VELOCE E AFRICANA… ROMA DA APPLAUSI

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Il keniano Benjamin Kiptoo Koulum consegue il miglior tempo mai fatto segnare in Italia in maratona, la giovane etiope Dado si aggiudica la gara femminile. Poi il quinto posto di Anna Incerti, l’impresa straordinaria dell’inglese Richard Whitehead, l’abbraccio della Capitale attorno a chi corre. Una Maratona di Roma che va sempre più in alto.

La maratona ha ancora una volta stregato la Capitale, è accaduto anche stavolta, domenica 22 marzo 2009, giorno della quindicesima edizione di un evento che ormai ha trovato il suo spazio nel cuore della gente. A Roma piace correre e veder correre, piacciono gli africani che vanno forte, il tifo per gli atleti di casa, l’atmosfera colorata e spensierata di una manifestazione che rende onore alle fatiche di chi si allena tutto l’anno per portare a termine i propri 42 chilometri.
Roma strizza l'occhio ancora una volta ad una disciplina che ha dato un contributo fondamentale alla storia della città, con la galoppata vincente di Abebe Bikila nelle indimenticate Olimpiadi, e a quella dell’Italia intera con i trionfi internazionali dei vari Bordin, Poli, Pizzolato, Baldini.

Un messaggio forte e chiaro che si è sentito anche questa volta, lungo il percorso durante la gara ed in una Via dei Fori Imperiali popolata di runners già alle prime luci dell’alba, quando i primi rivoli di atleti e organizzatori cominciavano a insinuarsi in quella che di lì a poco sarebbe divenuta la via di fuga di un imponente fiume in piena.
Un’onda impetuosa che è partita sul ritmo dei tanti atleti diversamente abili, in carrozzella o sulle proprie gambe, seguiti dalle migliaia di persone, quasi centomila tra maratona (circa 15000 iscritti) e la più breve “Fun Run” di 4 km, piena zeppa di ragazzini entusiasti. Un colpo d’occhio unico, accompagnato dalle note di “The Final countdown” degli Europe in sottofondo, per una partenza mai così numerosa nella storia dello sport italiano. Il tutto baciato da una mattinata di tanto sole, sia pur caratterizzata da temperature tutt’altro che primaverili e sferzata da gelide raffiche di vento. Condizioni climatiche che alla lunga finiranno per condizionare i ritmi di quelle fenomenali macchine umane alla testa della corsa.

Tra gli uomini le attese della vigilia erano tutte per l’ingente truppa keniana capitanata dal favorito Paul Kiprop Kirui. Un gruppo di fenomeni sostenuti per l’occasione da un bel tifo rumoroso e colorato di numerosi connazionali. In effetti dopo pochi chilometri sono proprio loro a condurre i giochi, una decina di keniani alla testa della corsa, alcuni come lepri altri destinati a portare a termine la gara, tirando al ritmo di 2’58-3’00 per una proiezione finale sotto le 2h:07’. L’andatura rimane costante fino al 15° chilometro, poi un graduale calo con un passaggio a 60’33 al ventesimo e 63’55 alla mezza, con gli atleti frenati dal vento freddo. Da quel momento il ritmo non cambia fin quasi al 35° quando è proprio una lepre Benjamin Kiptoo Koulum a prendere in mano la gara. Le energie ci sono ancora per un atleta che era dato alla vigilia dal prof. Gabriele Rosa come uno dei più in forma. Il ragazzo in effetti comincia a staccare sia Paul Kirui che Joseph Ngeny, risalito nel frattempo dalle retrovie. Il distacco diviene metro dopo metro maggiore, Koulum si presenta solo sotto il Colosseo, tagliando il traguardo a braccia alzate in 2h07’17. Prestazione cronometrica da incorniciare, perché frutto di una gara condotta a ritmi elevati, perché record della corsa, perché la più veloce di sempre mai corsa in Italia. Un crono di valore perché lancia Roma tra le maratone veloci del mondo. A seguire arriva il favorito Paul Kiprop Kirui con 2h08’23, poi Joseph Ngeny con 2h08’41 per un podio tutto keniano, seguito da ben altri 8 atleti degli altipiani. Il primo italiano è Marco D’Innocenti, ultramaratoneta laziale con 2h28’27, a poco più di un minuto da Giorgio Calcaterra, l’uomo dei record, campione mondiale della 100 chilometri e pacemaker in testa alla corsa della gara femminile.

Una competizione quella in rosa che riponeva grandi speranze in Anna Incerti, la migliore interprete azzurra del momento, fresca vincitrice della Roma-Ostia. La Incerti inseguiva una prestazione attorno alle 2h26’, favorita nel ritmo da un bel gruppetto di aiutanti: Calcaterra, Colnaghi ed in parte Genny Di Napoli e Iannelli. Tutto è andato secondo le previsioni fino al 30° chilometro, quando il gruppo delle migliori transitava ad una media di 3’28 a chilometro, guidata dall’incedere dell’ucraina Tatyana Filonyuk. Poi il momento di crisi coincidente con l’entrata nelle vie del centro storico, gradualmente fa perdere contatto alla Incerti con il gruppo di testa. Le etiopi Dado e Lema Kekebush assieme alla Filonyuk prendono il largo, sia pur affaticate anch’esse dallo sforzo condotto nella prima parte di gara. La prima a presentarsi sulla linea d’arrivo è Firehiwot Dado in 2h27’08, 35 secondi meglio della Filonyuk in testa per gran parte della gara. Terza l’altra etiope Haile Kekebush Lema in 2h28’08. Poi la keniana Risper in 2h29’16 che va a precedere l’arrivo di Anna Incerti, sostenuta dal calore del pubblico e quinta assoluta in 2h29’33. La fatica non l’ha fatta desistere, quel traguardo voleva tagliarlo per la gente venuta a vederla, una buona prova di carattere sia pur con un pizzico di delusione per una prestazione cronometrica che dice poco delle reali capacità in maratona della siciliana.

Chi può andare davvero soddisfatto è invece l’inglese Richard Whitehead, 32enne senza entrambe le gambe. Lui corre con le protesi, un po’ come fa l’idolo delle piste Oscar Pistorius. Tanta grinta e spirito di sacrificio per concludere la sua prima maratona in 5h19’. Poi una escalation di miglioramenti fino a presentarsi a Roma quest’anno con il fantastico personale di 3h14’. L’obiettivo della vigilia era di poter correre attorno alle 3 ore. Whitehead si è addirittura superato concludendo la sua fatica in 2h56’45, una prestazione eccezionale che rischia di aprirgli le porte della Nazionale britannica in vista delle Olimpiadi del 2012. Lui intanto si gode il suo personale trionfo, pronto a riprendere quanto prima gli allenamenti.

Per il resto da segnalare l’ottima organizzazione sottolineata dagli stessi protagonisti. Forze dell’ordine, trasporti pubblici, volontari, staff organizzativo e soprattutto pubblico ed atleti hanno saputo confezionare l’ennesimo fiore all’occhiello di una Capitale per nulla stanca di sport. Arrivederci al prossimo anno!

 

Classifica:

Uomini

1. Benjamin Kiptoo Koulum (Kenya) 2h07:17
2. Paul Kiprop Kirui (Kenya) 2h08:23
3. Joseph Ngeny (Kenya) 2h08:41
4. Hosea Rotich Kiprop (Kenya) 2h09:47
5. Philip Sanga Kimutai (Kenya) 2h10:09
6. Philemon Rotich Kipkirui (Kenya) 2h10:26

Donne

1. Firehiwot Dado (Etiopia) 2h27:08
2. Tetyana Filonyuk (Ucraina) 2h27:43
3. Lema Kebebush (Etiopia) 2h28:08
4. Jemeli Kimaiyo Risper (Kenya) 2h29:16
5. Anna Incerti (Fiamme Azzurre) 2h29:33
6. Lena Cheruyot Jemutai (Kenya) 2h30:18

 

Dichiarazioni flash dei protagonisti:

Benjamin Kiptoo Koulum, primo classificato: “Mi alleno a Kapsabet, assieme a Martin Lel e sotto la guida del coach Claudio Berardelli, tecnico del Team Rosa. Tra il 31° e il 40° km ho spinto al massimo senza guardare il cronometro, ero in condizioni fantastiche. Il mio compito era di tirare fino al 30° km. Mi ha fatto piacere vincere anche per i tanti connazionali presenti a fare il tifo”.

Paul Kiprop Kirui, secondo classificato: “Ho sofferto i sampietrini e le curve del percorso. Poi ho avuto anche problemi muscolari, comunque il tempo non mi delude, sono ugualmente soddisfatto. Ora mi piacerebbe correre per il Kenya i Campionati del Mondo a Berlino”.

Joseph Ngeny, terzo classificato: “Anch’io ero una lepre, passata metà gara mi sentivo ancora molto bene. Ho rimontato via via dal secondo gruppo ed alla fine sono riuscito a migliorare il mio personale che era di 2h09’27 a Milano nel 2006. Mi alleno nella Rift Valley nella zona di Nandi Hills”.

Anna Incerti: “Purtroppo sono andata incontro ad una crisi attorno al 33°/34° chilometro, in corrispondenza dell’entrata nel centro storico. Non avevo particolari problemi fisici ma un generale senso di stanchezza sulle gambe, è stata una sofferenza incredibile arrivare fino alla fine. Peccato perché il secondo e terzo posto erano fattibili.
Mi faccio comunque i complimenti per essere riuscita a concludere la gara, in questo devo anche ringraziare Giorgio Calcaterra. Ora viene il riposo ed il matrimonio in maggio con Stefano Scaini. Lui mi ha incitato lungo tutto il percorso in bicicletta, nonostante le difficoltà per trovare dei passaggi per seguire la gara. Purtroppo mancava il mio allenatore, con lui probabilmente sarebbe stata un’altra cosa, mi avrebbe dato più sicurezza. Ringrazio comunque il mio club le Fiamme Azzurre per avermi consentito di allenarmi in tranquillità in Sudafrica. Roma è una delle maratone più importanti che ho corso, non ho mai visto organizzazione così perfetta”.

Giorgio Calcaterra: “Ho incitato Anna nei momenti cruciali per evitare che si fermasse. Scendere sotto le 2h30 è sempre un tempo di valore, in poche al mondo sono in grado di farlo, perché mollare? E’ stata molto brava a resistere, può capitare una giornata storta, avrà sicuramente occasioni per ottenere grosse prestazioni”

Firehiwot Dado, prima classifiacata: “Vivo ad Arssi stesso paese di Gebreselassie. Mi allena Haji Adilo allenatore anche di Dire Tune e Deriba Merga, ed ho cominciato a correre seriamente da 4-5 anni. Ero molto emozionata alla partenza, ricordo l’impresa del mio connazionale Abebe Bikila. In Etiopia i bambini sognano di diventare come i grandi campioni della nostra atletica, Bikila, Gebre, Bekele, Dibaba. Gli ultimi tre chilometri li ho corsi forte perché mi sentivo bene. Ringrazio la Maratona di Roma per avermi concesso la possibilità di correre nonostante un infortunio che mi ha tenuto ferma attorno alla fine del 2008. Il mio obiettivo è di superare un giorno Tirunesh Dibaba. A noi etiopi ci tempra il clima, poi abbiamo particolari doti di resistenza fisica, essendo pastori. Inoltre anche il cibo è importante, noi abbiamo una dieta a base di cereali, orzo in particolare”.

Richard Whitehead: “Sono contentissimo, ho cambiato allenatore da un anno e i risultati si vedono. Le mie protesi sono le stesse di un anno fa. Di sicuro mi ha aiutato conoscere il percorso romano, in questo modo mi sono potuto preparare al meglio adeguando i miei allenamenti. Negli ultimi tempi la mia vita è cambiata anche perché ora lavoro part time (professore di educazione fisica), in modo da potermi allenare più seriamente. La giornata di oggi è stata davvero emozionante, soprattutto verso la fine della gara con tanta gente ad applaudirmi lungo il percorso. Roma è fantastica”.

Gianni Alemanno, Sindaco di Roma: “Migliaia di atleti colorati ed entusiasti per le strade di Roma. E’ uno spettacolo tutta questa gente in questi scenari incredibili. Mi prendo l’impegno di prender parte alla maratona anch’io il prossimo anno, vogliamo diventare la capitale del running”.

Enrico Castrucci, Presidente Maratona della Città di Roma: “Siamo fiduciosi che la Maratona possa imprimere nei giovani la voglia di correre. Grazie a Comune di Roma, Provincia di Roma e Regione Lazio per il sostegno nell’organizzare un evento che a Roma è sempre difficile per mancanza di spazi”.

Francesco Arese, Presidente FIDAL: “ Speriamo di costruire qualche giovane maratoneta di valore in questi 4 anni che ci separano dalle Olimpiadi, le maratone vanno programmate con i tecnici”.
 

Nella foto: Il podio maschile festeggia subito dopo il traguardo

fonte: Redazione
fonte foto: Simone Proietti

ALLEGATO: ANet_news_Foto_off_race_23.3.2009.zip (13 Kb)

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