MEMORIAL NEBIOLO: TORNA IN ALTO LA DI MARTINO…E CHE SPETTACOLO SCHEMBRI!

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Torino ha ricordato ieri sera la scomparsa di Primo Nebiolo con la decima edizione del meeting “Memorial Primo Nebiolo” fra le piacevoli brezze del Parco Ruffini, in un atmosfera tiepida ma forse troppo ventilata per i velocisti.

Due anni fa proprio in questo stadio Antonietta Di Martino ci stupì andando a dissacrare un record italiano che apparteneva ancora a una leggenda come Sara Simeoni.
Quest’anno tutto il pubblico di Torino, dallo spettatore più esperto al semplice curioso, si è spaccato le mani per spingerla in alto. L’atleta campana non ha deluso le aspettative dei suoi tifosi saltando al suo esordio stagionale un eccezionale 1.98, seconda migliore prestazione dell’anno al mondo.
Oltre al valore della misura in sé, quello che conta davvero è che l’atleta che ci eravamo abituati ad ammirare nel 2007 ora sta bene ed è pronta a posare gli occhi sul mondiale di Berlino.

Fabrizio Schembri ricorderà per sempre la serata di ieri sera come una delle più emozionanti della sua vita.
Per l’atleta dei Carabinieri è stata la serata del salto di qualità. E’ entrato in gara con il personale di 17.14, e continuando con questo gesto semplice e efficace si è migliorato prima fino a 17.16, poi fino a un importante 17.27 (così diventa il terzo triplista italiano di sempre), che gl’ha permesso addirittura di scavalcare momentaneamente il britannico Philips Idowu.
A fine gara ha preso il microfono dello speaker e ha ringraziato con visibile emozione tutta la folla che ora conosce un nuovo grande atleta italiano.
Mentre Fabrizio Schembri entrava nell’Olimpo del triplo mondiale, la medaglia d’argento olimpica Philips Idowu ha incantato con il suo talento immenso. Il britannico ha infilato una serie di salti dalla media altissima, con un miglior salto a 17.60 (a soli 8 cm dal suo record personale) ma dimostrando soprattutto che con il suo potenziale potrebbe tirare fuori in qualsiasi momento un balzo sensazionale.

Gran serata anche per l’atleta di casa Fabio Cerutti che, dopo aver vinto la batteria con 10.31 -1.3, è andato a vincere la finale con 10.33 frenato da un vento contrario di -2.3.
Analizzando il risultato si può subito intuire quanto sia estremamente incoraggiante correre questi tempi con un muro di vento del genere; e tutto diventa ancora più entusiasmante se si pensa che il torinese si è tenuto alle spalle atleti come Steve Mullings (la scorsa settimana a New York sotto i 10 secondi ventosi davanti ad Asafa Powell e Darvis Patton) o Dwight Thomas (componente della staffetta olimpica giamaicana).

Spettacolo sugli 800 donne dove Elisa Cusma ha corso il suo record personale stagionale con 2:00.13, resistendo con maestria agli attacchi sul rettilineo finale della russa Kostetskaya in 2:00.24 (era una ostacolista fortissima nelle categorie giovanili, campionessa del mondo junior sui 400 ostacoli a Grosseto).
E’ da applausi anche la marchigiana Daniela Reina che guadagna la medaglia d’argento con il nuovo record personale di 2:01.91 davanti alla quarta delle olimpiadi la russa Svetlana Klyuka (se questo è fare i primi passi nella specialità!)

Fra gli uomini le lepri hanno imposto un passaggio mortale di 48.90 ai 400; all’ultimo giro il giovane sudanese Abubaker Kaki ha dovuto faticare per tenere sotto controllo il forte lettone Dmitrijs Miļkevičs (che arriva sempre quarto nelle occasioni che contano) ed andare a vincere con 1:44.25. Da segnalare nelle retrovie il personale del talento lombardo Mario Scapini in 1:48.06.

Nei 400 uomini il britannico Timothy Benjamin, unico atleta a scendere sotto i 46 secondi, taglia per primo il traguardo con 45.80 in una gara caratterizzata dalla presenza di uno spento Andrea Barberi (47.11) e del sudafricano Oscar Pistrius (47.20).

Record personali per gli altri due nostri azzurri Daniele Meucci (7:52.69) e Stefano La Rosa (7:53.30) sui 3000; vince la gara il 20enne keniano Vincent Chepkok con il nuovo record personale di 7:37.40, superando in volata l’inglese Mo Farah (7:39.02).

Nei lanci Betty Heidler vince con superiorità il lancio del martello con un ottimo 74.33 (non superano i 70 metri le nostre Clarissa Claretti e Silvia Salis, rispettivamente a 69.98 e 68.38), mentre nel lancio del peso grande prova tecnica della bielorussa Natalloa Mikhnevic con 19.56, davanti alla tedesca Kleinert 19.21 (serata da dimenticare per Rosa 18.26 e Legnante 17.22).

La grande serata di atletica leggera dalla città della Mole si è conclusa con dei coloratissimi fuochi d’artificio sfumati da un amaro in bocca per tutti: Dayron Robles, campione olimpico e detentore del record del mondo, sarebbe dovuta essere la perla della serata e invece non si è presentato in gara a causa di presunti problemi con l’organizzazione per una misteriosa storia di scarpette; anzi si è presentato allo stadio, ma solo per scusarsi e firmare qualche autografo.

fonte: Redazione
fonte foto: Elisa Schena

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