DESTINEE HOOKER SPICCA IL VOLO AGLI NCAA

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La pista indoor di College Station, in Texas, ha ospitato questo fine settimana la 45esima edizione (27esima al femminile) degli NCAA Championships, campionati americani indoor dei college.

 

Il panorama dell'atletica dei college offre un fascino irresistibile; tutti i protagonisti dei meeting della stagione indoor si ritrovano per un evento attesissimo non solo dagli appassionati americani ma anche da tutti quei palati fini che sono curiosi di scovare fra quegli atleti i futuri protagonisti dell'atletica mondiale.

Affascinante è anche la commistione di nazionalità e culture coinvolte nelle competizioni; il mondo caraibico vena tutte le gare di velocità oscurando spesso i talenti di casa ma anche Africa e Europa mettono un loro contributo in questa vetrina.

 

Il gesto più notevole della manifestazione è arrivato dal salto in alto femminile dove la fortissima Destinee Hooker (nella foto) ha saltato il nuovo personale di 1.98 nel salto in alto.L'atleta texana, tra l'altro fortissima pallavolista, dopo aver superato la quota di 1.98 migliorando il suo personale di 2 cm, ha cercato di ottenere il record americano ponendo la barra a 2.01 (nel terzo tentativo c'è andata quasi vicina).

In estate era arrivata sesta ai Trials e fu esclusa dalla squadra olimpica, a differenza della sorella velocista Marshevet che riuscì poi ad arrivare quinta sui 200 nella finale di Pechino.

 

Nei 400 ben due atleti sono scesi sotto il vecchio world lead di Wissman (45.89 a Torino). Si tratta di Michael Bingham della Wake Forest sceso al personale di 45.69, seguito dal giovane texano Gil Roberts (classe '89) che ha chiuso in 45.71 (il suo personale outdoor di 46.16 sarà destinato a cadere presto). Il loro risultato guadagna ancora più valore se si pensa che Jordan Boase (atleta capace di scendere sotto i 45 secondi) non è riuscito a fare meglio di in 46.20.

Fra le donne terzo tempo mondiale dell'anno per Francena McCorory in 51.55 (tre anni fa da junior era già capace di corre la distanza sotto i 52 secondi) davanti all'argento mondiale junior Jessica Beard che migliora più di mezzo secondo chiudendo in 51.77.

 

Nei 3000 donne la primatista statunitense delle siepi Jenny Barringer (nona alle Olimpiadi) ha battuto il record dei college vincendo in 8:42.03 (prec. Sally Kipyego 8:48.77). Dietro di lei con 8:56.27 è arrivata l'olandese Susan Kujken, vincitrice lo scorso anno su questa distanza e recente oro agli Europei di cross under23.

 

Altro protagonista di questi campionati è il talentuoso mezzofondista con la faccia da ragazzino Galen Rupp (classe '86) che dopo aver vinto i 5000 nella prima giornata con un facile 13:41.45 (suo è il record dei college con 13:18.12), nella seconda giornata ha fatto doppietta amministrando con la tranquillità di sei secondi di vantaggio la gara dei 3000 chiudendo in 7:48.94.

 

Migliori prestazioni mondiali dell'anno arrivano anche dal giro di pista.

Sui 200 donne l'emergente Mourielle Ahoure s'è imposta con 22.80, migliorandosi di ben 34 centesimi; dietro di lei Porsha Lucas ha eguagliato il suo personale di 22.83, mentre Charonda Williams cambia la sua dimensione atletica migliorandosi da 23.49 fino a 22.89.

Fra gli uomini vittoria di Trey Harts con il nuovo personale di 20.63 in una finale in cui ben otto atleti sono scesi sotto i 21 secondi.

 

Dopo essersi nascosto nella gara di salto il lungo con un anonimo 7.76, lo junior Christian Taylor, (classe '90, campione del mondo allievi di salto triplo) ha finalmente dimostrato tutto il suo talento atterrando a 16.98 nel triplo, migliore prestazione indoor junior di tutti i tempi negli USA. L'atleta della Florida, che oltre i salti a volte si diletta a correre degli ottimi 400, migliora di ben 87cm il recente personale di 16.11.

Dietro di lui troviamo un nome nuovo, Will Claye, uno junior classe '91; questo 17enne, passato a dicembre dalle High Schools al College, ha migliorato di mezzo metro il suo vecchio personale volando a 16.80 (terza prestazione junior all-time indoor made in USA).

Teniamo d'occhio questi due.

 

Claye aveva già guadagnato una medaglia nel salto in lungo nella prima giornata arrivando a 7.87, preceduto dal giamaicano Nicholas Gordon (8.03) e da Jeremy Hicks (8.01).

Va alla greca Eleni Kafourou il lungo femminile con il nuovo personale di 6.53.

 

Si conferma sugli ottimi livelli espressi quest'anno il velocista Jacoby Ford che vince i 60 in 6.52 (dopo aver corso la batteria in 6.51) precedendo Holliday (6.55). Fra le donne la velocista del South Carolina LaKya Brookins (classe '89), dopo essersi presentata in finale come la più lenta delle batterie, sbaraglia atlete molto più accreditate fermando il cronometro a 7 secondi e 13 centesimi.

 

Nel miglio donne la keniana Sally Kipyego, vincitrice dei 5000 nelle ultime due edizioni, si è dovuta arrendere a Sarah Bowman (4:29.72 contro 4:29.75 in volata).

Si rivede il pesista Ryan Whiting, che lo scorso anno stupì tutto il mondo con il lancio record di 21.73; quest'anno a causa di problemi fisici non ha potuto far meglio di 20.16.

 

Da segnalare infine la migliore prestazione mondiale nella staffetta 1200-400-800-1600 da parte del quartetto dell'Università del Tennessee con 10:50.98 (prec. 10:54.34 da parte dell'Università di Villanova risalente addirittura al 1988). Phobe Wright ha aperto con un 3:23.18 sui 1200, Brittany Jones ha coperto i 400 in 53.51, Chanelle Price (talentuosa 800ista fino a poco tempo fa delle High Schools) ha corso la frazione degli 800 in 2:03.19 e infine la campionessa del miglio Bowman ha chiuso i 1600 in 4:31.11.

 

Risultati: grfx.cstv.com/photos/schools/ncaa/sports/c-itrack/auto_pdf/ITrack-D1-FinalResults.pdf

 

fonte: www.ncaa.com
fonte foto: www.austinchronicle.com

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