Monaco – Howe torna con 7.85 nella notte degli ostacolisti

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howe_by_proiettiCircondati da una buona cornice di pubblico, accorso abbastanza numeroso allo stadio Louis II, sono soprattutto gli ostacolisti a mettersi in luce nell’edizione 2009 del Meeting Herculis di Montecarlo, ultima tappa di avvicinamento ai Mondiali di Berlino.

 

Se da un punto di vista internazionale i protagonisti sono stati gli specialisti della corsa con barriere, dal punto di vista italiano le attenzioni erano tutte poste sull’annunciatissimo rientro in gara di Andrew Howe. Il portacolori dell’Aeronautica, infatti, non gareggiava dall’ormai famigerata gara del 1° febbraio a Mosca, dove quello che sembrava un semplice contrattempo si era via via trasformato in un infortunio che aveva addirittura portato l’atleta a temere anche per il prosieguo della propria carriera.

Come prevedibile, dopo una tale assenza il risultato non può essere dei migliori e così Howe deve accontentarsi di un 7.85, che lo pone davanti ai soli statunitensi Johnson e Quinley nella classifica finale, oltre ad altri quattro salti sempre oscillanti tra i 7.74 e i 7.78 più un nullo dovuto al disturbo causato dal passaggio dei 1500 maschili. Più che la misura erano però le sensazioni a contare: da questo punto di vista si può essere più soddisfatti, dato che l’azzurro non è sembrato soffrire particolarmente il dolore né esserne condizionato ma semmai mancare di esplosività. La corsa verso i Mondiali appare sempre in salita, ma dal suo staff traspare un certo ottimismo.

Per la cronaca, la gara è stata di livello medio tanto che a Mokoena è bastato un 8.28 per imporsi davanti a Tomlinson.

Gli altri atleti italiani iscritti al meeting erano Zahra Bani nel giavellotto e Daniele Meucci nei 3000. La prima ha preferito non presentarsi per concentrarsi meglio sugli assoluti italiani in programma la settimana prossima a Milano, mentre il secondo ha interpretato assai male la gara tatticamente ed è finito malinconicamente ultimo a grande distanza dal vincitore Kipsiro, vincitore con il personale di 7:30.95. Nella stessa gara però è da segnalare soprattutto la prova del primatista europeo dei 3000 siepi Bob Tahri. Se dovesse confermare anche tra le barriere la forma mostrata oggi sulla distanza piana (quarto classificato in 7:33.18, otto secondi al di sotto del suo precedente personale), potrebbe anche dare molto fastidio agli specialisti keniani nel loro feudo.

Come già detto però, lo spettacolo maggiore è stato tra gli ostacoli. Nei 400hs femminili la già vincitrice pochi giorni fa a Londra Lashinda Demus ha confermato il suo ottimo stato di forma sbaragliando la concorrenza con uno strepitoso 52.63, miglior prestazione mondiale stagionale e quarta di sempre. Totale il suo dominio sulla gara, tanto da far finire la seconda classificata, la giamaicana Walker, è finita ad un secondo e mezzo di distanza. A quattro anni dall’argento di Helsinki, la Demus si propone come la grandissima favorita di Berlino, iniziando dopo anni di alti e bassi a mostrare il talento che quel podio da 22enne aveva fatto intravedere.

Un altro mondiale stagionale è stato stabilito nella gara maschile, ma questa volta siamo su tempi più “normali”, a dimostrazione di un’annata che non ha ancora trovato un netto dominatore. Ad imporsi è stato infatti con 47.94 il sudafricano LJ Van Zyl, che con il suo solito poderoso recupero finale ha bruciato per soli 4 centesimi Bershawn Jackson in una gara orfana del campione olimpico Angelo Taylor, infortunatosi in mattinata.

Tra le barriere alte è invece un record continentale, quello dell’Oceania, a cadere, per mano di Sally McLellan che con 12.53 si impone di un solo centesimo sulla canadese Lopes-Schliep. L’australiana, già vincitrice qui l’anno scorso con l’allora primato personale, conferma il suo feeling particolare con la pista di Montecarlo. Terza classificata l’assente illustre di Berlino Lolo Jones.

Tra gli uomini si impone, stavolta senza patemi, Robles con un 13.06 che in altre serate avrebbe senz’altro avuto molta più rilevanza.

Prima della gara, però, l’attesa maggiore era per l’ennesimo capitolo del duello nel salto in alto tra Vlasic e Friedrich. Le due non hanno affatto deluso le attese e si sono sfidate fino alla misura di 2.03, che ha dato la vittoria alla croata, capace di superarla al secondo tentativo contro il terzo della rivale. La campionessa europea indoor in carica ha però la scusante di essere stata disturbata dal passaggio di una gara nel corso della sua seconda prova a 2.03, ma nel dopo gara non ha minimamente polemizzato dichiarandosi anzi molto soddisfatta della gara e dell’atmosfera.

Gli 800 femminili hanno regalato un’altra miglior prestazione mondiale stagionale, ma qui la notizia può dirsi d’importanza minore data l’estrema fluidità della specialità quest’anno, orfana della dominatrice Jelimo. Ad imporsi grazie ad un ottimo spunto nel finale con 1:57.84 è stata la statunitense Vessey, davanti alla russa Savinova.

Tra le altre gare, da segnalare il ritorno alla massima forma del bronzo dei 1500 di Pechino (in seguito alla squalifica di Ramzi) Mehdi Baala, che pur già selezionato aveva annunciato la sua presenza a Berlino solo in caso di risultati soddisfacenti a Montecarlo. Il 3:30.96 con cui ha dominato la gara di fronte al pubblico “di casa” dovrebbe avergli tolto ogni dubbio. Pubblico che ha avuto modo di esultare anche per il successo di Lavillenie nell’asta.

fonte: iaaf.org
foto: Simone Proietti per Atleticanet

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