Prima giornata dei mondiali, azzurri in chiaro-scuro, bravo Rubino nei 20km di marcia

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rubino_by_cacchiarelliL’esordio della spedizione azzurra al mondiale di Berlino è contrastata. A fronte di un Rubino quarto nella qualificatissima gara dei 20km di marcia, si registrano prestazioni un po’ deludenti. Ecco il dettaglio della mattinata.

Partiamo dalla notizia più lieta anche se non si chiama medaglia. Giorgio Rubino, finanziere in trasferta permanente al santuario della marcia di Saluzzo, arriva quarto nella 20km di marcia vinta dal russo Borchin col tempo di 1h 18’41. Nella stessa gara ritiro per Ivano Brugnetti e ventunesima posizione per Jean-Jacques Nkouloukidi.

La gara parte subito a buon ritmo con Brugnetti e un Rubino subito davanti. Quest’ultimo, dopo i primi chilometri decide di spingere un po’ sull’acceleratore e di lasciare il gruppetto per fare gara di testa in solitaria. Strategia rischiosa che gli fa rimediare una paletta per sospensione e il recupero di gran carriera del gruppo degli inseguitori. Rubino, nonostante il ritmo serrato e le energie spese per l’attacco dei chilometri precedenti cerca di stringere i denti e rimanere con i primi mentre un Brugnetti più in crisi mentale che fisica, si ritira quando già sul suo numero c’erano appese due proposte di squalifica. Nkouloukidi, con equilibrio e buon senso cerca di risalire posizioni e fare gara attenta.

Intanto Borchin scopre le carte e, forte di una tecnica davvero notevole inizia a girare a ritmi proibitivi per tutto il resto degli inseguitori andando saldamente al comando. Il solo cinese Wang, nonostante qualche limite tecnico, cerca di mantenere il contatto col russo che però si invola facile verso la vittoria lasciando alla Cina la medaglia d’argento. Terzo con una gara di tutta rimonta il messicano Sanchez che sul finale di gara riesce ad avere la meglio sul colombiano Lopez a lungo in terza posizione.

Rimane (più a Rubino che a noi) l’amaro di una medaglia di legno per un ragazzo che per maturità, impegno e valore atletico meriterebbe di avere al collo qualcosa in più che una semplice catenina. A lui tutta la nostra simpatia e i migliori in bocca al lupo per i prossimi impegni internazionali.

Veniamo agli altri azzurri. Per dovere di blasone parliamo subito di Nicola Vizzoni che guadagna meritatamente l’ennesima finale di livello scagliando il martello oltre la misura minima per la qualifica. Entra con 76.95 che rappresenta la settima miglior misura. Gli auguriamo una finale piena di adrenalina e soddisfazione.

Libania Grenot non delude nemmeno lei, stacca il biglietto per la semifinale dopo una batteria corsa in 51”45. Miglior tempo delle batterie per l’atleta del Botswana, Amantle Montsho che corre in 50”65. La gara dei 400 donne tornerà domani alle 19.40 per definire le otto finaliste che si daranno battaglia il giorno 18 praticamente alla stessa ora. Forza Libania!

Veniamo alla velocità pura con le batterie dei 100. Il marziano Bolt fa un allungo da 10”20 per accedere al turno successivo, nessuna eliminazione clamorosa per gli atleti più accreditati; miglior tempo delle batterie per Tyson Gay che corre in 10”16 nell’undicesima batteria dove un bravissimo Cerutti si qualifica col terzo posto correndo in 10”36. Molto bene anche Emanuele Di Gregorio che nella seconda batteria si qualifica correndo in 10”35 mentre più che deludente Simone Collio che corre in 10”49 nella prima batteria, lontano di oltre quattro decimi dal fantasmagorico 10”06 corso a Rieti tre settimane fa.

Non passa il turno nemmeno Elena Romagnolo vittima di una gara di 3000 siepi corsa a ritmi per lei proibitivi. Il suo 9’56”61 non è sufficiente per l’accesso alla finale; miglior tempo per la specialista russa Galkina che chiude in 9’17”67, un tempo praticamente già da medaglia.

Anche Magdelin Martinez non entra in finale nella gara di triplo femminile. Veramente insufficiente il suo 13.87 per poter sperare in un posto tra le migliori dodici atlete del mondo. Ci auguriamo per lei che questo lungo trend negativo possa presto invertirsi.

La mattinata ha visto anche – senza azzurri in gara – le qualificazioni del peso maschile e l’inizio dell’eptathlon femminile.

 

Le gare della prima giornata riprendono a pomeriggio inoltrato con i 1500 uomini dove nella prima batteria c’è l’azzurro Obrist e l’italo-serbo Goran Nava che gareggia per i colori della nazione slava. Obrist ben piazzato ed attento nella prima parte di gara, si fa risucchiare più per disattenzione che altro e, in un finale di gara concitato, si ritrova in ottava posizione in 3’43″41, fuori dal gruppo dei qualificati. Stessa sorte per Goran Nava che si piazza decimo. Miglior tempo di qualifica per l’etiope Deresse Mekonnen che (ovviamente) nell’ultima batteria sigla 3’37″04.

Con i quarti di finale dei 100 uomini inizia la vera gara. Tutti dentro i grandi con Powell al miglior tempo di tutti in 9″95 e Bolt ben nascosto in attesa di piazzare la zampata vincente quando servirà. Fuori putroppo i due azzurri rimasti dopo l’eliminazione di Collio nelle batterie. Di Gregorio corre in 10″26 il primo quarto ma risulta quarto dopo aver corso quasi tutta la gara in posizione da qualifica. Non va avanti nemmeno Cerutti che nel suo quarto termina la gara settimo in 10″37.

Asta femminile in agrodolce. Anna Giordano Bruno finalmente salta da protagonista in una grande manifestazione e piazza un ottimo 4.50 sfiorando la misura di 4.55. A fine gara risulterà però la prima delle escluse con l’ulteriore beffa di essere uscita per causa del 4.50 della tedesca Gadschiew che ha superato la misura in maniera a dir poco rocambolesca e fortunosa.

I 10.000 donne vedono una sorpresa nell’ordine d’arrivo con una delle favorite, l’etiope Meseret Defar cedere nel finale senza beccare nemmeno la medagli di bronzo; quinto posto per lei. L’oro andrà alla keniana Lineth Masai in 30’51″24 davanti alle due etiopi Melkamu e Ayalev.

Avvincente la gara del getto del peso maschile dove, a darsele di santa ragione (si fa per dire) ci hanno pensato i soliti giganti Cantwell, Majewski e a fare da terzo incomodo sugli altri statunitensi Hoffa e Nelson, il tedesco Bartels che col suo bronzo con la misura di 21.37 regala alla nazione ospitante la prima medaglia dei campionati. A Cantewell l’oro con la misura di 22.03 che è anche la miglior prestazione mondiale dell’anno mentre l’argento del polacco arriva con la misura di 21.91.

Ordinaria amministrazione nelle batterie dei 400hs che vedono come unico elemento di sorpresa le ben cinque squalifiche di altrettanti atleti per scorretto passaggio dell’ostacolo. A farne le spese sono stati: Kechi (Fra), Robertson (Jam), Abraham (Ind), Cole (Aus), Couto (Moz). Miglior tempo di qualifica per l’americano Kerron Clement in 48″39.

Si conclude anche la prima delle due giornate dell’eptathlon femminile con la gara dei 200 metri.

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