A MOSCA BUON ESORDIO PER CERUTTI. HOWE VINCE MA SI FRENA.

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Debutto vincente per il velocista torinese che si impone sui 60 metri al Russian Winter. Andrew Howe nel lungo va sopra gli 8 metri, ma si ferma. Collio risponde da Lipsia sui 60 con 6.66.

Ci tiene a far bella figura in casa tra un mese, e le premesse sono più che incoraggianti. Fabio Cerutti torna dalla capitale russa con il sorriso in faccia, contento per una doppietta vincente sui 60 metri con buone prestazioni cronometriche: 6.66 in batteria e 6.64 in finale vanno bene per un esordio che dovrà portarlo a ridosso del record italiano da qui ad un mese. L’azione di corsa è ancora poco fluida, la partenza buona ma non stravolgente soprattutto in finale. L’impressione è che l’azzurro sia cresciuto soprattutto di forza, i carichi invernali dovranno essere smaltiti gradualmente ed i margini di miglioramento ci sono tutti. Per la cronaca sono finiti dietro Cerutti lo statunitense Joshua Norman in 6.66 e l’ucraino Igor Bodrov con 6.67.

Una bella soddisfazione per il nostro velocista, che avrebbe fatto il paio con il debutto vincente di Andrew Howe, se non fosse per un subdolo risentimento muscolare per il portacolori dell’Aeronautica.
Tutto è accaduto alla seconda prova, dopo che un inedito Howe con baffi e barbetta, aveva espresso una buona azione in un primo tentativo da 8,02, misura che lo conserverà in testa per il resto della gara, davanti al francese Gomis ed al brasiliano Bispo. Buona rincorsa, stacco deciso e finalmente chiusura degna di tal nome, a strappare un sorriso di apprezzamento anche a Mike Powell in tribuna.
Poi il secondo salto: parabola decisamente più corta del primo, 7.87, chiusura più scomposta e subito la mano al bicipite femorale. Howe esce dalla buca con un gesto di stizza, un acciacco di piccola entità, ma serio quanto basta per mettere l’azzurro fuori gara per i successivi tre tentativi. Ultima prova nulla a chiudere una gara tutto sommato soddisfacente. A vedere il bicchiere mezzo pieno Andrew è apparso decisamente più brillante di quello della scorsa estate, si vede che si è lavorato parecchio in questo inverno. Ancora l’azione ha bisogno di ritocchi e di maggiore incisività, ma nel complesso è un buon Howe in linea con la marcia di avvicinamento verso gli Europei di Torino. Lì le “chances” di vittoria dovranno essere spese bene, anche perché se è vero che mancherà il numero 1 Saladino, ci saranno diversi avversari pericolosi, su tutti il greco Louis Tsatoumas già capolista stagionale con 8.20. Ora l’attenzione sarà riposta a riassorbire il problemino muscolare, per farsi trovare pronto con la Nazionale a Tampere la prossima settimana.

Fenomenale è stata poi la gara di salto in alto, illuminata da un Ivan Ukhov in forma smagliante. L’alternativo saltatore russo si è arrampicato in cielo fino a 2,35, con un salto che ha fatto tremare la struttura in muratura dello stupendo impianto del CSKA. Sarà lui l’uomo da battere in questo inverno al coperto, e per il momento non si vedono avversari in grado di impensierirlo. A Mosca è finito secondo il connazionale Shustov con 2.28, terzo il cipriota Ioannou con 2.24, in una gara che ha visto la partecipazione anche di Filippo Campioli non meglio di 2,20.

Altra azzurra in gara è stata Anita Sebastian Pistone sui 60 metri, con un buon 7.37 in una batteria che ha anche regalato la presenza di una vecchia gloria come Irina Privalova, ancora capace di correre in 7.43, lei che tuttora è primatista mondiale sulla distanza con un 6.92 datato 1993.
La vittoria in finale è andata ad una pimpante Anna Geflifk con 7.18.

Spettacolo è poi stato con il 1000 maschile, che vedeva alla partenza anche l’idolo di casa Yury Borzakovsky, autore della consueta rimonta finale in una gara condotta a ritmo elevato sin dall’inizio con il trio africano Bett, Keitani e Ali Belal Mansoor a condurre. Fuori la lepre Bett, è stata sfida fino all’ultimo giro fra Keitani e Mansoor, poi ci ha pensato il russo ad infiammare il pubblico: 200 metri lanciati a riprendere i primi due, superato Mansoor, solo il keniano è rimasto imprendibile al primo posto: 2:16.76 il responso, contro il 2:17.10 di un Borzakovsky ancora molto competitivo.
Gara accesa anche al femminile, con la scuola russa che continua a produrre ottime individualità. Vittoria per Anna Alminova su Maria Savinova, 2:34.30 contro 2:34.56, a precedere Oksana Zbrozhek per un podio tutto russo, con l’esperta Tatyana Petlyuk solo quarta in 2:36.71.

Sui 60 hs doppio successo russo con Borisov e Pavliy a dominare. Il primo chiude in un buon 7.59 sullo statunitense Akins (7.68) e su Ladji Doucourè, non meglio di 7.77. La Pavliy vince in 8.02.
Nell’asta maschile ha sbancato il francese Rene Lavillenie, classe 1986, con un 5.81 che ha messo fuori gioco l’armata rossa composta dai vari Gerasimov, Lukyanenko e Pavlov, quest’ultimo peraltro mai in gara con tre errori alla misura d’entrata.
Bella gara di salto in lungo femminile con altre giovani russe in fermento: Olga Kucherenko si è imposta con 6.81 sulle connazionali Anastasya Taranova-Potapova (6.71) e Yelena Sokolova (6.67), per la serie… miniera senza fondo.
Record nazionale infine per Maksim Dyldin sui 300 con 32.93, mentre tra le donne il successo è andato a Antonina Krivoshapka con 36.38, a precedere Yulya Guschina con 37.15.

Da Lipsia: esordio a sorpresa per Simone Collio in Germania. Ufficialmente sarebbe dovuto scendere in pista fra una settimana, ma la voglia di saggiare la condizione ha suggerito al finanziere di presentarsi alla partenza dei 60 metri al meeting di Lipsia. Gara controllata in batteria, senza spingere fino in fondo, e con un responso cronometrico di 6.66. Poi la rinuncia precauzionale alla finale per un crampo al polpaccio. Da qui ad un mese ci sarà da divertirsi con la velocità azzurra.

Tutti i risultati al seguente link: www.rusathletics.com/russianwinter/rez-e.htm

fonte: Redazione; rusathletics
fonte foto: Simone Proietti

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