I RITIRI POST-OLIMPICI: NAOKO TAKAHASHI

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La maratona in Giappone viene considerata da sempre come una sorta di religione, con un numero di praticanti assai elevato. La vittoria di Naoko Takahashi alla maratona olimpica di Sydney 2000 venne considerata all'epoca,come una sorta di atto riparatorio visto che fino ad allora il supremo alloro olimpico era sempre sfuggito alla nazione del sol levante (ai Giochi di Berlino1936 vinse Kitei Son, però di fatto un coreano, costretto a correre per lo stato che aveva sottomesso la propria nazione).

Nata il 06.05.1972 a Gifu, cittadina ad una trentina di kilometri da Nagoya, da bambina aveva imparato a suonare il pianoforte sognando una carriera da concertista. Invece, invogliata anche dal fratello Teturo è diventata una fondista. Alle scuole medie le prime corse ma ha iniziato a farsi notare all'università di Osaka e, nel 1995 passando sotto la guida di Yoshio Koide, la svolta della carriera passando alle lunghe distanze.

Nel 1996 si migliora nei 5000mt. (15:37″15) e nei 10000mt. (31:48″23). L'anno seguente segna l'esordio nella maratona giungendo settima ad Osaka (26.01) con il tempo di 2h31:32. Ai campionati mondiali di Atene 1997 ha partecipato ai 5000mt. senza brillare particolarmente piazzandosi tredicesima. L'anno seguente sarà denso di soddisfazioni e di successi. Si impone in primavera a Nagoya con il tempo di 2h25:48 nella maratona che assegna il titolo nazionale; successivamente ai Giochi Asiatici svoltisi a Bangkok nel dicembre 1998, Naoko non si limita a conquistare la medaglia d'oro ma stravince fermando il cronometro a 2h21:47, all'epoca 5a prestazione all-time. La gara venne disputata in condizioni climatiche proibitive: temperature oltre i trenta gradi, umidità elevata. Al ritorno in patria viene accolta da trionfatrice, improvvisando una conferenza stampa estemporanea all'aeroporto. Ai mondiali di Siviglia 1999 l'atleta è una delle più attese ma un infortunio la costringe al ritiro.

Il ritorno è datato 12.03.2000 ed è in grande stile: vince infatti la maratona di Nagoya sfiorando con 2h22:19 il personale. L'apice della carriera, come detto, con la conquista dell'oro olimpico a Sydney 2000: vince in 2h23:14. Quel 24 settembre costruisce la sua vittoria nella seconda parte di gara imponendo un ritmo insostenibile per le avversarie delle quali, l'ultima ad arrendersi, sarà la rumena Lidia Simon finita ad otto secondi; assai più lontane le altre. Grandissimi festeggiamenti al rientro il patria dove Naoko diviene addirittura la protagonista di un fumetto.
Un altro straordinario successo l'anno seguente a Berlino dove si impone in 2h19:46, tutt'ora 8a prestazione all-time della specialità. Con la maratona tedesca l'atleta giapponese dimostra di avere un ottimo feeling visto che l'anno seguente si ripeterà bissando la vittoria il 29.09.2002, ancora con un tempo d'eccellenza assoluta (2h21:49).

Nelle stagioni successive ha dovuto fare i conti con problemi fisici che le hanno impedito di difendere l'oro olimpico ai Giochi di Atene 2004, fino all'annuncio dell'abbandono definitivo avvenuto pochi mesi orsono. Gli altri primati personali di Naoko Takahashi sono 1h08:55 (mezza maratona/Chiba 23.01.2000), 31:48″23 (10000mt/Osaka 09.06.1996), 15:21″15 (5000mt/Osaka 09.05.1998). La rivista Trackandfieldnews l'ha incoronata miglior maratoneta dell'anno nel 2000 piazzandola nella top-ten anche nel 1998, 2001, 2002, 2005.

fonte: Rivista Atletica Leggera
fonte foto: www.japan-zone.com

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