Assoluti, primo atto

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CollioAll’Arena di Milano salta la sfida nello sprint, con Cerutti e Di Gregorio fuori dalla finale. Vince Collio, bene Claretti, Grenot, Nicola Ciotti, Brugnetti, Romagnolo, e diversi giovani alla riscossa. Il resoconto della giornata.

Il torrido pomeriggio milanese, segnato da temperatura oltre 30°C, ha offerto parecchi spunti interessanti, con conferme e diverse sorprese. Lo spettacolo si è aperto con una bella gara di Clarissa Claretti nel martello. La lanciatrice marchigiana delle Fiamme Azzurre si è imposta con un miglior lancio a 70.56, affiancato da 70.43, 70.37,69.68 e 68.81, segno che lo stato di forma è quello giusto per i Mondiali. Seconda è finita Silvia Salis, autrice di soli due lanci validi, il migliore dei quali a 68.59.

Le sorprese maggiori di giornata sono però arrivate dai 100 maschili con il ritiro in semifinale di Fabio Cerutti, dopo che due false partenze già avevano fatto una vittima illustre, l’aviere Jacques Riparelli. Per Cerutti si è fatto sentire ancora il fastidio tendineo dietro al ginocchio, che già era apparso qualche giorno fa in allenamento. Giornata negativa anche per l’altro protagonista della velocità azzurra, Emanuele Di Gregorio, secondo in semifinale in un modesto 10.54 dietro l’inossidabile Checcucci, primo di batteria con 10.48. Per la finale Di Gregorio non si presentava ai blocchi e allora via libera per il successo del finanziere Simone Collio, unico protagonista annunciato rimasto in gara, nettamente primo con 10.27, davanti ai poliziotti Checcucci (10.47) e Verdecchia  (10.60). Bell’affermazione per Collio, anche se rimangono le preoccupazioni per le sorti della 4×100 azzurra in vista dei Mondiali.
Tra le donne ha dominato ancora una volta Anita Pistone (C.S. Esercito), prima in qualificazione con 11.61, e poi in finale con 11.57, a precedere Doris Tomasini e Maria Aurora Salvagno, con 11.62 e 11.63.
Il rettilineo dei 100 femminili ha poi salutato il ritorno di Manuela Levorato dopo il lungo stop conseguente a tanti infortuni e ad una felice maternità. La veneta dell’Aeronautica ha prima corso la semifinale in 11.98, poi si è migliorata in finale con 11.74 per un quarto posto conclusivo.

Gli ostacoli alti hanno consegnato il titolo italiano al giovane finanziere 21enne Stefano Tedesco, primo con 13.97 davanti al favorito Emanuele Abate (Fiamme Oro), staccato di due centesimi al termine di una gara combattuta fin all’ultimo centimetro. Analogo finale e stesso distacco cronometrico quello sui 100 ostacoli fra un’ottima Marzia Caravelli (CUS Cagliari) e la favorita Micol Cattaneo (Carabinieri), con quest’ultima a lanciarsi meglio sulla linea di arrivo e cogliere il suo quarto titolo italiano con 13.40.

Forze fresche si sono segnalate anche nei 1500 grazie a Mario Scapini (Pro Patria) e Merhium Crespi (Esercito), protagonisti di un vibrante 300 metri finale. Prima Scapini lancia la progressione, poi Crespi si riporta sotto, seguito anche da Gilio Iannone dell’Esercito. Ma Scapini regge il confronto e nell’ultimo rettilineo prende il largo verso il suo primo titolo italiano assoluto su pista. Il crono è di 3:49.21, a rispecchiare il tatticismo nella prima parte della gara. Crespi coglie un buon secondo posto, davanti a Iannone, poi Salami, Seppi e De Marco, nuove speranze del mezzofondo azzurro.
Nella gara femminile tutto facile per Elena Romagnolo (Esercito) che chiude in un buon 4:13.64, con Agnes Tschurtschenthaler (Forestale) seconda, e la brava Alessandra Viola, junior dell’Atletica Mogliano, terza, a far sfumare per una manciata di centesimi l’impresa dell’altrettanto brava Arianna Morosini (Atletica Industriali Conegliano).
Sempre in tema di mezzofondo altra affermazione di peso per Stefano La Rosa (Fiamme Gialle) sui 5000, vinti in volata sulla promessa Simone Gariboldi (Fiamme Oro), mentre sui 10000 femminili si è imposta Anna Incerti.

Per le prove multiple bel testa a testa nel decathlon fra il carabiniere William Frullani ed il campione italiano Paolo Mottadelli della Cento Torri Pavia, con una manciata di punti a dividere i due superman dell’atletica italiana nella due giorni di gare. Un duello che è durato sino all’ultima fatica dei 1500 metri, con i due divisi fino a quel momento da poco più di un centinaio di punti. Ma Paolo Mottadelli non ha ceduto un metro, rafforzando il distacco dal diretto avversario e confermando il Tricolore con 7436 punti contro i 7323 di Frullani.

Nell’eptathlon la notizia più grossa è stato il forfait nella prima giornata di Francesca Doveri dell’Esercito, uscita nei 200 per affaticamento, evento che sembrava aver aperto le porte della vittoria per Elisa Trevisan delle Fiamme Azzurre. Ma proprio nell’ultima prova, quella degli 800, la compagna di squadra della Trevisan, Cecilia Ricali ha compiuto il sorpasso insperato chiudendo a 5409 punti sulla Trevisan, seconda con 5366 e su Laura Rendina, Fondiaria Sai con 5362.

Ivano Brugnetti ci teneva a ben figurare davanti al suo pubblico, così nei 10 km di marcia non c’è stata storia: vittoria di forza in 40:19.93, staccando il campione olimpico della 50 km Alex Schwazer, secondo in un più tranquillo 41:26.55.

Buoni risultati nell’alto, grazie soprattutto a Nicola Ciotti (Carabinieri) che si conferma con 2.28 il migliore all’Arena. A seguirlo, il compagno di squadra Alessandro Talotti, il gemello Giulio, e Filippo Campioli, tutti sopra i 2.25.
Nel triplo vittoria senza troppi problemi per Magdelin Martinez, unica capace di superare i 14 metri, grazie ad un 4° e 5° salto da 14.10 e 14.06. Secondo posto per la portacolori dell’Esercito Federica De Santis con 13.79,  seguita da vicino da Silvia Cucchi con 13.77.
Vittoria scontata nel giavellotto per Zahra Bani (Fiamme Azzurre), grazie ad un lancio a 54.65. Titoli italiani anche per Laura Bordignon (Fiamme Azzurre) nel disco con 56.37, Giorgio Piantella (Carabinieri) nell’asta con 5.45, Alessio Guarini nel lungo con 7.84 (S.E.F. Virtus Emilsider Bo), e Marco Di Maggio (Aeronautica) nel peso con 19 metri esatti.
Per le staffette, gioia a non finire per la 4×100 della Riccardi Milano, al successo in 40.36 tra le mura amiche. Manuela Grillo ha invece compensato la delusione della squalifica nella prova individuale con il successo in 4×100 con il quartetto della Forestale, composto anche dalle sorelle Arcioni e Martina Giovanetti.

In tema di qualificazioni buone prove sono arrivate dai migliori in pista. Nelle batterie dei 400 i più veloci sono stati Marta Milani (C.S. Esercito) con 53.26 e Matteo Galvan (Fiamme Gialle) con 47.30, ma chi ha ancora una volta impressionato per facilità di corsa è stata sempre lei, Libania Grenot, con un 53.60 in scioltezza, prima della doppia fatica di domani, batterie dei 200 e finale sul giro di pista.
Tra le donne bene anche Spacca, Bonfanti, e le promesse Varisco e Sirtoli tutte in finale, mentre tra gli uomini Vistalli, Fontana e Juarez si sono confermati tra i migliori, con lo junior Francesco Ravasio (Atl. Bergamo 1959) a  cogliere la finale in scia a Galvan.
Il giro di pista con barriere ha fatto segnare i primi posti in batteria di Leonardo Capotosti e Nicola Cascella tra gli uomini, entrambi abbondantemente sotto i 53 secondi, mentre tra le donne i migliori tempi sono stati quelli di  Benedetta Ceccarelli e Manuela Gentili, con 58.67 e 58.78 rispettivamente. In mattinata nessuna fatica per Elisa Cusma e Daniela Reina nelle qualificazioni degli 800. Domani l’ultima giornata di gare per i restanti titoli da assegnare.

Nella foto: Simone Collio (foto Simone Proietti per Atleticanet)

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