DWIGHT PHILIPS SALTA NELLA STORIA AL PREFONTAINE CLASSIC

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Dwight Philips a 31 anni ha deciso di dimostrare a tutti che non si è ancora stancato di stupire.
Nello storico meeting americano dedicato al leggendario mezzofondista Steve Prefontaine il pluricampione mondiale e campione olimpico del 2004 è volato a un 8.74 che fa sensazione (addirittura con un vento contrario a -1.2).
Pensate che per trovare una misura più lunga bisognerebbe tornare indietro fino alle sfida-record di Tokio 1991 tra Carl Lewis e Mike Powell; diventa così il quinto lunghista di tutti i tempi a pari merito con Larry Myricks ed Erick Walder:
Lo scorso anno arrivò quarto ai Trials e fu escluso dalla squadra olimpica e quella fu l’occasione per riprendersi dai tanti infortuni che lo avevano trasformato in atleta mediocre. “Io penso che la benedizione è stata quella di non entrare nella squadra Olimpica perché così ho potuto riposare il mio fisico,” ha detto Philips. “Mi sono riposato molto, non ho fatto gare e ho avuto un sacco di tempo per riflettere e chiedermi ‘Lo vuoi fare di nuovo?’. Avevo perso le motivazioni mentre ora mi diverto di nuovo, voglio divertirmi, vincere, perdere o pareggiare.”

Philips si è preso una bella rivincita su Irving Saladino che l’aveva battuto sempre su misure di altissimo livello nel meeting di Hengelo: stavolta al panamense non è bastata la fantastica misura di 8.63 (-0.4 di vento contro per lui) per avere la meglio.
Philips ha parlato anche riguardo alla sfida che ora si prospetta: “Quando mi stava battendo, io non ero nella mia condizione migliore così mi sono detto ‘Devo solo centrare il mio salto migliore e vedere cosa succede’. Ora, sto competendo ad alti livelli e anche lui sta competendo ad alti livelli quindi penso che si prospetta una grande sfida tra noi.”
Una sfida a questi livelli non può non farci fantasticare su una finale mondiale a Berlino che ricordi quella giapponese del 1991.

Sui 100 metri Mike Rodgers, dopo la vittoria a New York, conferma di voler fare sul serio sbaragliando tutti quanti con il personale di 9.94 (+1.7 il vento). Fra i “tutti quanti” troviamo con sorpresa Asafa Powell che non ha trovato ancora la condizione e si dice soffra ancora di qualche problemino fisico: arriva secondo con 10.07 battendo per dei millesimi il bronzo olimpico Walter Dix.
Intervistato dalla federazione americana Rodgers dice: “Sto correndo molte meno gare quest’anno. Mi sto concentrando e preparando per Berlino. Volevo fare una piccola dichiarazione alle indoor per poi uscire e fare delle outdoor esplosive”. E pare ci stia riuscendo…

Passiamo ad un altra americana che sembra aver trovare la strada giusta sempre nello sprint; l’americana Carmelita Jeter stavolta non solo vince con l’ottimo tempo di 10.85 (ventoso a +3.2) ma lo fa anche battendo la leader mondiale stagionale e rivale giamaicana Kerron Stewart che comunque si difende ottimamente con 10.90.

Si dipinge finalmente un bel sorriso sulla viso di Sanya Richards che riesce a tornare sotto i 50 secondi con la migliore prestazione mondiale dell’anno di 49.86, dopo un esordio in maggio sopra i 51 secondi che non aveva certo fatto sperare bene.

Record personale e del meeting per il campione olimpico LaShawn Merritt sui 300 metri, davanti a X-Man Carter (31.93) che, con 100 metri in più, riesce anche a battere Wallace Spearmon (32.14) e questo potrebbe essere interessante per X-Man in prospettiva 400 metri.

Nei 1500 donne non conta tanto la vittoria dell’etiope Burka con 3:59.89, quanto il terzo tempo americano di tutti i tempi della giovane siepista Barringer con 3:59.90. Per la 22enne detentrice del record americano sui 3000 siepi la prossima settimana si concluderà la carriera nel college con i campionati americani NCAA.

La keniana Vivian Cheruyiot batte sui 2000 la campionessa mondiale dei 1500 Maryam Jamal in 5:31.52 contro 5:31.88, stabilendo la migliore prestazione corsa negli Stati Uniti nella distanza.

Nel miglio Asbel Kiprop non riesce a battere la migliore prestazione corsa negli Stati Uniti (appartenente a Daniel K. Komen con 3:48.28) ma convince vincendo in 3:48.50 e gestendo con padronanza la volata sul connazionale Haron Keitany 3:48.78.

Bernard Lagat opta per i 3000 dove batte il detentore del record del mondo dei 3000 siepi Saif Saeed Shaheen con 7:35.96 contro 7:36.87.
Concludiamo con il mezzofondo segnalando l’ultimo posto sugli 800 metri per Pamel Jelimo con un misterioso e imbarazzante 2:05.57. Dov’è finita l’atleta venuta dalla Luna che c’eravamo abituati ad ammirare?

Continua a vincere il ritrovato Bershawn Jackson con 48.38 sui 400 ostacoli mettendo in fila un cast di eccellenza: il leader stagionale Isa Phillips (48.55), Kerron Clement (48.73), un Angelo Taylor in fase di miglioramento (48.79) e Michael Tinsley (48.80).

Ottimo momento di forma per il russo Ivan Ukhov che dopo il recente esordio di 2.34 a Castellon, salta di nuovo 2.34 nella pedana di Eugene. Secondo il connazionale Rybakov con 2.31. Staccati gli attesissimi Silnov e Donald Thomas entrambi con un modesto 2.21.

Risultati e video: http://www.runnerspace.com/eprofile.php?title_id=143&event_id=120&do=title&pg=1&folder_id=190&page_id=828

 

 

Memoriał Janusza Kusocińskiego a Varsavia

55esima edizione del Memoriał Janusza Kusocińskiego questa domenica a Varsavia con alcune presenze italiane.
Sui 400 l’azzurro Andrea Barberi ha migliorato il suo stagionale chiudendo all’ultima posizione della gara A con 46.71.
Nel mezzofondo donne troviamo la nostra Elena Romagnolo che progredisce sui 1500 portando il personale a 4:07.98. La gara è stata vinta dalla 19enne campionessa del mondo junior Stephanie Twell che porta il personale a 4:03.62.
Interessante il 2.31 nel salto in alto di Linus Thörnblad, la vittoria di Piotr Malachowski nel lancio del disco (65.98) davanti a Virgilijus Alekna (63.93). Da segnalare la presenza di Roberto Donati sui 100 in 10.45.
Concludiamo con la sfida sui 400 ostacoli tra Anastasiya Rabcheny (54.74) e Anna Jesien (54.76) e con la martellata da 75.21 di Anita Wlodarczyk (presente Silvia Salis con 64.54).

 

Risultati: http://forsport.info/

 

 

Memorial Josefa Odlozila a Praga

Ieri al meeting di Praga l’iridata di casa Barbora Špotáková scaglia il giavellotto a 68.23 sfiorando il mondiale stagionale.
Sempre nei lanci bel martello di Krisztián Pars a 80.40.
Sui 110 ostacoli dopo la vittoria al Nebiolo personale per l’americano Dexter Faulk con 13.21.
Ottime gare sui 400 ostacoli dove fra le donne vince Lashinda Demus vince in 54.71 mentre fra gli uomini si mette in luce il britannico David Greene al personale di 48.62.

Risultati: http://www.memorial-odlozil.cz/results/vys_10601.html

fonte: iaaf.org
fonte foto: zimbio.com

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