23° MEETING EEA CITTA’ DI PADOVA: DI SCENA L’ATLETICA MONDIALE

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Pistoius_by_ProiettiPolveri bagnate di fine stagione post-mondiale; nel complesso però il meeting patavino ha offerto buoni spunti; stella della serata il sudafricano Pistorius.

L’atletica su pista si avvia verso fine stagione, terminati i mondiali di Berlino, alcuni tra i più titolati campioni e molti azzurri presenti a Padova, per la 23^ edizione del Meeting Città di Padova patrocinato dalla EEA, la federazione europea e ottimamente organizzato da Assindustria Sport Padova, società “civile” che vanta il tricolore maschile essendosi laureata campione d’Italia lo scorso anno.

Tradizionale prologo con la gara del sabato allo stadio “Colbachini” quest’anno riservata al martello femminile che non ha tradito le attese; vittoria per la grande delusa di Berlino (solo sesta) la russa ex-primatista del mondo Tatyana Lysenko capace di un 73,12 mt finale meglio di quanto fatto in terra di Germania davanti all’azzurra Clarissa Claretti riconfermatasi su lanci oltre i 71 metri (71,12 per lei). Podio completato dalla tedesca Kathrin Klaas, quarta ai recenti mondiali, a 70,41 e quarto posto per l’altra azzurra portacolori della Forestale Sivia Salis quarta con la misura di un soffio sotto i 70 mt (69,98).

Meeting che entra nel vivo allo Stadio Euganeo domenica pomeriggio  con un inziativa benefica, la Non Solo Sport race ( non competitiva di 9 km) che ha difatti  inaugurato il meeting con i suoi 3500 partecipanti partiti proprio dall’interno dello stadio.

I campioni scendono in pista con la velocità, nella finale dei 100 metri maschili buona prova dell’azzurro Simone Collio, secondo con un convincente 10’’19 (v. –0.1) dietro il jamaicano Ainsley Waugh (10’’18). Terzo lo statunitense Ryan Bailey a 10’’20. Nella finale “B” vittoria per l’atleta di casa il portacolori dell’Aereonautica Jaques Riparelli a 10’’30. Tra le donne si segnala il ritorno dopo un infortunio della jamaicana Sherone Simpson (argento nei 100 di Pechino e oro ad Atene con la staffetta veloce) con 11’’15 (+0,5) davanti alla statunitense Gloria Asumnu 11’’32. Quarto posto e graditissimo ritorno dopo la maternità per la primatista italiana, la veneta Manuela Lavorato che ha fermato il cronometro a 11’’65.

400 metri con l’attesissimo debutto del sudafricano, campione paralimpico, Oscar Pistorius di nuovo a cimentarsi in terra italiana con i normododati dopo il Golden Gala di Roma. Per lui, nella gara vinta dal cubano William Collazo in 45’’46 davanti allo statunitense David Neville (oro e bronzo a Pechino 2008) oggi a 45’’79, un sesto posto finale con 47’’07, poco oltre il tempo prefissato alla vigilia. Buona prova anche dell’azzurro Matteo Galvan, il ventunenne delle Fiamme Gialle capace di un 46’’09 al termine di una stagione che lo ha visto positivamente in gara a Berlino. I 400 donne vengono vinti dall’atleta di Guinea Aliann Pompey (51’’40) davanti alla senegalese Ami Mbacke Thiam (oro iridato ad Emonton 2001) 51’’50 e alla russa Natalya Nazarova terza in 52’’10.

Ottocento maschili al kenia con Reuben Bett a 1’45’’21 (resiste il record di Andrea Longo datato 98 con 1’44’’72) davanti al britannico Darren St. Claire 1’46’’20 e l’atleta stelle e striscie Karjuan Williams 1’46’’67. Appena giù dal podio l’azzurro Christian Obrist con 1’47’’03 finalista olimpico dei 1500 metri lo scorso anno, a suo agio anche nella distanza più corta.

Al femminile doppio giro di pista con tripudio per Elisa Cusma; dopo l’ottimo sesto posto dei mondiali, vittoria in solitaria di un soffio sopra i 2 minuti (2’00’’05) per l’atleta dell’Esercito davanti alla cubana di casa (Assindustria Pd) Yusneysi Santiusti a 2’01’’29 e l’atleta Usa  Morgan Uceny  (2’02’’22). Da segnalare il quinto posto per una “nobile decaduta” la slovena Yolanda Ceplak, bronzo ad Atene 2004 al rientro dopo due anni di squalifica per doping.

Il giro di pista ha regalato emozioni anche con gli ostacoli, vittoria per il favorito Bershawn Jackson (recente bronzo a Berlino) in 49’’25 davanti al jamaicano Martino Buckey (50’’’18) e il britannico David Greene 51’’27. Al femminile i 100 ostacoli a pannaggio della giamaicana Nickiesha Wilson (12’’93 v –0,8).

Veniamo alle pedane, a dire il vero un po’ avare di emozioni; nel lungo femminile assenza dell’ultim’ora della russa Lebedeva e vittoria  spianata per la brava e bella saltatrice Usa  Funmi Jimoh prima con 6,60 davanti alla jamaicana Jovanee Jarrett (6,47) e la romena  Alina Militaru 6,36. Anche qui ai piedi del podio un azzurra è Tania Vincenzino a pari misura con 6,36.

Al maschile non va meglio, si vince con misura sotto gli 8 metri (l’8,70 di Pedroso targato 95 è altra misura); a imporsi è l’ucraino Andriy Makarchev con 7,95 davanti al favorito Godfrey Khotso Mokoena fermatosi a 7,92. Dall l’argento di Pechino e degli ultimi mondiali ci si aspettava qualcosa in più, anche se un nullo di pedana davvero millimetrico pareva intorno agli 8,10.

Troppo forte il russo Pavel Sofin, nei dodici a Berlino nel peso maschile , per gli azzurri capitanati dall’intramontabile Paolo Dal Soglio. 19,54 per il sovietico e argento per il vicentino dei Carabinieri che ha scagliato l’attrezzo a 18,25. Al femminile per i colori azzurri nulla può Chiara Rosa giunta terza con 18,19 contro le cubane Mysleidis Gonzalez seconda a 18,57 e prima la Bielorussa Natallia Mikhnevich con 19,54 mt vice campionessa olimpica in carica.

Emozioni che non sono mancate dal salto con l’asta vinto dalla russa Tatyana Polnova, recente settima ai mondiali a 4,52 che a 4,63 ha tentato il record del meeting che detiene l’ex olimpionica Stacy Dragila (USA) oggi terza a 4,12. Seconda una ottima Anna Giordano Bruno; per la primatista italiana seconda piazza con la misura di 4,32.

Risultati e sito ufficiale: http://www.atleticamondiale.it/index.php

Nella foto Oscar Pistorius (foto Simone Proietti per Atleticanet).

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