COPPA EUROPEA DEI CAMPIONI DI CROSS AD ISTANBUL

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È curioso che la Coppa Europea dei Campioni per club si disputi in Asia, ma non deve stupire quando la città ospitante è quella di Istanbul, a cavallo tra i due continenti. È sulla costa asiatica infatti che è situato il circuito di Üsküdar, dove sono chiamati alla sfida i team vincitori dei rispettivi campionati nazionali di corsa campestre.

Per l’Italia sono presenti la squadra maschile delle Fiamme Gialle e quella femminile dell’Esercito, mentre tra le compagini under 20 sono in gara i triestini del Marathon e le abruzzesi dell’Atletica Gransasso.
Tra i protagonisti annunciati il finanziere Andrea Lalli, neocampione europeo under 23 di cross, e la siepista olimpica Elena Romagnolo, punte di diamante delle rispettive squadre.
Dei due sarà il solo Andrea Lalli a salire sul podio, sulla terza piazza, mentre Elena Romagnolo si accontenterà di un buon settimo posto. Puntavano probabilmente a piazzamenti ancora più prestigiosi, ma il loro rendimento è stato condizionato da un tracciato così faticoso che lo stesso Lalli non ha esitato a definire massacrante.

Il dislivello del tracciato ed il terreno estremamente fangoso hanno reso infatti il percorso particolarmente pesante ed il pensiero dei campionati italiani di società della prossima settimana ha probabilmente indotto gli atleti ad affrontare la gara con la dovuta prudenza.
Nella prima parte della gara maschile sono però i nostri finanzieri a dettare l’andatura: subito davanti Gabriele De Nard, lo seguono a distanza ravvicinata Andrea Lalli, Giovanni Gualdi, Stefano Scaini e Salvatore Vincenti.
Al terzo chilometro il turco Anis Selmaouni tenta l’allungo ed il gruppo si sgrana, Lalli resta sulla scia del turco mentre De Nard scivola di qualche posizione.
Verso metà gara è Alemayehu Bezabeth (Bikila Toledo/Spagna) a prendere l’inizativa passando in testa mentre Lalli è nel sestetto che si avvia a riagganciare l’atleta turco. Tra loro anche Mustafa Mohamed (Halle IF/Svezia) che poco dopo si stacca per lanciarsi all’inseguimento di Bezabeth, che riesce però a mantenere il comando della gara fino al traguardo.
Nel corso dell’ultimo giro rinviene prepotentemente Andrea Lalli che recupera alcune posizioni e conclude in terza posizione, ad appena quattro secondi dall’argento e nove dall’oro.
Circa mezzo minuto di ritardo per Gabriele De Nard (11°), più distaccati Salvatore Vincenti (28°), Giovani Gualdi (33°) e Stefano Scaini (35°).
Vince la Coppa la squadra portoghese del Maratona Clube che colleziona quattro piazzamenti nei primi dodici posti, al secondo posto il team turco ed al terzo quello spagnolo, mentre le Fiamme Gialle si classificano al quinto posto.

Riesce a fare meglio la squadra femminile italiana, il team dell’Esercito, che per un soffio non sale sul podio. Grazie alle buone prove di Elena Romagnolo (7.a), Fatna Maraoui (12.a) e Federica Dal Ri (16.a) conquista infatti il quarto posto. Vince il team turco di Üsküdar, con quattro atlete nei primi sei posti, seguono le portoghesi del Maratona Clube e le russe del Moscow.
A completare il punteggio italiano il 25° posto di Giulia Francario, tallonata dalla compagna di squadra Barbara La Barbera (26.a); leggermente distanziata Valentina Costanza (36.a).
Oro ed argento individuale alle atlete di casa Almitu Bekele Degfa e Linet Masai, bronzo per la russa Tatiana Petrova.

Si difendono egregiamente anche le nostre squadre under 20, entrambe con un pregevole sesto posto di categoria: compatta la squadra triestina del Marathon che manda a punti Federico Viviani (18°), Luca Sponza (29°), Andrea Wruss (35°) e Francesco Limoncin (38°), mentre le abruzzesi dell’Atletica Gransasso si sono affidate soprattutto alle brillanti prestazioni individuali di Veronica Inglese (6.a) e Federica Cerutti (12.a), seguite da Lucia Rosso (38.a) e Giulia Zappacosta (51.a).

Al termine tutti soddisfatti tranne un gruppo di ambientalisti che ha manifestato sonoramente per protestare contro i danni subiti dal parco per ospitare l’evento sportivo. Non si può negare che le ruspe abbiano lasciato dei segni sui fianchi verdeggianti delle colline, ma è pur vero che la natura provvederà presto a sanare queste ferite e non tarderà a crescere nuovamente l’erba: fortunatamente si trattava di una corsa campestre, non di una gara di Formula Uno!

(Nella foto Andrea Lalli mentre taglia il traguardo ad Istanbul)

fonte: Redazione
fonte foto: Alessandro Parlante (atleticats.com)

ALLEGATO: ANet_news_I_risultati_1.2.2009.pdf (106 Kb)

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