EUROINDOOR TORINO 2009 – IL BILANCIO

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

I Campionati Europei indoor di Torino si sono chiusi nel migliore dei modi per la squadra azzurra, con la bellissima e inaspettata vittoria nella staffetta 4×400, ritenuta da molti (soprattutto dagli anglosassoni) la cartina al tornasole di un intero movimento atletico. Impresa storica quella compiuta dai quattro ragazzi azzurri, se si considera che per l'Italia è la prima medaglia d'oro in una staffetta nella storia delle grandi manifestazioni internazionali (cioè Mondiali ed Europei, all'aperto e indoor, oltre ai Giochi Olimpici). Jacopo Marin ha lanciato bene il quartetto nella delicata prima frazione, con un calo nel finale prontamente rimontato da Matteo Galvan, poi Domenico Rao ha tenuto per consegnare il testimone nelle mani di un Claudio Licciardello in stato di grazia, che si è bevuto nel rettilineo finale il britannico Taylor e il forte russo Dyldin, spinto dal tifo dell'Oval Lingotto.
Una piccola nota negativa: per la 4×400, non è stata effettuata la premiazione subito dopo la gara, negando agli spettatori paganti il piacere di ascoltare l'inno di Mameli. Peccato. Si è deciso di ospitarla tra pochi intimi all'interno del banchetto finale, riservato a una ristretta cerchia di invitati. Probabilmente anche per gli stessi atleti ci sarebbe stata più soddisfazione nel ricevere le medaglie tra gli applausi del pubblico.

La staffetta è stato l'ultimo atto di un Europeo in cui l'Italia ha raccolto un bottino ricco: sei medaglie (due per ogni metallo), come nella precedente edizione di Birmingham 2007, con una d'oro in meno e una d'argento in più. Stavolta però 15 atleti si sono piazzati tra i primi otto, mentre due anni fa furono 9. Non erano così tanti dall'edizione di Genova '92 ed è evidente che il "fattore campo" ha giocato un ruolo decisivo, fornendo grosse motivazioni agli atleti, sia in fase di preparazione invernale che durante le gare.
Il primo oro era stato vinto dal triplista Fabrizio Donato, che finalmente è riuscito ad esprimere tutto il proprio valore, dopo essere stato condizionato a lungo dagli infortuni. Ha vinto con un gran balzo a 17.59, migliorando il suo recente record italiano e arrivando a un solo centimetro dal primato all'aperto. E pensare che avrebbe anche potuto rinunciare alla stagione indoor, se si fosse operato per risolvere il problema di ernia inguinale che lo affligge ormai da un anno. L'appuntamento con l'Euroindoor casalingo lo ha convinto a stringere i denti ed è stato ripagato.
Claudio Licciardello, prima dell'oro in staffetta, era già soddisfatto per il secondo posto nella prova individuale, in cui si è dovuto inchinare soltanto allo svedese Wissman, che ha corso molto forte (45.89) ed era difficilmente battibile anche se la finale si fosse svolta in modo diverso.
Due medaglie azzurre sui 60 metri: argento e bronzo, come accadde a Liévin '87. Allora furono Pavoni e Ullo, stavolta Fabio Cerutti ed Emanuele Di Gregorio. Se il torinese corona il sogno di conquistare una medaglia nella sua città, per il 28enne siciliano è l'inizio di una nuova carriera, che lo proietta in una dimensione internazionale. Entrambi sono stati battuti dal discusso britannico Chambers, che in semifinale aveva fatto stoppare il cronometro su 6.42, primato europeo.
Bronzo anche per Elisa Cusma, ottenuto con grinta in una gara condotta su ritmi folli e vinta dall'inattesa russa Savinova. Per un metallo più pregiato, la modenese sarebbe dovuta scendere sotto il proprio record italiano, quindi c'è ben poco da rimproverarle.

Tra gli altri azzurri, va elogiato il quarto posto di Filippo Campioli, bravo a saltare 2.29 nell'alto e un po' sfortunato, perché con un errore in meno avrebbe acciuffato l'argento. Positive le prove dei finalisti nella velocità: il ventenne Matteo Galvan e Daniela Reina sui 400, Anita Pistone e Maria Aurora Salvagno sui 60. Oltre a Donato, primato italiano anche per William Frullani nell'eptathlon (5972, bel sesto posto a soli nove punti dal quinto) e Anna Giordano Bruno nell'asta, a eguagliare il record di 4.40 con una splendida qualificazione priva di errori, che non potrà essere cancellata dai tre nulli a 4.20 in finale.
Gare senz'altro oneste per i mezzofondisti altoatesini Weissteiner (quinta), Obrist (sesto) e Rifesser (eliminato in semifinale), mentre ci si attendeva di più dalle pesiste: Assunta Legnante era in grado di prendere il bronzo (ha chiuso quinta), Chiara Rosa ha patito la tensione e non si è qualificata per la finale.
Francesca Doveri non ha sfigurato nel pentathlon (nono posto), Martina Giovanetti ha superato un turno sui 60 così come Micol Cattaneo, che poi ha mancato una finale alla sua portata, e Nicola Ciotti nell'alto è stato l'unico a non qualificarsi con 2.27.

In una squadra numerosa, non tutti potevano brillare. Alcuni giovani hanno pagato lo scotto della prima volta in un grande evento: Greco, Tremigliozzi, Vicenzino non si sono espressi sugli standard degli ultimi tempi, ma avranno modo di rifarsi.
Deludono Simone Collio (forse penalizzato da un malanno alla schiena) e Magdelin Martinez. Male Gibilisco nell'asta con tre nulli a 5.55, Piantella ha fatto esperienza ed Elena Scarpellini non ha recuperato dal recente infortunio, fermandosi a 4.25. Ritiro sui 3000 per Floriani e opaca la Romagnolo, potevano far meglio anche l'ostacolista Abate e Bettinelli nell'alto. All'ultimo momento ha rinunciato una protagonista attesa, Antonietta Di Martino. La cavese, febbricitante, non si è presentata in pedana per la qualificazione di un salto in alto di livello non stratosferico (1.85 per entrare in finale, 1.96 per la medaglia), che ha regalato una delle più grosse sorprese dell'Europeo: la sconfitta della favorita Blanka Vlašić, che stavolta ha perso contro se stessa più che con le avversarie, non essendo stata capace di saltare 1.96.

La prestazione più clamorosa è stata quella del tedesco Sebastian Bayer, volato fino a 8.71 nel lungo: record europeo, aggiungendo ben 54 centimetri al personale, un'impresa che in un certo senso ricorda quella di Bob Beamon ai Giochi del '68 (quando passò da 8.33 a 8.90). Un salto che è il secondo di sempre in sala, a soli 8 cm dal primato mondiale di un certo Carl Lewis.
La Russia ha dominato il medagliere: 18 podi complessivi, 10 ori di cui ben 8 al femminile, con l'Italia ottima terza assieme alla Francia e dietro alla Germania. Strapotere russo anche nella classifica a punti, dove gli azzurri sono quinti.
A Torino ha lavorato bene il comitato organizzatore, abile nel far fronte alle difficoltà del complesso evento, grazie al supporto finanziario di istituzioni e sponsor e ai tanti volontari. Successo anche di pubblico, che soprattutto nei pomeriggi di sabato e domenica ha gremito le tribune dell'Oval Lingotto, partecipando con calore.

In conclusione, una novità: Atleticanet vuole eleggere la sua Miss Euroindoor 2009, cioè l'atleta che secondo noi si è maggiormente fatta apprezzare per la propria avvenenza. Compito arduo per l'abbondanza di concorrenti, ma alla fine abbiamo scelto la ventiseienne slovena Snežana Rodić, sesta nel triplo. Una presenza che non passa inosservata: fisico statuario (180 cm per 65 kg) e un bel viso, incorniciato anche in pedana da un trucco che ne esalta la femminilità.


Nella foto: Claudio Licciardello esulta all'arrivo della vittoriosa staffetta 4×400. E' il protagonista azzurro degli Europei indoor di Torino 2009, con due medaglie (un oro e un argento).

 

Link ad una ricca galleria fotografica relativa agli euroindoor di Torino (a cura del sito apphotosport) http://www.apphotosport.com/Gallerie/Torino2009/
 

 

fonte: Redazione
fonte foto: Simone Proietti – Atleticanet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *