GOLDEN LEAGUE AD OSLO, GENTIL SESSO IN EVIDENZA

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Richards_by_ProiettiMeeting di Oslo al femminile con buoni risultati e piccole sorprese a tenere alta la tensione di uno dei sei meetings della Golden League. In rilievo la vittoria ed il tempo di Sanya Richards ma anche il tempo atmosferico. Una sorta di tempesta di inusitata ferocia ha fatto ritardare il meeting di quasi un’ora e messo fuori uso molte apparecchiature elettroniche sul campo. Ma vediamo il dettaglio delle gare.
Dicevamo di Sanya Richards che nei 400 ha corso in 49”23 che rappresenta la nuova miglior prestazione dell’anno al mondo che peraltro già le apparteneva. La Richards è una dei sei atleti (insieme alle colleghe Stewart, Cherry, Isinbayeva e a Bekele e Pitkämäki) in corsa per il jackpot da un milione di dollari riservato a coloro che saranno in grado di vincere tutte le sei gare della Golden League. Da ricordare, sempre in tema di 400 donne che il 50”32 fatto dalla nostra azzurra Libania Grenot ai Giochi del Mediterraneo di Pescara, al momento rappresenta la quinta miglior prestazione mondiale…come dire, a Berlino ci sarà da divertirsi.
Chi si è divertita molto meno è la zarina dell’asta Yelena Isinbayeva che ha rischiato di compromettere la sua rincorsa al milione di dollari nella gara di asta femminile vinta, ma con la stessa misura della seconda classificata la polacca Monica Pyrek. Per entrambe le atlete la gara si è fermata alla misura di 4.71.
Sempre nei salti femminili, un’altra habitué delle vittorie, la campionessa mondiale in carica Blanka Vlasic che valica per la settantacinquesima volta (si avete letto bene) la ragguardevole misura dei due metri. Dietro di lei, in seconda posizione l’americana Chaunte Howard che si produce in un più che soddisfacente 1,98 che la posiziona davanti alla forte spagnola Ruth Beita fermatasi a 1.95.
Nella velocità la giamaicana Kerron Stewart piazza il quarto sub 11 della stagione andando a vincere la sua gara in 10”99 davanti ad una spenta Kelly-Ann Baptiste che chiude in 11”14 nonostante un 10”94 corso quindici giorni fa a Port of Spain. Di ottimo livello anche la velocità con ostacoli dove l’americana Damu Cherry ha corso e vinto in 12”68 con quasi un metro di vento contro.
Nonostante il mezzofondo veloce sia stato deludente, quello prolungato ha offerto prestazioni di qualità. La gara dei 5000 femminili si è attestata su elevatissimi contenuti tecnici con l’etiope Mesert Defar a vincere nel tempo di 14’36”38 trascinando con se altre cinque atlete fino al limite dei 14’40 e rivoluzionando così la graduatoria mondiale stagionale. In definitiva nelle prime 20 prestazioni al mondo di quest’anno, 12 sono state fatte nella gara di ieri sera! Bello anche il 3000 con siepi che ha visto sfilare prima sul traguardo la kenianan Ruth Bisibori Nyangau in 9’18”65 davanti alle etiopi Sofia Assefa e Mekdes Bekele. Citiamo anche per dovere di campanile la quarta piazza dell’atleta di casa, la norvegese Karoline Bjerkeli Grøvdal che chiude in 9’33”34.
Passiamo al settore maschile. Di relativo valore cronometrico ma spettacolare nell’arrivo il 100 uomini dove Asafa Powell vince con lo stesso 10”07 del secondo arrivato Daniel Bailey e con un solo centesimo di vantaggio sul giamaicano Machael Frater giunto terzo. Anche il 400 non riserva grandi tempi, per cui evidenziamo solo la presenza del sudafricano Oscar Pistorius che corre con le sue protesi alle gambe in un discreto per lui 47”18.
Nel mezzofondo, dopo Borzakovskiy che vince negli 800 in 1’44”42 e Cheboi che vince i 1500 in 3’36”24, segnaliamo il bel miglio corso e vinto dall’etiope Deresse Mekonnen in 3’48”95 e il discreto 13’04”87 corso da Kenenisa Bekele nei 5000 che gli vale anche la seconda vittoria delle sei per la corsa al jackpot. Stesso discorso per il giavellottista Tero Pitkämäki che con 84.63 mette in archivio la seconda vittoria in attesa di scendere in Italia per la gara successiva.
Appuntamento per tutti gli appassionati di grande atletica con la terza tappa della Golden League a Roma con il classicissimo “Golden Gala”. Chi può, si rechi all’olimpico la sera del 10 luglio; avere l’occasione di applaudire dal vivo i nostri azzurri e gli altri grandi campioni dell’atletica mondiale è un privilegio che solo poche nazioni al mondo hanno, sarebbe grave lasciarsi sfuggire un’occasione del genere.

fonte: iaaf.org

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