Isinbayeva torna sul tetto del mondo: nuovo record mondiale

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Isinbayeva_by_EspositoA cinque giorni dalla conclusione del mondiale berlinese, riparte dal nuovo Letzigrund di Zurigo il circus della grande atletica con il quinto e penultimo appuntamento della Golden League. Il cast del Weltklasse è impressionante, come sempre, e ripropone numerosi confronti per gli atleti in cerca di conferme o rivincite. Clamorosa, in tema di rivincite, quella della Isinbayeva che sembra completamente trasformata rispetto alla disastrosa esibizione di undici giorni fa.

Con soli due salti (4,71 – 4,81) Yelena si libera della concorrenza (la pur brava Rogowska, neo campionessa del mondo, non riesce a far meglio di 4,76) e punta dritta ai 5,06 del nuovo primato mondiale, che ottiene al primo tentativo. Tecnicamente ineccepibile stavolta, come nei giorni migliori, corre poi all’abbraccio col tecnico Petrov.

Con lei resta in corsa per il jackpot l’americana Sanya Richards, che domina i 400m col miglior tempo dell’anno (48.94). La tre volte campionessa del mondo dei 200 Allyson Felix (2.a in 49.83) si illude per trequarti gara, ma negli ultimi cento metri c’è spazio solo per lo strepitoso finish della Richards, finalmente ritornata vicina ai suoi massimi (48.70 nel 2006).
Il terzo pretendente ai lingotti d’oro è Kenenisa Bekele che vince i 5000m con l’ottimo tempo di 12:52.32 (m.p.m. 2009). Gara lanciata su gran ritmo dalle lepri fino ai 3000m (7:40.73), poi fa tutto da se il piccolo grande campione etiope; alle sue spalle il kenyano Soi (12:55.03) vince lo sprint per la piazza d’onore davanti all’americano Dathan Ritzenhein, autore di una rimonta fantastica negli ultimi giri che lo porta al record nazionale di 12:56.27 (prec. 12:58.31 di Bob Kennedy nel 1996 sempre a Zurigo). Singolare il percorso di questo 26enne nativo del Michigan ma cresciuto atleticamente all’Università del Colorado: con pb di 13:16.06 e 27:35.65 su 5/10km, sembrava orientato ormai sulla maratona (9° a Pechino). Quest’anno invece il grande rilancio in pista, col 6° posto sui 10 a Berlino (in 27:22.28, altro pb) prima dell’impresa zurighese.

Crollano invece le speranze di Kerron Stewart, incapace nei 100m di contrastare una scatenata Carmelita Jeter (10.86 il suo tempo vincente). La giamaicana è parsa alquanto spenta (11.04 il suo secondo posto) e poco la consola il fatto che la sua connazionale Shelly Ann Fraser, campionessa olimpionica e mondiale, abbia fatto ancor peggio (quarta in 11.10).
Diversi i neo campioni del mondo che si confermano a Zurigo: Ezekiel Kemboi (8:04.44 nelle siepi dopo passaggi record a 2:37 e 5:17 e faticaccia finale per contenere il ritorno di Tahri 8:05.29), Andreas Thorkildsen (grande il suo 91,28 nel giavellotto, m.p.m. 2009), Brigitte Foster-Hylton (12.46 nei 100h davanti ad una irriducibile Harper che eguaglia in 12.48 il suo pb), Maryam Jamal (3:59.15 sui 1500m, trascinando al personale l’americana Willard 3:59.38 e la britannica Dobriskey 3:59.50) e la croata Vlasic (2,01 nell’alto).
Altri invece cadono, come Mulaudzi, terzo negli ottocento vinti da Rudisha (1:43.52 pb), Kamel, quarto nei 1500 (si impone Choge in 3:33.38) e la rivelazione degli ostacoli alti Brathwaite, battuto a sorpresa dal giamaicano Thomas (record nazionale a 13.16).

Concludiamo con l’extraterrestre, al secolo Usain Bolt. Dice di essere molto stanco (e lo sarà pure, ci mancherebbe) ma prima vince i 100m in 9.81, facendo giusto il minimo indispensabile per superare Powell (9.88). Poi scherza con Wally Spearmon nell’ultima frazione della 4×100, portando la sua Giamaica ad un ottimo 37.70.
Di poco rilievo la partecipazione azzurra al meeting: Antonietta Di Martino 5.a con 1,94 e Fabrizio Schembri sesto nel triplo (16,54) vinto dal portoghese Evora con 17,38.
Risultati completi del meeting: http://www.weltklasse.ch/en/meeting/live.html

fonte: IAAF
fonte foto: Gino Esposito per Atleticanet

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