INCONTRO FEDERAZIONE – GGG- ATTO SECONDO

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

L'intervento di Scorzoso è durato una mezzoretta. Alle 11.45 è iniziato quello di Lamberto Vacchi che ha illustrato agli astanti, supportato dai tre componenti la commissione, le ormai famose “linee guida”, e aprendo, di volta in volta, la discussione sui vari punti.
Il Titolo I (Natura – funzioni – sede) sembrava il più scontato e invece queste tre righe contengono tutto lo spirito innovativo del quale la Fidal si è pervasa nell'aprire il dialogo con il GGG.
L'aspetto organizzativo sottolineato, e del quale viene chiesto al Gruppo il coinvolgimento e l'integrazione, racchiude a mio avviso lo spirito nuovo che deve animare l'attività dei giudici nei rapporti con la Fidal. Ovviamente il concetto non può essere letto solo in una direzione, ma i suoi contenuti devono valere anche per la Fidal nei confronti del Gruppo. Quindi piena autonomia giudicante e completa gestione della competenza tecnica, senza tuttavia che venga trascurato l'utilizzo pieno e convinto delle autonomie organizzative della Fidal che lei stessa mette (o metterà) a disposizione del Gruppo.
In buona sostanza il Gruppo non deve essere “una parte di…” ma “parte integrante di….”.
Quindi va abolita la frase (confesso da me spesso usata) rivolta ai membri federali (di tutti i livelli)…che inizia con il “voi” rivolta ad essi…e sostituita con il più coinvolgente e corretto..”noi”!.
Si è parlato della presenza dei giudici nel Consiglio Federale. Lo statuto (formulato sugli schemi CONI) vieta la elezione di un giudice in questo organismo in quanto se ciò avvenisse il giudice assumerebbe la qualifica di “consigliere federale” e quindi perderebbe le sue prerogative. In Consiglio Federale c'è invece (da sempre) posto per il Segretario Nazionale che ha ampia facoltà di parola e di proposizione.
Dobbiamo approfittare di più di queste opportunità.
Come detto sopra la salvaguardia della nostra autonomia è fuori discussione, però si sollecita, auspica, richiede la unicità del nostro Gruppo nell'ambito della struttura federale.
Su questo punto esposto direi con molta lucidità e convinzione da Lamberto Vacchi sono intervenuti Chierici (Veneto), Pallicca (Toscana) e Manzo (Campania)
Mi rendo conto che è difficile esporre concetti che si sviluppano attraverso discussioni nelle quali ognuno porta il suo contributo. Spero di riuscirci.
Titolo II – Struttura e organizzazione
Niente da eccepire sulla scelta del Segretario Nazionale che viene scelto fra i giudici (di ogni ordine e grado) dal Presidente e la cui nomina viene ratificata dal Consiglio Federale.
Si è fatto cenno alla proposta presentata a suo tempo (e mai esaminata dalla Fidal) di far scegliere il Segretario dal Presidente fra i giudici eletti in Giunta Nazionale. Acqua passata ma tutti consci che la proposta non sarebbe mai passata.
Sulla elezione del Coordinamento Tecnico (nuova denominazione della Giunta Nazionale) si è aperto ampio dibattito.
La formula dei tre più tre non era piaciuta.
Chierici (Veneto), da me sostenuto, ha provato a riproporre la gradualità dei voti (per eleggere i tre non scelti) a seconda della “importanza” (attività, numero di giudici etc.etc.) della regione, ma subito è arrivato il diniego dalle regioni del sud che vedevano messo in discussione e sminuito il loro ruolo elettorale.
Allora la discussione si è spostata sulle modalità da attuare per i tre che avrebbe scelto il Segretario Nazionale e io ho ipotizzato che si potesse procedere su questa strada facendo però segnalare alle Regioni una rosa di nomi dai quali il Segreterio avrebbe potuto scegliere i suoi tre “fedelissimi”.
C'è stato a questo punto un intervento a mio avviso poco chiaro da parte di Giovanni Cappiello al termine del quale non ho potuto fare a meno di dire: “scusa Giovanni ma allora che siamo venuti a fare qui oggi?”
Invece da quell'intervento è scaturita una proposta importante che è stata subito condivisa dai più “attenti”: non più tre i nominativi che il Segretario Nazionale avrebbe scelto..ma tutti e sei!
Lui stesso si sarebbe scelto la squadra con la quale operare.
Squadra da formare però attingendo da nominativi segnalati dalle Regioni. Cioè ogni Regione potrà segnalare una rosa nominativi di giudici (anche di altre Regioni e da quantificare) che ritiene validi per governare il Gruppo.
Ma attenzione! A questo punto è stata chiamata in ballo la Consulta Nazionale (ex Consiglio Nazionale) alla quale è stato affidato un compito di attenta sorveglianza sull'operato del Coordinamento (ex Giunta) con segnalazione di sfiducia al Segretario Nazionale di uno o più membri che,non essendo eletti ma nominati, potranno essere rimossi dall'incarico e sostituiti con altri sempre scelti dal Segretario.
La nostra proposta ha spiazzato la Commissione che mai si sarebbe aspettato una simile soluzione del problema!
La proposta è piaciuta molto ai “federali” che hanno potuto così dire addio all'election day!
Ma non solo per questo è piaciuta la proposta! Affidare al Segretario la scelta degli uomini con i quali operare è stato un segnale di grossa fiducia per il soggetto, che però si assume in questo modo la piena responsabilità del suo mandato. Si eviteranno così le “pastette” elettorali combinate in passato da qualche candidato pencolante e si potrà contare su uomini (segnalati dalle Regioni) di provata (ci si augura) capacità!
Una richiesta di pareri ha trovato tutti i fiduciari d'accordo, con l'unica raccomandazione del controllo e dell'intervento da parte della Consulta.
Se ben ricordo il solo Manzo ha eccepito con “sei tutti eletti”, ma non sono sicuro se nella circostanza era serio o ironico.
Nessuna novità a questo punto per le elezioni provinciali e regionali.
Vacchi ha precisato che solo un errore ha escluso dal quadro organico dei giudici i “provinciali” che rimangono ben definiti nel loro ruolo.
Si è parlato poi degli “ausiliari” e si è detto chiaramente che non fanno parte dell'organo giudicante, se non dopo aver fatto un corso appropriato.
Ma come reclutarli?
La mia proposta (che proprio mia non è ma di uno che di cose di atletica ne capisce molto) è stata questa: “Si consiglia di proporre una sorta di vincolo nel tesseramento, dove le società con affiliazioni in più categorie (anche e e soprattutto master) si devono impegnare a far frequentare un corso giudici ad un loro associato (uno ogni x tesserati), pena l'aumento della quota di affiliazione. Questa norma risponde al principio: lavoriamo insieme per l'atletica! Che è il nuovo messaggio federale.”
Scorzoso mi è sembrato molto interessato alla proposta dagli appunti che ha preso.
Dal momento che c'ero ho “sparato” altre due proposte.
La prima è quella mirata a non disperdere il cumulo di esperienze acquisite dagli anni dai giudici “vecchi” (io ovviamente mi sono tirato fuori…), alcune addirittura compendiate in pubblicazioni, ma di utilizzare questo patrimonio dando a questi giudici la possibilità di farne partecipi anche i più giovani.
Poi ho proposto la costituzione di un “Comitato scientifico” (si chiama così anche in altri campi, ma non perchè è composto da scienziati) che curi la pubblicazione di studi, storie, documenti da mettere a disposizione dei giudici in forma cartacea oppure mediatica in modo da fare “cultura”, elemento ci cui molti hanno lamentato la presenza nel nostro mondo.
Poi si è parlato delle Commissioni che subiranno variazioni compositive e operative. Ma questi argomenti esulano dalle linee guida e saranno messi a fuoco dai nostri “legislatori”!
Tutti questi elementi, compreso l'atteso e “gettonato” argomento del gettone di presenza saranno oggetto di attenzione da parte della Commissione che preparerà i documenti relativi in tempo affinchè possano essere portati all'approvazione del Consiglio Federale del 13 marzo p.v.
Le modifiche da apportare sono molte, particolareggiate, delicate. Devono essere quindi oggetto di attenzione e poi, alcune, devono essere “testate” prima di verificarne l'efficacia.
Contrariamente a quanto pensavo (e l'ho anche scritto) sono tornato da questa riunione abbastanza soddisfatto.
Non ho visto in pericolo la nostra autonomia ne tantomeno la democraticità all'interno del nostro Gruppo.
Concludo segnalando che alla ripresa delle attività pomeridiane. Dopo un “catering” inferiore a quelli in precedenza sperimentati, Rino Manzo ha potuto fare il suo intervento. Un intervento accorato, sentito, ma, a mio avviso, non molto riflessivo sugli aspetti chiamati in causa dalla Fidal.
Rino ha giustificato l'operato della Giunta e accusato la Fidal di non essersi comportata bene nei confronti dell'organismo e dei suoi componenti.
Su questo mi trova d'accordo. Sarebbe bastata una lettera di ringraziamento e di ben servito dal momento che lo stesso Scorzoso ha detto che non tutto il loro operato è stato censurabile.
Scorzoso non ha dato a Manzo risposte, per lui, esaurienti ma d'altra parte le rimostranze andavano fatte al Presidente. Scorzoso non era stato delegato a farlo.
Non mi piaciuto Rino quando ha chiesto che non si censurasse troppo la Giunta e mi ha rimproverato di aver criticato l'andamento dei corsi. Io ho precisato che era mia intenzione criticare solo quello dei giudici di partenza (opinione condivisa anche da altri membri di Giunta) dove ho competenza specifica, ma che la mia critica era rivolta a molti altri punti della relazione del Segretario.
Rino ha tentato di eccepire ma a mio conforto è intervenuto Scorzoso, presente all'ultimo Consiglio Nazionale, il quale ben ricordava che io avevo criticato la relazione usando la frase che il suo contenuto non mi pareva tutto “rose e fiori”.
Rose e fiori che oggi, giorno di San Valentino, dedico al futuro del GGG, con l'augurio personale che di questa ristrutturazione possa vederne a breve i risultati. Se questi tarderanno ad arrivare…vorrà dire che qualcuno me li racconterà!
La riunione si è conclusa quando erano all'incirca le 16.30.

fonte: Redazione Atleticanet

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