BERLINO 2^ GIORNATA: LA SERATA DELL’EXTRATERRESTRE: 100 MT BOLT 9’’58

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bolt_by_Xinhua_PhotoL’Olympia Stadium evoca le grandi imprese: nella serata di Berlino il velocista giamaicano entra nella storia della specialità: record del mondo e la conferma che la sua velocità appartiene ad un altro pianeta; per lui il mondo dell’atletica è in delirio e pare sia solo il primo atto.

 

E’ sua la sera del 16 agosto, in Germania si celebra la leggenda della velocità, Usain Bolt, il 22enne giamaicano scrive pagine di storia; disintegrato il precedente record del mondo di 11 centesimi un anno esatto dopo il titolo olimpico a Pechino e stavolta senza scherzare, almeno durante la gara. Clima di assoluta rilassatezza in partenza, persino Powell partecipa alla festa del connazionale, dopo gli “allunghi” nei turni preliminari esce un tempo che si commenta da solo. Questa volta i 100 metri li ha corsi tutti è lo si è visto: 9”58

Il primo degli umani è un grande Tyson Gay a 9’’71; per lui record americano migliorato di ben 7 centesimi, abdica dopo Osaka ma resta  la consapevolezza di essere il primo dei “normali”.  Asafa Powell è di bronzo con 9’84’’ ( ruolo di comprimario svolto alla perfezione) gli  altri a contentarsi di piazzamenti, dove quarto è Bailey rappresentante di Antigua con 9’’93.

Atto conclusivo di una serata dalle grandi emozioni sono stati i 100 metri, serata che ha assegnato anche il titolo del getto del peso donne; favori del pronostico rispettati per la neozelandese Valerie Vilì a bissare il titolo di due anni fa con la misura di 20,44. Seconda è la tedesca beniamina di casa Nadine Kleinert, per lei un lancio da primato personale 20,20 e un arrivederci a Londra 2012 ma in altro sport; ovvero pugilato femminile. Terzo posto per la cinese Gong a 19,89 con il primato personale e giù dal podio la bielorussa Mikhnevich unica in grado di impensierire la Vili a Pechino, fermatasi a soli 19,66 mt.

Si è conclusa dopo due giorni di fatiche anche l’Heptathlon donne. Dopo i tre titoli consecutivi finiti in Svezia con Carolina Kluft  (attualmente in pausa di riflessione agonistica) degna erede è la 22 enne britannica Jessica Ennis, vincitrice con 6731 punti (leader stagionale). Mai in discussione la vittoria dopo le ottime prime prove nei 110hs, alto e 200, sopra i 1100 punti, medaglia d’argento ancora targata “panzer” con Jennifer Oeser (6493 pt) a precedere la polacca Kamila Chudzick al bronzo a sorpresa con 6471. Solo quarta la campionessa olimpica in carica la ucraina Natallia Dobrynska (6444 pt) a precedere le due connazionali Yosypenko e Melnychenko. Heptathlete poi rimaste in pista per assistere allo spettacolo Bolt.

Venendo alle qualificazioni, azzurri impegnati nei 400 piani donne con l’italo-cubana Libania Grenot in semifinale; per lei delusione 50’’85 e eliminazione con l’ultimo tempo utile racimolato da una Christine Ohuruogu campionessa mondiale e olimpica in carica apparsa poco brillante (50’’35 per la britannica). Bene invece la favorita Sanya Richards facile in 50’’21. Viste le dichiarazioni di ieri della nostra atleta che si sentiva valere un tempo sotto i 50’’ aumenta il rammarico per una finale che pareva possibile.

Nel salto triplo ben tre azzurri in gara sui 46 pretendenti alla finale a 12. Prestazioni opache, il migliore è Fabrizio Schembri che con 16,88 ripetuto due volte  va a soli 8cm dalla qualificazione per ripescaggio. Per il carabiniere 15° posto complessivo. Discorso a parte per il giovane Daniele Greco fresco campione Europeo Under 23; due nulli e un 16,18 che vale  come esperienza in campo internazionale, apparso intimorito dai grandi nomi presenti in pedana. Fabrizio Donato, recente campione europeo indoor lo ha dichiarato lui stesso di “vergognarsi” della misura: 15’81 frutto di un infortunio in stagione (al muscolo pettorale)  e di una carriera altalenante del finanziere fatta da molte debacle in gare internazionali. Tra i big tutto facile per il britannico Idowu (17,32) e il campione olimpico il portoghese Evora, atterrato a 17,44.

Semifinali dei 400 hs maschili con le conferme Usa di Kerron Klement e Bershawn Jackson (48’’00 e 48’’23 vincitori delle rispettive serie), il ritorno del grande Felix Sanchez (il dominicano che ricordiamo duellare con il nostro Fabrizio Mori a inizi anni 2000 iridato e Edmonton 2001 Parigi 2003 e campione olimpico ad Atene 2004) qualificatosi per la finale in 48’’34. In finale anche il greco Iakovakis e il jamaicano 37enne McFarlane.Fuori a sorpresa l’altro giamaicano Isa Phillips.

Tra le donne disputati i quarti di finale dei 100 metri senza sorprese: passano le favorite jamaicane Steward  (10’’92 per lei) Baley, Campbell Browne Fraser seguite dalle americane Lee, Jeter e Williams. Duello Jamaica-Usa molto aperto tra le donne.

 

foto: Xinhua Photo

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