GLI EUROPEI DI DONATO: FU VERA GLORIA?

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Consentitemi di presentarmi: sono Roberto Pericoli, allenatore di Fabrizio Donato dal 1995 quindi in qualche modo co-autore nel bene e nel male delle sue prestazioni. In questi anni ho visitato il sito da semplice osservatore, senza entrare nel merito di questioni e opinioni che potevano in qualche modo chiamarmi in causa: nel corso degli anni Donato ha trovato spesso spazio nel forum per le sue contro prestazioni mentre meno risalto ho trovato dopo la medaglia sfiorata di Valencia 2008, per non parlare dei quarti posti di Vienna e Monaco 2002 o dei due successi in coppa Europa; ho spesso preso atto delle critiche al suo rendimento nelle grandi manifestazioni, trovandole in alcuni casi condivisibili, mentre in altri mi sono parse feroci, talvolta anche in modo gratuito. Comunque non è il vittimismo che mi spinge ad intervenire per la prima volta, anche se non capisco come nell’accurata analisi degli Europei fatta da utenti del forum sia potuto sfuggire un accenno all’unico oro individuale azzurro…. In realtà vorrei fare alcune considerazioni su ciò che ho letto in questi giorni.

La “pedana magica”: il manto del PalaOval era composto dalle stuoie Mondo usate lo scorso anno a Genova, incollate su 2cm. di legno multistrato a sua volta fissato ad un telaio metallico rialzato dal pavimento; tale pedana era simile a quelle usate ai mondiali di Budapest 2004 e Mosca 2006 sulle quali i risultati non erano mancati (WR di Olsson, 17,74 di Davis e NR della Martinez) ma sulle quali Donato aveva mancato l’accesso alla finale… dateci almeno atto che questa volta ci abbiamo lavorato su!!

La “formula a sei salti garantiti”: consentitemi di dire che in presenza di una potenziale scrematura dopo tre salti l’approccio alla gara sarebbe stato un tantino diverso… l’ordine di scuderia di salvare il salto è partito solo dal quarto salto, nullo di 1cm., preludio al salto vincente.  Nei precedenti tentativi l’opzione di sicurezza non aveva ragione di esistere visto che la regola era nota e lo permetteva.

Tamgho: indiscutibile il talento del "bambino", ma faccio presente che l’altro francese Tallepierre mi ha personalmente detto che la pedana di Paris Bercy, dove Tamgho ha saltato 17,58 ha la medesima struttura e caratteristiche di quella torinese, quindi non veniva da un risultato fatto su strade di campagna per cui implicare un miglioramento automatico a livello di primato del mondo è perlomeno un po’ azzardato; inoltre, in una qualificazione giocata intorno a m.16,50 c’era bisogno di rischiare il nullo? Fosse capitato ad un italiano nel forum sarebbe stato spellato vivo…!

Donato: non giriamoci intorno, la gara vedeva diverse assenze di prestigio e qualcuno poteva giudicare scontata una medaglia; parzialmente vero, ma la misura saltata da Donato ha legittimato il successo e dato dignità alla competizione poiché si parla non tanto della leadership stagionale quanto di un salto effettuato a 17,8 cm. dal nullo, del record dei campionati e del 14° risultato di sempre al mondo. Chi lo desidera vada a vedere se qualche italiano occupa una posizione migliore nelle liste al coperto di sempre (vi risparmio tempo: 19° D’Urso negli 800 e la Martinez nel triplo), inoltre controllate anche quanti atleti a 33 anni da compiere tra cinque mesi sia stato capace di migliorare il primato italiano.

Quanto sopra non mira a conquistare consenso, mi auguro solo di aver chiarito alcuni temi sui quali mi era parso di vedere un po’ di confusione.

Vi ringrazio per lo spazio e il tempo che mi avete dedicato.

Roberto Pericoli

fonte: Roberto Pericoli
fonte foto: Roberto Pericoli

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