VLASIC PROFETA IN PATRIA MENTRE A GATESHEAD VINCE IL VENTO

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vlasicFa bene l’aria di casa a Blanka Vlasic. L’atleta croata, dopo il trionfo di Berlino, ha confermato il suo ottimo stato di forma andando a trovare la grande misura di 2.08 nel “suo” meeting di Zagabria, prova del Grand Prix IAAF.

 

Una gara praticamente perfetta la sua, con tutte le misure superate alla prima prova fino appunto al 2.08 che è anche suo record personale migliorato dopo due anni e seconda misura di sempre al mondo dopo il record di Stefka Kostadinova. A questo ha fatto seguire l’ormai usuale tentativo ai 2.10, che però è apparso ancora fuori dalla sua portata. Sempre che quest’iniezione di fiducia, unita alla rivincita avuta ai mondiali su chi ormai la considerava atleta che fallisce i grandi appuntamenti, non gli dia la spinta per superare finalmente il record stabilito dalla bulgara. Il resto delle partecipanti non è stato nemmeno lontanamente alla sua altezza, con l’argento di Berlino Chicerova che si è fermata a 1.94.

Primato mondiale stagionale pure per Kozmus nel martello, in una gara dal livello persino superiore alla mediocre finale di Berlino. Con il suo 81.77 ha tenuto a debita distanza l’ungherese Pars. Buoni lanci pure nel getto del peso, dove Christian Cantwell supera un’altra volta il polacco Majewski andando di poco oltre i 22 metri. Non basta 21.47 al campione olimpico in carica per imporsi.

Tra le altre gare, da segnalare i 100 metri, dove sia Patton che Rodgers scendono sotto i 10”: 9.94 per il primo, 9.97 per il secondo. Una piccolissima rivincita per la velocità americana, ancora intenta a leccarsi le ferite dopo le numerose sconfitte subite dai giamaicani agli ultimi mondiali, culminate nell’incredibile squalifica di entrambe le staffette 4×100. Da segnalare qui la presenza di Guliyev. Il grande talento della velocità europea, insieme a Lemaitre, mostra una certa stanchezza dopo una lunga stagione ed esce in batteria con un anonimo 10.51.

L’ultimo campione mondiale in carica presente a Zagabria era Braithwaite, che dopo la sconfitta di Zurigo ha stavolta tenuto fede al pronostico imponendosi nei 110hs con 13.35.

L’altro meeting della serata, quello inglese di Gateshead, è stato “funestato” da un fortissimo vento, che ha impedito grosse prestazioni nelle gare di velocità ed ha messo in una certa difficoltà anche i saltatori.

Il più bravo a muoversi in queste difficili condizioni è stato senz’altro Andra Manson, che si prende una piccolissima rivincita su Rybakov imponendosi con 2.33 nel salto in alto. Alessandro Talotti, si è fermato ad un abbastanza deludente 2.15, comunque meglio di un Gibilisco che nell’asta non supera la misura di apertura. Nel triplo maschile, invece, Idowu ha approfittato di una folata ai limiti del consentito per imporsi con un 17.32 che ha esaltato il pubblico di casa. Nel lungo invece Phillips ha centrato un 8.39 che gli ha regalato l’ennesima vittoria della sua straordinaria stagione.

Tyson Gay e Carmelita Jeter si sono imposti invece nei 100 metri, il primo con un 10.15 che è da considerarsi ottimo considerando il vento a -2.0 m/s. 11.07 invece per la sua connazionale, che ha corso in condizioni leggermente più favorevoli. Più comoda se la sono presa Allyson Felix (23.13 sui 200) e Lashawn Merritt (45.10 sui 400), entrambi agli sgoccioli di una stagione che ormai vive solo in funzione dell’attesa delle World Athletics Final. Nel generale anonimato delle altre gare da segnalare solo il 12.88 con cui Brigitte Foster Hylton si è imposta nei 100hs femminili. Due le italiane presenti: Benedetta Ceccarelli buona quarta nei 400hs con il tempo di 57.44, mentre Zahra Bani giunge mestamente ultima nel lancio del giavellotto.

fonte: iaaf.org

foto: Simone Proietti per Atleticanet

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