
Significativa la vittoria della 33enne veneziana di Oriago di Mira. Al secondo successo in maratona dopo Padova 2002, quattro volte in azzurro nelle grandi manifestazioni, a Firenze ha tagliato il traguardo in 2:34:14, dimenticando le tribolazioni delle ultime due stagioni.
“Nel 2007, dopo il ritiro a Boston per una crisi ipotermica, mi sono fatta male al tendine d'Achille sinistro durante la gara mondiale di Osaka. Poi l'operazione e una lunga riabilitazione, con graduale ripresa”. Capitana dell'Assindustria Sport Padova alle manifestazioni federali su pista (Top Club Challenge di Firenze e Societari di Lodi), “uno stage in agosto a Livigno aveva dato buoni riscontri prima che arrivasse un virus in ottobre, ma alla maratona di Venezia ho comunque effettuato un confortante test sui trenta chilometri.
Qui la gara è stata dura, su un fondo scivoloso con tante pozzanghere, mi sentivo le gambe congelate dall'inizio alla fine. Alla mezza maratona stavo bene e ho iniziato a pensare all'attacco. Temevo una rimonta da dietro, come mi accadde a Treviso nel 2006 quando vinse Deborah Toniolo.
Mi interessava soprattutto tornare in gara, anche se volevo scendere almeno sotto le 2 ore e 35, e la vittoria mi dà lo stimolo per continuare, pur non avendo alle spalle un gruppo sportivo militare”
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Mario Del Giudice è l'allenatore che segue Giovanna da sempre, cioè da ben ventuno anni. “Ho cercato di starle vicino, anche nei momenti più difficili, quando c'era il rischio di mollare in seguito all'infortunio di Osaka, dove poteva puntare a un piazzamento tra le prime dieci. Oggi è stata molto abile, le ho chiesto di spingere al 26° chilometro, dopo che aveva evitato la borraccia”.
Tecnico poliedrico, ha scoperto e lanciato anche la velocista Manuela Levorato: “Ma non fa molta differenza tra una specialità e l'altra, quello che conta è studiare e aggiornarsi continuamente. Ad esempio, l'anno scorso ho anche fatto il preparatore atletico della squadra di pallavolo a Oderzo, che si era guadagnata la promozione in A2”.

Seconda la simpatica inglesina Alice Braham in 2:35:24, raggiante per un risultato insperato: “Non ero mai scesa sotto le 2 ore e 40, avendo un personale di 2:40:38 corso nel 2006 a Londra, la mia città. Per me era l'ottava maratona, ho 32 anni e lavoro come autrice per la BBC”.
Marcella Mancini è giunta terza con 2:36:30: “Purtroppo non è andata bene, mi aspettavo molto meglio. Ho patito le difficili condizioni e dopo il 30° sono rimasta sola”. L'etiope Melaku è crollata nel finale, chiudendo quarta in 2:44:53.

L'assessore comunale allo sport Eugenio Giani ha sottolineato che “la città di Firenze è ormai matura e pronta ad accogliere la sua maratona, non ci sono state lamentele come in passato per un evento che è pienamente accettato. Si sono così create le basi per un'ulteriore crescita”.
Presente in zona d'arrivo anche Igor Cassina, olimpionico nella ginnastica ad Atene 2004, a patrocinare la corsa non competitiva dedicata alle famiglie.

Nella foto: sul gradino più alto del podio alla 25ª Firenze Marathon, il secondo classificato John Birgen e il vincitore della gara maschile, Jackson Kirwa Kiprono. A destra, Paul Kipkemboi Ngeny (terzo) e Migidio Bourifa (quarto).

fonte: Redazione
fonte foto: Atleticanet – Luca Cassai

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