Tanta Italia nella serata delle sorprese

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

weissteiner_by_schenaL’ottava giornata dei campionati del mondo si chiude con un susseguirsi di risultati sorprendenti. Con l’aggiunta delle prestazioni degli azzurri è senza dubbio una delle più belle giornate dei campionati.

Kenia contro Etiopia, 2 a 0, ma Weissteiner grandiosa

Nella prima volta della maratona maschile mondiale senza azzurri (Ruggero Pertile ha rinunciato per un infortunio), il colore dominante è stato il nero dell’africa. Da metà gara in poi si è rinnovata l’eterna sfida Kenia/Etiopia. Il manipolo di uomini al comando si è assottigliato chilometro dopo chilometro delineando quello che poi sarebbe stato un podio ben definito: primo il keniano Abel Kirui con il nuovo record dei campionati 2:06:54 , secondo il connazionale Emmanuel Mutai, 2:07:48, terzo l’etiope Kebede, 2:08:35, con una tattica di gara accorta soffia il terzo posto al connazionale Merga, al quinto posto arriva uno stremato Robert Cheruyot che chiude definitivamente i giochi per la gara a squadre: Kenia ancora primo, poi Etiopia e poi, molto dopo, in lontananza il resto del mondo.

Nei 5000 cambiano gli attori ma il copione è quello dei 10000: la Defar sorprende ancora, quando sembrava avere vinto lo sprint finale, invece il crollo con le keniane che la infilano a velocità doppia: le keniane di turno sono  Vivian Cheruyut (14:57.97) e Sylvia Kibet (14:58.33) per fortuna della Defar questa volta una medaglia, quella di bronzo, è riuscita a salvarla.

Grandiosa gara della nostra Silvia Weissteiner che ha tenuto il passo del gruppo fino alla fine “raccogliendo” le altre che mollavano e con un bel chilometro finale ha raggiunto un settimo posto con il tempo di 15:09.74 che è il secondo miglior risultato italiano di sempre in un 5000 mondiale.

Quando gli australiani si mettono a saltare..

Può succedere che un atleta molto forte, uno dei favoriti, si infortuni poco tempo prima della gara, ma se quell’atleta si chiama Steve Hooker i miracoli possono accadere. E’ quanto è successo all’atleta australiano che consapevole di avere pochissimi salti a disposizione ha deciso di entrare in gara a 5.85 mancato per un soffio al primo tentativo. A quel punto un francese, no non Lavillenie ma la “vecchia volpe” Roman Mesnil, ha saltato 5.85 scombinando i piani,. A quel punto Hooker ha rilanciato a 5.90 saltandolo al primo tentativo, i due francesi a loro volta hanno cercato di giocare a scacchi con le misure successive ma senza fortuna e l’australiano Hooker con due soli salti conquista il titolo mondiale, secondo Mesnil (5.85) e terzo Lavillenie (5.80).

Abbiamo rivisto dopo tempo un Gibilisco concreto in una finale mondiale: con un 5.65 al secondo tentativo finisce settimo e con un salto non velleitario tentato a 5.80.

Chi poteva pensare che Irving Saladino uscisse di scena con 3 salti nulli, lui che ha della rincorsa un suo punto forte, a quel punto Dwight Phillips con 8.54 (0.1) doveva solo resistere agli assalti del sudafricano Mokoena che ha saltato 8.47 (0.1), vicino, ma non abbastanza per l’oro. Per il terzo posto un duello tutto australiano fra Michael Watt e Fabrice Lapierre, la spunterà il primo con 8.37 (-0.4).

Record del mondo, ma non di Bolt

Questa sera a fare il record del mondo al secondo lancio è stata la giovane polacca dal cognome impronunciabile, la Wlodarczyk ha scagliato il martello a 77.96,  poi la gioia era cosi immensa che saltando lungo la pista si è slogata una caviglia e ha dovuto assistere sdraiata con il ghiaccio al lento miglioramento di Betty Heidler che spinta da tutto lo stadio ha fatto una bellissima serie di lanci 75.10, 75.38, 75.73, 73.45, 76.44, fino al 77.12, nuovo record tedesco.

Clarissa Claretti, sempre presente nelle finali, raggiunge anche stavolta la finale a 8 chiudendo ottava con la miglior misura di 71.56.

Staffette: Giamaica contro USA, 2 a 0

La vittoria è facile quando l’avversario non c’è. Le staffette veloci statunitensi, infatti,  sono state entrambe eliminate, quella maschile per cambio prima del settore (non finiranno mai di stupirci) e quella femminile per un pasticcio con il cambio fra Anderson e Muna Lee che facendo acrobazie per prendere il testimone si è infortunata.

Dopo la vittoria di ieri la staffetta italiana (Donati, Collio, Di Gregorio, Cerutti) ha fatto una buona prestazione andando vicino al risultato di ieri con 38.54 e un sesto posto. Per le medaglie tutt’altri tempi: Bolt e compagni hanno corso in 37.31 nuovo record dei campionati, seconda Trinidad e Tobago 37.62 record nazionale e terzi gli inglesi 38.02.

Al femminile vittoria in scioltezza della Giamaica 42.06 e seconde Debbie Ferguson  e le ragazze delle Bahamas e terza per la gioia del pubblico la Germania.

Le ragazze italiane della 4×400 non si sono qualificate per la finale, complici una ostruzione di una francese ad un cambio e la condizione non perfetta della Grenot hanno corso in 3:31.05 che non è bastato per passare il turno.

foto: Elisa Schena per Atleticanet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *