GERMANIA CAMPIONE D’EUROPA, ITALIA SESTA

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Dimartino_anet_parlanteI tedeschi conquistano il titolo europeo a Leiria, in Portogallo, nella seconda giornata del campionato europeo per nazioni. L’Italia chiude al sesto posto, la Di Martino torna a quota 2 metri.

Nuove regole, una delusione
Una seconda giornata nettamente più vivace della precedente con gare combattute, grandi protagonisti e prestazioni di valore assoluto. Tutti elementi indispensabili per far dimenticare le nefandezze di un regolamento che ben poco di positivo ha lasciato in questo debutto portoghese. Dodici nazioni presenti con le compagini maschili e femminili per contendersi lo scettro di migliore d’Europa. E’ questa probabilmente la novità più apprezzata di questo nuovo “Campionato d’Europa”, all’esordio con una veste a dir poco rivoluzionaria. Eliminazioni degli ultimi nelle gare di corsa, squalifiche alla prima falsa partenza, concorsi stravolti per durare il meno possibile. Insomma, tutto in funzione dei ritmi televisivi che non vogliono tempi morti a costo di calpestare storia e tradizioni della “Regina”. Non pensiamo sia questa la strada giusta per far grande il nostro sport, e per fortuna una dimostrazione chiara e incontestabile è arrivata anche dal campo, con diversi momenti di imbarazzo stigmatizzati anche dai fischi del pubblico.

Alla fine è la Germania ad imporsi come miglior forza europea per l’atletica, seguita dalla Russia e dalla Gran Bretagna, ultime tre piazze per Grecia, Portogallo e Svezia. L’Italia conclude al sesto posto, superata anche da Francia e Polonia, ma avanti a Spagna e Ucraina. Tutto sommato una spedizione positiva quella azzurra, alla luce delle assenze e dei bei risultati arrivati da più di qualcuno. Non saranno tutte rose e fiori, in particolare preoccupano le condizioni di alcuni atleti di punta (vedi Howe e Licciardello), ma la Nazionale ha funzionato presentandosi in Portogallo con diversi innesti interessanti.

Super salti
Un pomeriggio che ha regalato grande atletica, in cui sono stati soprattutto i concorsi a brillare: le stelle in pista non si sono risparmiate all’insegna dell’agonismo e di risultati di livello mondiale.
Ne sanno qualcosa gli spettatori assiepati in corrispondenza della pedana del triplo maschile, dove l’idolo di casa Nelson Evora e il britannico Phillips Idowu hanno dato vita ad un botta e risposta degno di una finale olimpica. Prima Evora fa 17.47, risponde l’inglese con 17.48, che poi allunga a 17.50 nel secondo turno di salti. Ma il portoghese non rimane a guardare e risponde alla grande con un notevole 17.59 che fa esplodere la gioia del pubblico e gli regala la vittoria. Idowu regala ancora un 17.36 a completare una serie di salti regale. In tutto ciò finisce terzo l’azzurro Fabrizio Schembri, lontano oggi da quei 17 ampiamente superati qualche settimana fa al Nebiolo di Torino.
Per i portoghesi nel corso del pomeriggio c’è ancora da esultare, è sempre la buca di sabbia a regalare soddisfazioni. Merito di Naide Gomes che nel lungo atterra a 6.83, dieci centimetri meglio della seconda, la russa Kucherenko, con Tania Vicenzino nona con 6.18.

Di Martino a 2 metri
Ma la gara più importante di giornata per i colori azzurri è stata di sicuro l’alto femminile che ha riconsegnato un Antonietta Di Martino versione 2 metri. La campana va su che è una bellezza, la sua azione è fluida e rapida, come e forse meglio di due anni fa. Progressione pulita fino a 1.95, due errori a 1.98, poi due bei passaggi a 1.98 e 2.00. Non arrivano i 2.02 ma la misura è alla portata, la Di Martino è tornata a volare. L’iberica Ruth Beitia fa uguale ma le finisce avanti per minor numero di errori. Chi invece va ancora più su e dà la sensazione di non trovare limiti è la tedesca Ariane Friedrich, prima con 2.02 senza intoppi, per poi tentare senza convinzione i 2.07, sarà per un’altra volta.

Lavillenie e la scuola francese sopra i 6 metri
Sempre i salti hanno regalato al pubblico di Leiria un altro acuto straordinario: ci pensa quel piccolo acrobata francese rispondente al nome di Renaud Lavillenie, campione europeo indoor a Torino qualche mese fa, che aggiunge un altro bel tassello alla suprema storia dell’asta nel suo Paese grazie un 6.01 che vale il nuovo record nazionale e la miglior prestazione dell’anno. A seguire il tedesco Malte Mohr con 5.75, terzo il polacco Michalski, con l’azzurro Giorgio Piantella fermato anzitempo dalle nuove regole a 5.45.

Lanci lunghi e Chiara Rosa
Il pomeriggio si era aperto con la sfida a suon di lanci al limite dei 75 metri fra la tedesca Betti Heidler e la polacca Anita Wlodarczyk. Proprio quest’ultima alla fine si è aggiudicata la gara con un notevole 75.23, misura inarrivabile dalla tedesca capace comunque di due bordate da 74.81 e 74.97. L’azzurra Claretti non ha sfigurato, imbroccando una bella serie in miglioramento sui 4 lanci a disposizione: 68.61, 69.32, 69.79, 70.52. Altra vittoria polacca è arrivata da Malachowski nel disco con un pregevole 66.24, meglio sia del tedesco Harting che del canario Pestano, tutti sopra i 64 metri. Rimane sotto i 60 invece il promettente Giovanni Faloci, quinto con 59.77.
Una lanciatrice molto attesa per l’Italia, alla luce del record italiano eguagliato di una settimana fa a Berlino, era Chiara Rosa nel peso: la valanga “Rosa” stavolta non ha superato la fettuccia dei 19 metri, chiudendo comunque con un buon secondo posto a 18.57, dietro il solo 19.59 di Nadine Kleinert. Successo tedesco anche nel giavellotto maschile, grazie ai 78 metri e passa di Mark Frank, con l’azzurro Berolini ultimo e lontano dalle sue migliori misure.
Se Elisa Cusma ieri aveva deluso su quel fiacco finale negli 800, oggi si è ampiamente rifatta nei 1500. Partita nelle retrovie, la modenese ha saputo attaccare al momento giusto, chiudendo al terzo posto con 4:08.72, subito a ridosso delle specialiste Anna Alminova e Nuria Fernandez.

Mezzofondo spagnolo sfumato di azzurro
Nei 5000 in rosa si è rivista anche Silvia Weissteiner, autoritaria seconda con 15:31.33 in scia alla spagnola Dolores Checa, in una gara dove il cronometro contava relativamente. La tattica ha prevalso anche per i 3000 maschili che hanno messo in mostra ancora una volta la supremazia spagnola con il successo di Jesus Espana in un normale 8:01.73, al termine di una bella volata che ha visto protagonista anche il nostro Daniele Meucci. Il ragazzo dell’Esercito ha dato quasi l’impressione di poter far suo il secondo posto, poi un crollo negli ultimi metri ha consentito al russo Ivanov di precederlo. Successo spagnolo anche sugli 800 con Miguel Quesada, bravo a trovare il varco giusto, cosa non riuscita a Lukas Rifeser imbottigliato e costretto ad allargarsi nel rettilineo finale per cogliere la sesta piazza in 1:48.76. Lo svedese Mohamed non ha faticato a far suoi i 3000 siepi, che hanno visto Matteo Villani uscire per eliminazione.

Velocità sotto controllo, la 4×400 donne seconda
Nello sprint poco da dire: Dwain Chambers e Yuliya Gushchina hanno passeggiato sui 200, rispettivamente in 20.55 e 23.04, con Simone Collio e Vincenza Calì poco incisivi e piuttosto lontani dai loro standard.
I 110 ostacoli li ha vinti l’inglese Andy Turner con 13.42, mentre non hanno brillato Borisov e Doucourè, con Emanuele Abate ottavo in 13.89. Niente di trascendentale anche dai 100 ostacoli, con il successo della ceca Skrobakova, in una gara dove Francesca Doveri ha corso in 13.49.
Infine le staffette 4×400 con il bel secondo posto del quartetto azzurro femminile alle spalle della Russia. Reina, Spacca, Milani e Grenot portano il testimone sulla linea di arrivo in 3:28.77, precedendo squadre ben più blasonate come Gran Bretagna, Germania e Francia, segno che a Berlino potrebbe esserci un posto anche per loro quattro.
Tra gli uomini vittoria netta della Gran Bretagna su Germania e Russia, con gli azzurri, privi dei migliori, settimi nella classifica complessiva.

fonte: EAA – Redazione
fonte foto: Alessandro Parlante – Atleticanet

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