Bis a sorpresa, Harting fa impazzire Berlino

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hartingQuello che non ti aspetti, all’ultimo lancio, sulla spinta dell’entusiasmo delle centinaia di tuoi tifosi assiepati sugli spalti a bordo pedana. Robert Harting ha centrato l’impresa di una vita, una medaglia d’oro strappata all’ultimo turno di disco, lanciando come mai aveva fatto in vita sua.

 

Mi ero sistemato anch’io a ridosso della pedana del disco, per gustarmi una gara di alto livello e per seguire un amico in particolare, lo spagnolo Mario Pestano all’ennesima finale di carriera. Purtroppo Mario non riesce a concludere tra i migliori 8 di finale, il suo disco non ne vuol proprio sapere di volare. Chi dimostra di esser carico e in giornata è il polacco Malachowski, subito a lanci di rilievo, ma è il tedesco Robert Harting a scaldare di più il pubblico. Per lui c’è una vera e propria “torcida teutonica”, lui è dei dintorni di Berlino ed in tanti sono venuti a sostenerlo. Tutti con le speranze di una medaglia per il loro beniamino, nessuno capace di immaginare il finale pirotecnico di una gara che si trasforma magicamente in oro. Harting all’ultimo lancio trova le energie per scagliare l’attrezzo più lontano di tutti, lo stadio esplode in un boato incredibile, peggio ancora di ciò che era accaduto la sera prima con Steffi Nerius. Harting in un sol colpo ha messo dietro campioni come Malachowski, Kanter, Alekna, è il suo giorno, è la sua serata di gloria. Va verso i suoi tifosi, si toglie la maglietta, si getta tra la sua gente per un bagno di folla da gustare sino in fondo . Poco dopo arriva anche una leggenda come Lars Riedel, con il compito di intervistare il successore. I due sono fianco a fianco, passato e presente di una specialità che in Germania vanta una tradizione straordinaria.

Pochi minuti più tardi è la volta degli 800 femminili, finale particolarmente seguita per la presenza di Elisa Cusma. L’azzurra si fa rispettare, le grido un paio di volte al passaggio dei 400. La sudafricana Semenya appare imprendibile per chiunque, è suo il titolo mondiale, sia pur tra molti dubbi. Elisa conclude sesta e con un pizzico di delusione perché lei stessa si sentiva ad un passo dal sogno, a maggior ragione quando al terzo posto viene data l’inglese Jenny Meadows, atleta alla sua portata. Grande lo stesso, finire in finale in un 800 è già impresa grandiosa.

Nei 1500 tifo per un signore di nome Bernard Lagat. Mi ha sempre colpito per la sua eleganze e disponibilità, un campione che anche stavolta mostra la sua stoffa e conquista il bronzo, in una gara vinta dall’antilope Kamel, italiano d’adozione e figlio del grandissimo Billy konchellah. A sorpresa è battuto Asbel Kiprop, il favorito, troppo fiducioso sulle sue capacità. Il ragazzo salta da tutte le parti, poi improvvisa una simpatica danza con il secondo arrivato, l’etiope Mekonnen, è festa grande. Lagat lo incontro più tardi in conferenza stampa, è con il figlioletto, gli faccio i miei complimenti, campione vero.

La serata delle sorprese prosegue anche con i 100 ostacoli, dove la giamaicana Foster-Hylton la fa in barba a tutte e conquista un insperato titolo mondiale. La campionessa olimpica Harper  rimane di stucco, la Hylton per un attimo non crede alla notizia, attende il risultato ufficiale sul maxischermo, intanto dei giamaicani vicino a me le gridano “GOLD!”. Arriva l’ufficialità, lei salta e si abbraccia con la connazionale Ennis London anche lei sul podio.

In mattinata da segnalare la qualificazione di Giulio Ciotti per la finale di alto. Simpatico siparietto sulle tribune prima dell’ultimo tentativo a 2,30: Giulio ha fame, il gemello Nicola va verso di lui: “cosa vuoi? Ti va bene un gelato?”, segnalando il ragazzo dei gelati presente in tribuna. Giulio risponde: “No, no, qualcosa di secco”. Nicola in men che non si dica scatta su per le scale verso i chioschi fuori dallo stadio, poi una voce dal gruppo dei suoi supporter grida: “Ti va bene una banana?”. Giulio approva, una banana si trasforma in un inaspettato amuleto che regala la finale all’azzurro.

A tarda serata rientrando in albergo incontro Mario Pestano: è deluso per la prestazione e sconcertato perché un’altra finale è andata male. Allenarsi tanto per arrivare a 62 metri, misura che normalmente viene così, con facilità. Ora attenzione puntata agli ultimi meeting di stagione, tra cui Rovereto.

Ma la testa è già alla giornata dei 200 di Bolt e dell’alto femminile. La febbre giamaicana sale, quella azzurra anche: Antonietta vola!

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