Tutta la magia del golden gala

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Gay_by_ProiettiNon avrà i 65.000 spettatori di Berlino, non la storica tradizione del Bislett, né il budget dei meeting che si possono permettere il fenomeno Bolt, ma anche questa edizione del Golden Gala ha confermato che ROMA IS MAGIC! Nell’anno della grande crisi economica, Luigi D’Onofrio ha saputo mettere insieme un cast importante ed i grandi risultati non sono mancati nella terza tappa della Golden League.

Su tutto la velocità con due straordinarie gare di 100 metri. Già dopo le due batterie maschili la grande impresa era nell’aria: nella prima Tyson Gay si imponeva in 9.96 pur con una partenza orrenda, poi era il turno di Asafa Powell (9.97) a spalla con un brillante Daniel Bailey (9.96 RN di Antigua). In finale era ancora Bailey (autore di una falsa) il più brillante in avvio, poi la progressione di Gay (in foto sull’arrivo)si faceva irresistibile anche per un ottimo Powell. Per l’americano un 9.77 (vento +0.4) che uguaglia il suo record nazionale dell’anno scorso ai Trials di Eugene (“paradiso artificiale per i cronometri” lo ha definito oggi la GdS…); per il giamaicano un ottimo 9.88 che lo rimette in corsa per il podio di Berlino dopo i problemi alla caviglia che l’hanno frenato a inizio stagione. Certo, Bolt è ancora lontano, ma se Tyson riuscisse a partire bene… Cosa che stavolta è riuscita alla giamaicana Kerron Stewart e allora per la piccola Shelly-Ann Fraser, campionessa olimpica, non c’è stato scampo. La Stewart, che resta in corsa per il jackpot, ha stravinto con un fantastico 10.75 (anche qui vento +0.4) che la porta al 5° posto della lista all-time, ad un solo centesimo dal primato nazionale che Marlene Ottey ottenne a Milano nella finale del GP 1996. Scendono sotto gli 11 anche la Fraser (10.91) e una sempreverde Chandra Sturrup (10.99).

Ma il Golden Gala ha grande tradizione sopratutto nel mezzofondo, che anche stavolta non ha deluso. Su tutti Maryam Jamal che domina i 1500m femminili con l’ottimo tempo di 3:56.56 (m.p.m.2009) a pochi centesimi dal suo RN. Gara ottimamente lanciata da Judith Varga (passaggi in 1:02.91, 2:07.85 e 2:56.18 alla campana), poi si scatena l’atleta del Bahrain (di origine etiope) che passa ai 1200m in 3:11.81, vanamente inseguita dalla russa Oksana Zbrozhek (4:01.48 il suo tempo finale), poi superata dall’amercana Christy Wurth-Thomas che infrange per la prima volta la barriera dei 4 minuti (3:59.98). Nell’omologa gara maschile il neo campione olimpico (per il doping di Ramzi) Asbel Kiprop viene invece tradito dalle lepri che ad un primo giro troppo veloce (poco sopra i 53”) ne fanno seguire un secondo troppo lento (sopra i 60”). Ne consegue che il giovane kenyano perde un po’ la bussola, si lancia in una progressione solitaria che si esaurisce sul rettilineo finale. Qui il marocchino Amine Laalou tenta il colpaccio che non riesce per la reazione di Kiprop il quale, pur centrando con 3:31.20 il PB, appare visibilmente insoddisfatto, ben sapendo di valere tempi nettamente migliori. Al terzo posto conferma dello junior William Biwott Tanui (3:31.70) che una settimana fa aveva centrato ad Oslo il record mondiale di categoria sul miglio.
Altra m.p.m. dell’anno arriva dai 5000m per merito di Kenenisa Bekele (12:56.24). Al campione etiope, che confessa un ritardo di condizione per l’infortunio patito lo scorso inverno, è sufficiente un ultimo giro in 57 secondi per domare la resistenza dei kenyani di turno Mark Kiptoo (12:57.62) e Leonard Komon (12:58.24).

Isinbayeva_by_EspositoCon la Stewart e Bekele restano in corsa per i lingotti d’oro anche Yelena Isinbayeva (4,85 nell’asta m.p.m. 2009) e Sanya Richards (49.46 sui 400m). Qui c’era attesa per Libania Grenot, dopo il primato italiano ottenuto a Pescara. Purtroppo la sua gara, ottima fino ai 300, ha risentito dei festeggiamenti per il record e la “Panterita” si è dovuta accontentare del 7° posto in 51.32.
Ma c’è stata comunque gloria per l’Italia grazie all’inatteso successo di Antonietta Di Martino, salita a due metri nel salto in alto e capace per la prima volta di battere la campionessa del mondo Blanka Vlasic, ferma per l’occasione a 1.97. Successo solo sfiorato da Elisa Cusma negli 800: chiusa alla corda dalle avversarie ai 120 finali, spreca preziose energie per trovare il varco giusto e viene rimontata sul traguardo dall’americana Maggie Vessey (2:00.13 PB) che la precede di un solo centesimo.
Nel giavellotto l’ultimo lancio dell’olimpionico Thorkildsen (un ottimo 87,46) risulta fatale per le speranze di jackpot del finlandese Tero Pitkamaki (83,68 al primo lancio).

Chiudiamo ricordando il mitico Carl Lewis che stasera ha rischiato di perdere il primato dello Stadio Olimpico: il suo 8.67 dei Mondiali ’87 è stato avvicinato da Dwight Phillips, autore di un grande primo salto a 8,61 col quale ha regolato avversari agguerriti (Saladino 8,27 e Lapierre 8,22).
Appuntamento fra una settimana a Parigi per la 4.a tappa della Golden League.

Qui i risultati completi del Golden Gala http://www.goldengala.it/result2009/

foto di Simone Proietti e Gino Esposito per Atleticanet

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