CARA VECCHIA FIDAL 2

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Avevamo titolato il precedente articolo Cara vecchia Fidal ma va detto che “caro” e “vecchio” lo si può dire ad un amico in senso affettuoso o lo si può dire pensando a qualcosa di costoso e di non troppo attuale. Le ultime mosse della nuova dirigenza lasciano pensare che la seconda interpretazione potrebbe essere prevalente sulla prima. Vediamo perché.

Riprendiamo da dove eravamo rimasti. A fine articolo “Cara vecchia Fidal”, si auspicava un'attività vera del nuovo consiglio federale e non compressa dalla presenza di una giunta esecutiva rimasta sostanzialmente nelle mani di alcuni dirigenti anziani decisamente più tranquilli dopo la batosta rimediata in sede di assemblea elettiva. C'era il timore che questi signori potessero ricominciare a gestire in proprio la federazione lasciando fuori il resto del consiglio un po' com'è accaduto nel precedente quadriennio.

Un tale diceva che il buongiorno si vede dal mattino e, se è davvero così, allora direi che il giorno che stiamo per vivere potrebbe non essere dei migliori. Si apprende dal sito Fidal che la giunta esecutiva ha indicato al consiglio come nuovo CT, Francesco Uguagliati. Lo scoop è al limite del sensazionale visto che più di un mese fa, quando c'era ancora il vecchio consiglio e la vecchia giunta, la Gazzetta dello Sport ne aveva dato notizia. Come dicevo c'è la speranza che questo nuovo consiglio federale abbia voce in capitolo nelle scelte federali. La speranza…

Altra notizia è quella del nominativo del nuovo segretario federale. E' stato proposto Renato Montabone che è attualmente assessore allo sport al comune di Torino. Credo che il presidente Arese si stia seriamente chiedendo se è Maometto che deve andare alla montagna oppure è la montagna che deve muoversi. Traslando la similitudine alla nostra federazione, la domanda che molti si stanno facendo è: “ma a Roma chi ci va a gestire la Fidal”?
Arese, che timido non è, ha candidamente ammesso in assemblea che lui purtroppo (?) non può ancora fare il Presidente a tempo pieno. Oggi propone un altro piemontese a segretario federale. Un altro già nel recente passato ha fatto da consulente per l'ambito comunicazione/stampa. Qualcuno ha pensato che forse una struttura di tale complessità non funziona bene se non c'è fisicamente un capo e un gruppo dirigente presente in loco che la dirige? L'auspicio è che la candidatura alla segreteria federale di Renato Montabone (di cui mi si dice comunque un gran bene) sia ben valutata e soprattutto che tali valutazioni vengano fatte a seguito di precise garanzie (non promesse, garanzie) di presenza giornaliera a Roma in Fidal.
Sul nome di Uguagliati non mi pronuncio perché il ruolo è molto delicato e per nulla definito. Quella del CT può essere una figura esclusivamente operativa o una figura di raccordo tra pensiero (dei dirigenti) e azione (dei tecnici) o ancora può essere una figura strategica con funzioni anche propositive. Insomma prima bisognerà capire cosa la dirigenza chiederà al CT e poi si potrà valutare se la persona proposta è adatta al ruolo. Già quattro anni fa la politica ha bruciato un uomo di enorme valore umano e professionale come Nicola Silvaggi facendo proprio l'errore di non definire bene i ruoli e i compiti suoi e dei politici di raccordo. Ci auguriamo che questa esperienza abbia fornito i giusti input per evitare errori simili in futuro.

E fin qui abbiamo parlato della “vecchia Fidal” ora solo un piccolo accenno alla “cara Fidal” cioè una struttura che potrebbe spendere meglio o meno denaro di quello che attualmente spende. Faccio solo un paio di esempi perchè ovviamente non voglio parlare dei fatti specifici bensì del metodo che a mio modo di vedere deve essere ri-pensato.
Partiamo dal rapporto Rai-Fidal. Il presidente Arese ci informa che con molta probabilità ci saranno tagli che limiteranno le entrate di questa voce di un 25%. Alla luce della brutta notizia ci si chiede ad esempio se non si potrebbe risparmiare sul service che un'azienda privata svolge durante le gare “top events” la cui unica funzione è pilotare le immagini sul tabellone gigante dello stadio. Mi spiego meglio: mi si informa che la Fidal paga un'azienda solo ed esclusivamente per produrre e gestire le immagini da mandare sul tabellone gigante dello stadio quando nelle gare di questo livello esiste sempre una produzione Rai a cui chiedere le immagini o, in alternativa le immagini sono già prodotte da Fidal da un altro service. Mi faccio quindi alcune domande: è stata valutata la reale utilità della cosa? E se si, è stata fatta una gara per questo tipo di incarico per spuntare il miglior rapporto prezzo/servizio?

Ancora un esempio per la “cara Fidal” e poi mi fermo. Lo sapevate che, sempre per le gare top events (Campionati Italiani, Finali CdS, Campionati Italiani Indoor e altri) esiste una persona incaricata che da Roma parte per curare esclusivamente le premiazioni? Ora sono certo che l'esigenza di uniformare il protocollo di premiazione sia un qualcosa di molto importante e delicato però credo che ogni società che organizza un evento di tale portata, visto che riesce a gestire tutto il resto, potrebbe essere in grado di gestire anche le premiazioni, magari con le indicazioni dell'esperto ben scritte in un documento. Mi si potrà obiettare che sono economie di poco conto ma ribadisco che il problema è il metodo in generale, non il singolo episodio. Ne ho riportati due solo per dare il senso di quello che sto dicendo. Devono esistere regole chiare e visibili per il denaro da spendere perché se qualcuno l'avesse dimenticato, la Federazione gestisce denaro pubblico. Col proprio denaro ognuno fa come vuole ma qui stiamo parlando di una federazione sportiva e di soldi che vengono dalle nostre tasche!

Chiudo qui (per il momento) con la “cara e vecchia Fidal” nella speranza che il nuovo consiglio federale abbia la forza e la lucidità di capire se la direzione intrapresa è giusta. L'ho già detto in assemblea ma lo voglio ripetere anche qui: i 210 delegati dell'assemblea e i relativi 18 consiglieri federali eletti portano sulle loro spalle le aspettative e le esigenze di oltre 150 mila tesserati. Mi auguro che i signori consiglieri tengano in debita considerazione tale aspetto e si comportino di conseguenza.

fonte: Redazione

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