La terza giornata a Berlino saluta una Cusma in gran forma

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Cusma_by_SchenaNiente gare in mattinata e pomeriggio che apre i battenti con la finale del martello dove c’era impegnato capitan Vizzoni. Ma la gara più azzurra è stata quella della Cusma.

Purtroppo per Vizzoni la gara di martello vinta dallo sloveno Kozmus con un normale 80.84, finisce al terzo lancio con l’unica misura valida di 73.70 che lo colloca fuori dai lanci di finale e al nono posto complessivo. Un vero peccato per l’atleta toscano che nel corso di questa stagione aveva dimostrato una buona condizione.

Molto meglio fa Elisa Cusma nell’ultima delle tre semifinali degli 800 donne. L’azzurra gestisce con grande intelligenza e senso tattico la gara e si presenta prima al traguardo col tempo di 2’00”62. Tempo finale a parte, c’è da rilevare che il passaggio ai 400 per la Cusma è stato di 1’01”25 con relativa seconda parte più veloce. Quindi grande condizione e facilità di corsa anche a ritmi elevati per la nostra atleta. Ci auguriamo di vedere una bella finale. Per la cronaca, il miglior tempo delle tre semifinali l’ha siglato la sudafricana Semenya con 1’58”66.

Le notizie per gli azzurri finiscono qui. Ma la serata ha riservato un evento davvero inaspettato nella gara di asta femminile. La notizia è che la zarina dell’asta, la sempre vincente Isinbaeva non ha vinto e, a dirla tutta, risulta anche non classificata in quanto autrice di 3 nulli di cui uno a 4.75 e due a 4.80. Massima delusione e lacrime trattenute a stento fanno da contraltare all’esultanza della polacca Anna Rogowska che con 4.75 vince l’oro e tiene sul gradino argentato anche un’altra temibile avversaria, la connazionale Pyrek che chiude la gara con 4.65 dopo aver tentato una disperata rimonta con un salto fallito a 4.80. Chiude il podio l’americana Johnson con la stessa misura della Pyrek e toglie la gioia di un’altra medaglia alla Germania che vede la graziosa Spiegelburg al quarto posto sempre con 4.65 ma anche con due errori di troppo.

Ancora finali femminili col salto triplo. Vince la gara la cubana Yargeris Savigne con un salto (non insuperabile) a 14.95 beccando l’unico alito di vento a favore (+1.3) in una gara caratterizzata da tutti salti con vento contrario. Seconda la connazionale Gay e terza la russa Pyatykh con 14.58. Ai piedi del podio la signora Topic, a lungo in terza posizione e moglie del saltatore in alto serbo tutt’ora in attività nonostante un età non più verdissima. L’ombra di Tatyana Lebedeva si assesta in sesta posizione con la misura di 14.37.

I 3000 siepi femminili riservano ancora una piccola sopresa di certo gradita ai tifosi spagnoli. Vince con un finale di gara arcigno la spagnola Marta Dominguez con il tempo di 9’07”32. Ad inseguire da vicino la russa Zarudneva, seconda con 9’08”39 e la keniana Cheywa con 9’08”57. Fuori dal podio una della principali favorite, la russa Gulnara Galkina.

Nel fondo maschile, assegnato il titolo dei 10.000 e questa volta senza sorprese. Si conferma indiscusso re del fondo l’etiope Kenenisa Bekele che entra a pieni voti nell’olimpo dei grandi con la quarta vittoria consecutiva in un mondiale. Agguanta l’oro dopo una gara a tratti nervosa giocata su ritmi piuttosto elevati. Per lui il tempo di 26’46”31 seguito dall’eritreo Tadese in 26’50”12 e dal keniano Moses Masai che conquista il bronzo in 26’57”39. Come dato statistico preoccupante rileviamo la presenza di soli 3 europei arrivati sul totale di 25 atleti, tra l’altro in posizione notevolmente arretrate.

Chiude la serata la finale dei 100 donne che, dato l’incredibile risultato della gara maschile, offre minori tensioni agli spettatori. Gara tutta giamaicana con quattro atlete su otto a contendersi la vittoria finale. Arriva davanti a tutti Shelly-Ann Fraser con 10”73 (nuovo record nazionale strappato a “sua velocità” Merlene Ottey) precedendo la connazionale Kerron Stewart di soli due centesimi. Terzi gli Stati Uniti con Carmelita Jeter che corre col tempo finale di 10”90.

Corse in serata anche le batterie dei 400hs donne e le semifinali dei 1500 uomini con -addirittura- una falsa partenza nella seconda delle due gare e miglior tempo di tutti per il keniano Asbel Kiprop che vince la seconda semifinale con 3’36”24.

 

foto: Elisa Schena per Atleticanet

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